“Coalizione sociale per costruire cultura della partecipazione”. Al via la due giorni a Roma Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Ha preso il via, oggi, con la Costituente, il cammino della Coalizione sociale, il progetto lanciato dal leader della Fiom, Maurizio Landini, che non si propone come nuovo partito politico ma punta ad andare “oltre i recinti” e a fare azioni sul territorio. Una galassia di associazioni, movimenti, comitati e liberi cittadini sono stati chiamati a raccolta e si confronteranno, oggi e domani, al centro congressi di Via Frentani, a Roma, per dare vita a un nuovo soggetto che possa dare risposta ai problemi delle persone, ovvero garantire il diritto al lavoro, alla casa, alla salute e all’istruzione.”Oggi inizia un percorso che ha come obiettivo di unire tutto cio’ che e’ diviso e rimettere al centro il lavoro, un’idea diversa di sviluppo e sostenibilita’ ambientale, la questione del sapere e della conoscenza. Un percorso che proseguira’ con tante azioni sul territorio”, ha spiegato Landini a margine dei lavori della Costituente. La coalizione sociale, ha osservato, “ancora non esiste” e cosa divenetera’ “lo decideranno le persone”. Ma ha messo in guardia: “Dentro i recinti noi ci stiamo”. Il nuovo progetto, ha spiegato”, non e’ racchiudibile dentro la dimensione destra, sinistra o centro, e’ un’altra cosa. Noi parliamo alle persone e saranno le persone che decideranno”.
E a chi come Nichi vendola gli strizza l’occhio per arrivare a costruire a sinistra un’alternativa a Renzi, Landini ha risposto: “Lo faccia pure, ci fa piacere, ma noi siamo un’altra cosa”. La coalizione sociale, ha ribadito, “e’ nata fuori dai partiti”. “In un paese in cui il 50% delle persone non va a votare – ha sottolineato – c’e’ una crisi di democrazia, le persone non si sentono rappresentate. Per poter cambiare il paese democraticamente ci vuole la partecipazione e il nostro obiettivo e’ ricostruire una cultura della partecipazione con dei contenuti che affermino il diritto al lavoro, alla casa, alla salute, che affermino la giustizia sociale”. “Non ci siamo messi d’accordo con nessuno – ha proseguito Landini – stiamo con coraggio affrontando i problemi delle persone che sono divise tra di loro, e cosi’ sta vincendo la finanza, l’ingiustizia e sta arretrando la democrazia”. La coalizione sociale, ha concluso, “esistera’ se ci saranno tante coalizioni sociali e tante pratiche sociali sui territori”.
All’assemblea hanno aderito oltre 60 soggetti tra associazioni, movimenti, sindacati. Quattro le aree tematiche: ‘Saperi e conoscenza’, ‘Economia, Politiche industriali, Cambiamenti climatici’, ‘Unions’ e ‘Rigenerare le citta”. Domani la due giorni si concludera’ con una grande plenaria in cui prendera’ la parola Landini.

Tutti a Roma alla prima assemblea nazionale della Coalizione Sociale Fonte: Red.Autore: Claudio Grassi da: controlacrisi.org

coalizione

Il 6 e il 7 giugno saremo tutti a Roma alla prima assemblea nazionale della Coalizione Sociale. La cosa più sbagliata che si possa fare è contrapporre l’iniziativa della Coalizione Sociale con il processo riaggregativo e unitario della Sinistra. Servono entrambe le cose! Il problema però è che se non si mettono in movimento energie nuove e se non si costruisce, anche da noi, come avvenuto in Grecia e in Spagna, una forte mobilitazione sociale contro le politiche di austerità, il processo riaggregativo a sinistra sarà una riedizione ancora una volta fallimentare di quanto già visto (magari con protagonisti diversi) con Arcobaleno, Fds, Ingroia, Altra Europa….. Occorre ben altro. La Coalizione Sociale, per la credibilità di chi l’ha proposta, può essere quel progetto capace di attivare le tante energie che le attuali forze politiche non sono capaci di muovere, ma che sono essenziali per costruire una reazione alle politiche di questa Europa e del governo Renzi.

Per questo è importante esserci e contribuire a costruirla.

Coalizione sociale, Landini lancia il manifesto. Camusso: «Non farà strada» Fonte: Il Manifesto | Autore: Roberto Ciccarelli

Riunione informale ieri a Roma con associazioni, centri sociali, partite Iva e precari della Coalizione 27 febbraio. Nella Cgil lo scontro sul futuro del sindacato è duro. La segretaria Camusso definisce la coalizione “una scorciatoia”: “Non andrà da nessuna parte. Restiamo della nostra idea”La pros­sima set­ti­mana il mani­fe­sto della coa­li­zione sociale sarà dif­fuso in vista di un’assemblea di due giorni pro­gram­mata a metà mag­gio. Nelle inten­zioni del segre­ta­rio della Fiom Mau­ri­zio Lan­dini dovrebbe chia­rire che la «coa­li­zione sociale» non è un par­tito ma «un pro­cesso aperto e in dive­nire». Nella bozza distri­buita ieri nel corso di un’assemblea all’Arci di Tor De Schiavi nel cuore del quar­tiere Cen­to­celle di Roma, poi dif­fusa dall’Ansa, si legge che la coa­li­zione vuole «dimo­strare che si può fare poli­tica attra­verso un agire con­di­viso, al di fuori e non in com­pe­ti­zione rispetto a par­titi, orga­niz­za­zioni poli­ti­che o car­telli elettorali».

