La rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione – ha aderito e ha partecipato alla manifestazione nazionale a sostegno del popolo palestinese, indetta dal Coordinamento delle Comunità Palestinesi d’Italia il 27 settembre scorso a Roma. da:tutti icolori del rosso

La rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione – ha aderito e ha partecipato alla manifestazione nazionale a sostegno del popolo palestinese, indetta dal Coordinamento delle Comunità Palestinesi d’Italia il 27 settembre scorso a Roma. Ecco il testo del loro documento:

“Aderiamo in solidarietà ai nostri fratelli e sorelle palestinesi che, a partire dalla grande catastrofe del 1948 (che ha reso profughi oltre due terzi della popolazione), continuano a subire quotidianamente varie forme di pressione per mano dello Stato di Israele: dalle “semplici” discriminazioni, alle incarcerazioni senza processo; dall’espropriazione delle terre all’assedio ed altro ancora, fino ad arrivare ad aggressioni omicide com’è recentemente accaduto a Gaza, e non per la prima volta. Tutte queste forme di pressione hanno come risultato una continua e strategica pulizia etnica della Palestina.

Questa manifestazione, così vicina al capodanno ebraico, cade in una stagione di particolare importanza nel nostro calendario: un periodo in cui ogni individuo ha il dovere, ma anche il privilegio, di esaminare criticamente le proprie azioni passate, per correggere il proprio comportamento nell’anno a venire. Ci auguriamo che numerosi cittadini israeliani, anch’essi nostri fratelli e sorelle, riescano a rendersi conto di questi terribili misfatti e, al di là della propaganda, oltre le paure reali e indotte, si uniscano ai dissidenti e spingano il proprio governo a cambiare radicalmente strada per trovare nella giustizia e la riconciliazione una soluzione che avvicini la pace anziché alimentare la violenza ad oltranza. Invitiamo inoltre gli esponenti delle Comunità ebraiche costituite a considerare le conseguenze del loro sostegno incondizionato alle politiche e alle azioni dei governi israeliani.

Purtroppo negli anni, nonostante, o anche a causa di prolungati ma futili negoziati di facciata, la situazione dei palestinesi continua a peggiorare, la colonizzazione della Palestina procede a gonfie vele, e la fattibilità di una soluzione giusta e duratura ai problemi della regione si riduce. Ciò avviene anche perché, finora, Israele è rimasto non solo incensurato e impunito, ma addirittura armato e assistito sia dagli USA sia dall’Europa.

Aderiamo per rimarcare l’assoluta urgenza di una forte pressione internazionale che ponga fine a questo stato di cose. Aderiamo per ribadire l’importanza di imporre sanzioni politiche ed economiche contro Israele, di fermare il rifornimento di armi allo stesso e revocare tutti gli accordi militari con esso. Ci appelliamo anche a tutti i membri della società civile in Italia, in altri paesi europei, in USA e ovunque, a tutti coloro che si impegnano per la pace, i diritti umani e la giustizia, affinché sollecitino i propri governi e le organizzazioni internazionali a far valere i diritti dei palestinesi e il diritto internazionale, ripetutamente violato dallo Stato di Israele.

Costringere Israele a fermare la colonizzazione dei territori palestinesi, cessare l’assedio e le offensive militari contro Gaza, smantellare il muro, revocare il perenne “stato d’assedio” causa di numerose violazioni di diritti umani, tra cui le incarcerazioni senza processo, garantire completa uguaglianza ai suoi cittadini palestinesi, e il diritto al ritorno dei profughi”.

Pubblico impiego, Usb verso lo sciopero generale. “Contro il blocco dei contratti, contro l’austerity” | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Il Coordinamento Nazionale USB Pubblico Impiego, riunitosi ieri, 14 aprile, con i responsabili dei territori e dei settori del lavoro pubblico, ha dato mandato all’Esecutivo Nazionale USB di proclamare lo sciopero generale dell’intera categoria.

Uno sciopero che già era nell’aria, ma che si è reso necessario dopo l’emanazione del Def da parte del governo Renzi, con il quale, nella sostanza, si bloccano i contratti di pubblico impego per un altro quinquennio e non si stanziano le risorse per alcuna stabilizzazione dei lavoratori precari.

Secondo il Coordinamento Nazionale USB P.I., “siamo di fronte ad un governo che, come quello Letta e quello Monti, si fa dettare la linea dall’Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea, con la differenza che l’attuale premier assomiglia sempre più a un illusionista: dal cappello tira fuori 80 euro per chi ha redditi minimi e contemporaneamente, senza farsi vedere, Renzi taglia di fatto i salari ai lavoratori pubblici del 20%”.

“E’ evidente che con questa decisone – continua il Coordinamento nazionale Usb/Pi – nei prossimi due anni aumenteranno le famiglie sotto la soglia di povertà, a fronte anche del silenzio complice delle altre organizzazioni sindacali”.

L’USB P.I. invita dunque tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell’amministrazione pubblica a mobilitarsi e a sostenere lo sciopero USB, che sarà preceduto il 14 maggio prossimo da una giornata nazionale di lotta con iniziative regionali.

Data e modalità dello sciopero saranno definite nelle prossime settimane, anche entrando in relazione con il movimento fatto di organizzazioni sociali e politiche che intende mobilitarsi contro i diktat dell’Unione Europea.

Forconi,sceneggiata fascista arrampicati sulla piramide Cestia a Roma Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Armati di bandiera tricolore e intonando l’inno di Mameli, alcuni manifestanti del coordinamento ‘9 dicembre’, l’ala intransigente del movimento dei Forconi guidata dall’agricoltore pontino Danilo Calvani, sono saliti sulla Piramide Cestia, a Roma, per manifestare contro governo e parlamento ritenuti “illegittimi”. Dopo essere partiti dalla vicina piazzale dei Partigiani, ai piedi del monumento alcuni manifestanti hanno anche alzato il braccio destro simboleggiando il saluto romano. Gesto stigmatizzato dallo stesso Calvani. “Alcuni elementi di Socialismo Nazionale (che si stanno mascherando sotto il nome di associazione Resistenza Italiana) – spiega il leader del coordinamento 9 dicembre – hanno fatto un’azione impropria facendo il saluto romano, fotografati anche da alcuni giornalisti. Loro si presentano come associazione Resistenza Italiana, che come Coordinamento ‘9 dicembre’ non riconosciamo, perche’ appartengono di fatto a Socialismo Nazionale che e’ un’organizzazione di estrema destra. Il Coordinamento ‘9 dicembre’ non rappresenta nessun partito politico”.
Calvani dichiara intanto di voler cambiare strategia distribuendo i presidi “in piu’ giorni, a turni”. E aggiunge: “Faremo un presidio a oltranza, non escludiamo manifestazioni eclatanti ma civili e non violente. Ci sara’ una manifestazione finale? Non lo so – dice Calvani – l’obiettivo e’ vincere la guerra, le decisioni le prenderemo insieme. Non c’e’ un capo, ne’ un partito, e’ la lotta del popolo italiano”. Calvani poi ribadisce: “Non chiamateci Forconi, non abbiamo nulla contro di loro ma siamo il Coordinamento 9 dicembre, chiamateci cittadini italiani. L’unica bandiera che ci interessa e’ quella italiana”.