Sciopero, la Commissione di garanzia vuole impedirlo nel semestre Ue dell’Italia e durante l’Expo!Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Negli ultimi mesi la Commissione di Garanzia per lo Sciopero si è resa protagonista di decisioni che hanno colpito duramente i promotori ed i lavoratori per le azioni di lotta intraprese. La Commissione sta oltrepassando ogni logica e ormai interpreta in modo estensivo la legge stessa, come nel caso eclatante dello sciopero del personale addetto alla merce dell’aeroporto di Venezia per il quale è intervenuta, in modo grottesco, a “tutela del diritto costituzionalmente garantito” per una vettura lamborghini.

Lunedì scorso USB ha ricevuto una lettera del Presidente della Commissione che invita i sindacati a non scioperare per tutto il periodo della presidenza italiana della UE (dal 1° luglio al 31 dicembre 2014) e quello dell’EXPO 2015, mentre è allo studio anche la revisione delle regolamentazioni provvisorie che sono quelle normative che, approvate dalla Commissione e accettate da Cgil, Cisl e Uil, hanno prodotto effetti abnormi di divieto del diritto di sciopero che vanno ben al di là della legge.

Tutto questo mentre sono in corso vertenze di rilevanza eccezionale come, ad esempio, quelle nei trasporti (privatizzazioni, crisi generalizzata delle grandi aziende, smantellamento dei patrimoni pubblici, messa in cigs di quasi la metà del personale in alcuni settori, ecc).

L’Usb ha convocato per il 15 aprile un presidio “per la ripresa dell’iniziativa sindacale nei confronti di una Istituzione posta “a guardia” di una legge che negli anni ha solo garantito le aziende e la destrutturazione dei settori coinvolti, impedendo esclusivamente il conflitto di fronte al disastro industriale e occupazionale che stiamo subendo”. Per Usb, l’obiettivo è quello di accendere un riflettore ed evidenziare le contraddizioni evidenti della Commissione, che controlla e sanziona sempre più pesantemente il conflitto mentre nessuno sanziona e controlla aziende e manager che violano costantemente i patti e producono danni immensi a lavoratori e cittadini.

Cgil, è ancora scontro sui dati dei congressi di base. Altri due membri lasciano la commissione di garanzia Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Ancora uno strappo in Commissione garanzia del congresso Cgil. Due membri, Carlo Baldini e Francesca Re David, lasciano l’incarico in aperta polemica con la segreteria confederale che l’altro giorno in una lettera alle strutture aveva anticipato l’esito del voto sugli emendamenti al documento di maggiroanza, primo firmatario il leader di Corso Italia, Susanna Camusso, assegnando al documento di maggioranza il 97,75% (2,25% al documento “Il sindacato è un’altra cosa”, di Giorgio Cremaschi).”Si tratta di un comportamento che contravviene ai principi di base del regolamento congressuale e che, di fatto, ha esautorato la Commissione di garanzia congressuale nazionale, unico organismo competente e legittimato a raccogliere e pubblicare gli esiti della partecipazione alle assemblee e del voto su documenti ed emendamenti”, dicono Baldini e Re David in una nota puntando il dito anche sul fatto che “i dati forniti dalla segreteria confederale non riportano l’esito corretto del voto, usando basi di calcolo totalmente arbitrarie, in totale contraddizione con il regolamento congressuale”.

Con la decisione di Baldini e Re David scendono cosi’ a 4 i componenti della Commissione di garanzia dopo la decisione di autosospendersi di altri due membri, circa un mese fa. A lasciare furono Barbara Pettine e Fabrizio Burattini, che in sede di conferenza stampa sottolinearono non solo la secretazione dei dati da parte della commissione ma anche la scarsa uniformità dell’andamento dei risultati delle assemblee a livello nazionale. Di lì a poco Giorgio Cremaschi ha denunciato la falsità dei risultati. Stando a quelo che ha detto Susanna Camusso, anche se non ancora certificato dalla commissione di garanzia, i consensi raccolti dalle cinque proposte emendatarie presentati dalla Fiom stati tra il 7% e il 23%, rapportati al voto congressuale.
Baldini e Re David hanno comunque danno appuntamento alla conferenza stampa indetta giovedi’ prossimo da Maurizio Landini e Domenico Moccia, primi firmatari di alcuni emendamenti, per dare conto di quanto avvenuto