L’odissea dei lavoratori socialmente utili nelle scuole: a fine febbraio stop alle pulize Autore: redazione da: controlacrisi.org

Il 28 febbraio circa 24.000 lavoratori socialmente utili impegnati da 20 anni nella pulizie della scuola corrono il rischio di essere licenziati o di vedersi decurtati del 50 % un salario che attualmente e’ al massimo di 900 euro al mese.
La denuncia arriva dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano che sottolinea come in questo modo circa quattromila siti scolastici si vedrebbero privati di un servizio essenziale per garantire la pulizia delle scuole e le attivita’ integrative che si svolgono nel pomeriggio.
“La rilevanza di tale delicata vicenda rende necessario che tale vertenza venga gestita direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Servono urgentemente circa 70 milioni per coprire la proroga dei servizi fino a giugno ed impegnare anche le Regioni a concorrere alla risoluzione del problema”, prosegue rivolgendosi al premier.”Facciamo appello al presidente del Consiglio, Enrico Letta, affinche’ assuma questa vertenza come una delle priorita’ del governo: sono in discussione il destino di migliaia di lavoratori e la qualita’ del diritto all’istruzione”, conclude.

Electrolux,la risposta delle tute blu: assemblee, blocchi stradali e cortei a Pordenone e Conegliano Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Assemblee, blocchi stradali e sciopero per tutta la giornata. E’ la risposta che questa mattina i lavoratori dei siti Electrolux hanno messo in atto per contrastare dal disastroso piano di ristrutturazione che mette in campo, oltre alla chiusura dello stabilimento di Porcia, un drastico taglio alle buste paga. Le tute blu, inoltre hanno votato un ordine del giorno che chiede al premier, Enrico Letta, di convocare un tavolo sulla vertenza.
Verso le 8 di questa mattina, sia da Susegana che da Porcia, i lavoratori si sono portati sulla statale Pontebbana che attraversa le due cittadine: per poi arrivare nel centro di Conegliano, mentre i friulani intedono recarsi in centro a Pordenone. “In assemblea, dopo aver illustrato le misure irricevibili del piano – spiega Paola Morandin, delegata Rsu Fiom di Susegana – abbiamo votato un ordine del giorno in cui chiediamo al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l’immediata convocazione del tavolo al Governo e annunciamo una manifestazione a Roma, sotto Palazzo Chigi”.
Netta in particolare la contrarieta’ all’orario part time di 6 ore, che nel caso di Susegana – specifica Morandin – comporterebbe uno stipendio mensile di poco superiore ai 700 euro. No anche agli esuberi che salgono a quota 800 nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale, la quale ha subordinato i 90 milioni di investimento all’accettazione del piano. Piano che lascia nell’incertezza la fabbrica di Porcia. Ma sui dati diffusi in queste ore dai sindacati interviene Electrolux con una nota. “La proposta tutta da discutere del costo dell’ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese -afferma Electrolux -. Nel corso dell’incontro e’ stata anche avanzata l’ipotesi di raffreddare l’effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell’est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianita’”.
Il piano che Electrolux ha presentato ai sindacati nella riunione di ieri a Mestre prevede un drastico taglio dei salari che porterebbe gli stipendi, oggi calcolati in 1.400 euro al mese, a circa 700-800 euro. La ‘soluzione’ svedese contempla un taglio dell’80% dei 2.700 euro di premi aziendali, la riduzione delle ore lavorate a 6, il blocco dei pagamenti delle festivita’, la riduzione di pause, permessi sindacali (-50%) e lo stop agli scatti di anzianita’. Un’operazione che di fronte all’attuale costo del lavoro di 24 euro/ora, rispetto ai 7 euro/ora degli stabilimenti in Polonia e Ungheria, porterebbe a tagliare a Forli’ 3 euro l’ora, a Solaro 3,20 euro, a Susegana 5,20 euro e a Porcia 7,50 euro.

Il Tav si farà. Parola di Letta e Hollande Fonte: il manifesto | Autore: Ro. Ci.

Parigi, Letta incontra Hollande

Non solo la Tav si farà, ma Enrico Letta e François Hollande pensano di allungarne il percorso da Torino a Cuneo, e poi Ventimiglia fino ad arrivare a Nizza. Un progetto, hanno detto ieri i due capi di governo riuniti nel summit bilaterale Italia-Francia a Villa Madama a Roma, «teso a rendere ancora più osmotici i nostri due paesi». Il governo socialista francese e quello italiano delle larghe intese considerano, inoltre, «la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto» di cui sottolineano «il carattere prioritario della realizzazione». Per Hollande l’inizio dei lavori sulla Torino-Lione avverrà a fine 2014. «Non siamo alla fine del tunnel – ha detto – siamo all’inizio del tunnel. Nel 2014 la gara d’appalto sarà sottoscritta e i lavori potranno iniziare entro fine 2014, o all’inizio del 2015». Il presidente francese si è inoltre soffermato sull’importante della ratifica del trattato Italo-francese del 2012 da parte del Senato e della Camera del suo paese.
In Italia, il trattato è stato ratificato dalla sola Camera, tra le proteste del Movimento 5 Stelle e di Sel, e attende di passare il voto del Senato. Il parlamento europeo ha confermato lo stanziamento dei fondi dell’opera il 17 ottobre scorso. Si tratta di cofinanziamenti fino ad una percentuale del 50% degli studi, delle indagini geognostiche e dei lavori preparatori e fino al 40% per i lavori definitivi. Per questo il governo italiano e quello francese stanno stringendo i tempi per le ratifiche parlamentari.
L’Ue attende l’ufficialità del loro impegno finanziario a livello nazionale. Il bilaterale italo-francese si è soffermato anche sul destino dell’Alitalia. Hollande non ha chiuso del tutto l’ipotesi della partecipazione di Air France, ma ha subito puntualizzato: «Non sono il presidente di Air France e non tocca a me parlarne. Le discussioni devono proseguire per arrivare alla migliore soluzione possibile per le due aziende». Una prospettiva in questo senso è stata confermata da Massimo Sarmi, ad di Poste, coinvolte dal governo italiano nel salvataggio della compagnia di bandiera. De Juniac, presidente di Air France, «ci ha confermato che il gruppo era azionista interessato alla collaborazione commerciale e che in una fase successiva tornerà a valutare» l’Alitalia. Nel frattempo l’ingresso di Poste in Alitalia si avvicina. Ieri l’assemblea dei soci, alla quale partecipa in forze il ministero dell’Economia, ha deliberato la modifica dello statuto, includendo tra gli obiettivi delle Poste anche quello del trasporto aereo.
Altro punto del vertice è stata la collaborazione tra la Cassa Depositi e prestiti e l’analoga francese «Caisse des depots et consignation» e Bpifrance. Si è parlato di una loro partnership nello sviluppo delle piccole e medie imoprese. L’agenda comune dovrebbe essere formalizzata nel primo semestre 2014 attraverso la realizzazione di strumenti e progetti per rafforzare la capacità di crescita e investimento da parte di queste aziende. Quella di Villa madama è stata inoltre l’occasione per discutere di unione banciaria europea e di rilancio delle politiche di «crescita» nell’Ue. «è assolutamente necessario che il Consiglio europeo di dicembre – ha detto Letta – permetta la partenza di questa azione. Letta ha anche sottolineato su questa decisione «esiste un eccesso di timidezza in Europa».
Confermato infine l’impegno per una «lotta contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile che è al centro delle nostre preoccupazione – si legge nella dichiarazione finale congiunta – e delle nostre azioni».