Fiat Pomigliano, da oggi di nuovo a lavoro 10 sindacalisti Fiom discriminati dall’azienda | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Da oggi dieci dei 19 operai dello stabilimento Fiat Chrysler di Pomigliano d’Arco, iscritti alla Fiom rientreranno in fabbrica a salario pieno dopo la sentenza contro la discriminazione sindacale e il conseguente accordo con il Lingotto che prevede il rientro delle tute blu dal regime dei contratti di solidarieta’.
I lavoratori torneranno nell’unica area dello stabilimento dove non sono in vigore i contratti di solidarieta’, previsti per circa 1900 operai, ovvero quella della produzione diretta della Panda. Gli altri 9 iscritti al sindacato di Landini, che nel 2012 vinsero la causa contro la Fiat per discriminazione nelle assunzioni nella ex newco Fabbrica Italia Pomigliano, saranno invece impiegati negli altri reparti dello stabilimento ma in regime di contratto di solidarieta’.

Ilva di Genova, Fiom: “Il sito è una bomba ad orologeria. Il Governo intervenga” | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

La situazione dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano e’ “una bomba a orologeria che puo’ esplodere in ogni momento e sicuramente dopo il primo settembre, alla scadenza dei contratti di solidarieta’.
L’azienda ha confermato le difficolta’ a garantire l’occupazione per tutti i dipendenti, ma si sono persi due mesi di tempo e il Governo, firmatario dell’accordo di programma e garante della sua applicazione, e’ latitante. Dopo il 1 settembre se non dovessero rientrare in fabbrica tutti i lavoratori Genova vivra’ giorni di grande tensione”. Cosi’ Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom – Cgil di Genova, che l’altro giorno ha partecipato alla riunione in Prefettura del collegio di vigilanza dell’Ilva con istituzioni, azienda e sindacati sul futuro dello stabilimento. L’incontro e’ stato sollecitato da Fim, Fiom e Uilm a seguito di quanto dichiarato nelle scorse settimane dall’azienda circa l’impossibilita’ di mantenere gli attuali livelli occupazionali. “L’azienda – ha aggiunto Manganaro – ci ha detto che il Governo e’ al corrente del problema. Ma fino ad ora non ha fatto nulla. Noi rivendichiamo l’accordo di programma siglato nel 2005 (poi confermato dalle parti in Prefettura il 19 settembre 2013, ndr) che garantiva continuita’ occupazionale e di reddito. Se quell’accordo e quelle condizioni non dovessero essere confermate, sara’ battaglia”. Antonio Apa, segretario della Uilm Genova, e Stefano Milone, della Fim-Cisl, hanno sottolineato che “il problema riguarda la linea produttiva della banda stagnata che non sarebbe sufficiente ad assorbire i 1450 lavoratori interessati oggi dai contratti di solidarieta’. Per questo chiediamo che venga convocato con urgenza un incontro al ministero dello Sviluppo Economico sul caso Genova”. Ilva Genova occupa ad oggi 1740 dipendenti, di cui 1450 sono in contratto di solidarieta’, in scadenza a settembre e giunto al suo quarto e ultimo anno.

Alitalia, il percorso sindacale ancora non è finito. Ora sotto mira ci sono le buste paga | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

In Alitalia il duro percorso per il taglio dei posti di lavoro non è finito. Nonostante quello che dicono sindacati e dirigenti, la partita non è ancora chiusa. L’intesa dell’altro giorno su 1.900 “esuberi-non esuberi”, ovvero un taglio che per il momento verrà trattato con ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà. Per Gabriele Del Torchio, l’intesa “e’ solo un primo passaggio, che e’ quello del ricorso agli ammortizzatori: ora abbiamo un altro passaggio da fare, che e’ quello sul costo del lavoro, ma lo affronteremo dalla prossima settimana”. Il Piano industriale di Del Torchio prevede risparmi su questa voce per 128 milioni (su complessivi 295 milioni di risparmi totali) e l’accordo siglato l’altra notte sugli esuberi vale per circa un’ottantina di milioni: quelli che mancano all’appello, dovrebbero essere reperiti attraverso un taglio degli stipendi superiori ai 40 mila euro.

Critiche all’accordo sindacale arrivano dalla Cub, che per il 21 febbraio ha dichiarato uno sciopero con mobilitazione. “In sintesi, le organizzazioni sindacali concertative (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb + Ass. Piloti e AA/VV) e i vari governi succedutesi – si legge in un comunicato – hanno concesso alla CAI, dopo la mattanza di circa 10.000 lavoratori espulsi da Alitalia nel 2008, di mascherare la propria incapacità e i debiti accumulati, scaricando sulle spalle dei dipendenti e del paese altri 2938 esuberi ‘certificati’, che saranno gestiti con cassa integrazione e contratti di solidarietà”.

In pratica, i licenziamenti si sono semplicemente differiti al 2015, e cioè alla fine degli ammortizzatori sociali concordati.