Alitalia, il percorso sindacale ancora non è finito. Ora sotto mira ci sono le buste paga | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

In Alitalia il duro percorso per il taglio dei posti di lavoro non è finito. Nonostante quello che dicono sindacati e dirigenti, la partita non è ancora chiusa. L’intesa dell’altro giorno su 1.900 “esuberi-non esuberi”, ovvero un taglio che per il momento verrà trattato con ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà. Per Gabriele Del Torchio, l’intesa “e’ solo un primo passaggio, che e’ quello del ricorso agli ammortizzatori: ora abbiamo un altro passaggio da fare, che e’ quello sul costo del lavoro, ma lo affronteremo dalla prossima settimana”. Il Piano industriale di Del Torchio prevede risparmi su questa voce per 128 milioni (su complessivi 295 milioni di risparmi totali) e l’accordo siglato l’altra notte sugli esuberi vale per circa un’ottantina di milioni: quelli che mancano all’appello, dovrebbero essere reperiti attraverso un taglio degli stipendi superiori ai 40 mila euro.

Critiche all’accordo sindacale arrivano dalla Cub, che per il 21 febbraio ha dichiarato uno sciopero con mobilitazione. “In sintesi, le organizzazioni sindacali concertative (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb + Ass. Piloti e AA/VV) e i vari governi succedutesi – si legge in un comunicato – hanno concesso alla CAI, dopo la mattanza di circa 10.000 lavoratori espulsi da Alitalia nel 2008, di mascherare la propria incapacità e i debiti accumulati, scaricando sulle spalle dei dipendenti e del paese altri 2938 esuberi ‘certificati’, che saranno gestiti con cassa integrazione e contratti di solidarietà”.

In pratica, i licenziamenti si sono semplicemente differiti al 2015, e cioè alla fine degli ammortizzatori sociali concordati.