La coa­li­zione sociale sarebbe dun­que il risul­tato di un «agire con­di­viso», «fuori e non in com­pe­ti­zione» con i par­titi. Pro­ba­bil­mente la pre­ci­sa­zione serve a raf­fred­dare le rea­zioni della «sini­stra Pd» o dei Cin­que Stelle, che vedono con insof­fe­renza l’esperimento di Lan­dini. Si punta a fare coa­li­zione con tutti i lavo­ra­tori, pre­cari e «nuovi poveri» con la par­tita Iva, sul «ter­ri­to­rio» e «nei luo­ghi di lavoro», non tra gli schieramenti.

All’incontro hanno par­te­ci­pato asso­cia­zioni come Act, movi­menti come il Forum dell’acqua e cen­tri sociali dell’Emilia Roma­gna. È inter­ve­nuto anche Ste­fano Rodotà che ha riba­dito il giu­di­zio con­tro la «zavorra» dei par­titi. Una posi­zione, ha ammesso, che ha inner­vo­sito molti nei par­titi. A suo avviso la «coa­li­zione sociale» ha «una carica pole­mica posi­tiva»: regi­stra la crisi della rap­pre­sen­tanza della poli­tica e intende resti­tuire rap­pre­sen­tanza sociale e poli­tica al lavoro. Per Rodotà que­sta è la base di un’altra cul­tura e agenda poli­tica da sot­to­porre anche a chi, nei par­titi, è sen­si­bile ai beni comuni o alla pro­po­sta di legge d’iniziativa popo­lare per eli­mi­nare il pareg­gio di bilan­cio in Costituzione.

L’assemblea è stata chiusa alla stampa, ma nel pome­rig­gio le agen­zie hanno ripor­tato le dichia­ra­zioni di Lan­dini e dei par­te­ci­panti. Dopo le 13,30 sugli smart­phone sono apparse le dure parole della segre­ta­ria Cgil Susanna Camusso. La coa­li­zione sociale è una «scor­cia­toia – ha detto — non mi pare che vada da nes­suna parte». Per la segre­ta­ria la strada è diversa: pri­mato del sin­da­cato e auto­no­mia dai sog­getti sociali e poli­tici. Obiet­tivo: ritro­vare «l’unità tra i lavo­ra­tori e le orga­niz­za­zioni sin­da­cali». Per Lan­dini, invece, il sin­da­cato da solo non basta nel momento in cui Renzi è deter­mi­nato a can­cel­lare tutti i corpi inter­medi, age­vo­lando così il pro­cesso di rivo­lu­zione dall’alto in corso nell’Europa dell’austerità. Il suo è un defi­cit di rap­pre­sen­tanza, e di potere sociale, che va recu­pe­rato facendo coa­li­zione con i mondi del lavoro non dipen­dente e pre­ca­rio, oltre che nella società. Dif­fe­renze che tor­ne­ranno a farsi sen­tire in vista della con­fe­renza di orga­niz­za­zione della Cgil.

Su que­sto scon­tro tra Lan­dini e Camusso si sta gio­cando il futuro del sin­da­cato. La sua pro­po­sta di coa­li­zione sociale vuole costruirne uno diverso, met­tendo in comune «saperi e espe­rienze» con la società, anche attra­verso il «mutua­li­smo», altra parola chiave. Ai sog­getti che la com­pon­gono sono state pro­po­ste «cam­pa­gne per obiet­tivi comuni» con­tro il Jobs Act, «il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, alla pen­sione o all’assistenza» si legge nella bozza. Non si chiede di rinun­ciare a ciò che sono, ma di par­te­ci­pare a quelle su cui sono d’accordo.

Gli avvo­cati di Mga, i far­ma­ci­sti di Fnpi, gli atti­vi­sti dello scio­pero sociale che fanno parte della «Coa­li­zione 27 feb­braio» hanno soste­nuto le ragioni di una cam­pa­gna con­tro il «busi­ness» della Garan­zia gio­vani, fisco e pre­vi­denza equi per i pre­cari e le par­tite Iva, il red­dito di base. Su que­sto mani­fe­ste­ranno il 24 aprile alla sede cen­trale dell’Inps-Eur a Roma. «Ci sono diverse coa­li­zioni in for­ma­zione – sosten­gono – Biso­gna deter­mi­nare le com­bi­na­zioni che aumen­tano la forza di tutti ed evi­tare di defi­nire subito il peri­me­tro di una sola»