Electrolux, 50 giorni in presidio | Fonte: rassegna

“Dopo oltre cinquanta giorni di presidio la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Electrolux di Forlì continua a raccogliere la solidarietà di tutto il mondo del lavoro, con un presidio permanente davanti ai cancelli che ha assunto ormai le caratteristiche di monito contro la desertificazione industriale di tutto un territorio”. Lo affermano in una nota Fim Fiom e Uilm di Forlì.

“Dal momento che è chiaro a tutti – si legge nella nota – che la vertenza di Electrolux è uno spartiacque per le relazioni e la politica industriale di questo paese, giovedì sera di fronte ai cancelli dello stabilimento su viale Bologna, a partire dalle 19.30, interverranno delegazioni dei sindacati dei metalmeccanici di un po’ tutta la Romagna: la Fiom dei territori di Cesena, Rimini e Imola, la Fim Romagna e la Uilm di Cesena”.

Intanto nello stabilimento sono avviati i preparativi per consentire a tutti i lavoratori di partecipare lunedì prossimo 7 aprile al presidio indetto dalle tre sigle davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma in occasione del prossimo incontro che vedrà la presenza di tutti i soggetti interessati (azienda, organizzazioni sindacali, governo e regioni). I pullman partiranno alle 9.30 di lunedì mattina proprio dal piazzale della fabbrica.

“Come Fim Fiom Uilm – conclude la nota – invitiamo i rappresentanti delle Istituzioni locali, nonché i consiglieri e parlamentari eletti nel territorio, ad essere presenti al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Electrolux,la risposta delle tute blu: assemblee, blocchi stradali e cortei a Pordenone e Conegliano Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Assemblee, blocchi stradali e sciopero per tutta la giornata. E’ la risposta che questa mattina i lavoratori dei siti Electrolux hanno messo in atto per contrastare dal disastroso piano di ristrutturazione che mette in campo, oltre alla chiusura dello stabilimento di Porcia, un drastico taglio alle buste paga. Le tute blu, inoltre hanno votato un ordine del giorno che chiede al premier, Enrico Letta, di convocare un tavolo sulla vertenza.
Verso le 8 di questa mattina, sia da Susegana che da Porcia, i lavoratori si sono portati sulla statale Pontebbana che attraversa le due cittadine: per poi arrivare nel centro di Conegliano, mentre i friulani intedono recarsi in centro a Pordenone. “In assemblea, dopo aver illustrato le misure irricevibili del piano – spiega Paola Morandin, delegata Rsu Fiom di Susegana – abbiamo votato un ordine del giorno in cui chiediamo al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l’immediata convocazione del tavolo al Governo e annunciamo una manifestazione a Roma, sotto Palazzo Chigi”.
Netta in particolare la contrarieta’ all’orario part time di 6 ore, che nel caso di Susegana – specifica Morandin – comporterebbe uno stipendio mensile di poco superiore ai 700 euro. No anche agli esuberi che salgono a quota 800 nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale, la quale ha subordinato i 90 milioni di investimento all’accettazione del piano. Piano che lascia nell’incertezza la fabbrica di Porcia. Ma sui dati diffusi in queste ore dai sindacati interviene Electrolux con una nota. “La proposta tutta da discutere del costo dell’ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese -afferma Electrolux -. Nel corso dell’incontro e’ stata anche avanzata l’ipotesi di raffreddare l’effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell’est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianita’”.
Il piano che Electrolux ha presentato ai sindacati nella riunione di ieri a Mestre prevede un drastico taglio dei salari che porterebbe gli stipendi, oggi calcolati in 1.400 euro al mese, a circa 700-800 euro. La ‘soluzione’ svedese contempla un taglio dell’80% dei 2.700 euro di premi aziendali, la riduzione delle ore lavorate a 6, il blocco dei pagamenti delle festivita’, la riduzione di pause, permessi sindacali (-50%) e lo stop agli scatti di anzianita’. Un’operazione che di fronte all’attuale costo del lavoro di 24 euro/ora, rispetto ai 7 euro/ora degli stabilimenti in Polonia e Ungheria, porterebbe a tagliare a Forli’ 3 euro l’ora, a Solaro 3,20 euro, a Susegana 5,20 euro e a Porcia 7,50 euro.