Ammortizzatori sociali, Cgil Cisl Uil manifestano a Montecitorio il 22 e il 24 luglio Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato due presidi a Roma, in Piazza Montecitorio, per sollecitare il governo a rifinanziare la cassa integrazione in deroga: il primo si svolgerà martedì 22 luglio e coinvolgerà le regioni del Centro-Nord, il secondo giovedì 24 luglio per le regioni del Centro-Sud. E’ prevista la partecipazione dei segretari generali Camusso, Bonanni e Angeletti.”A causa del mancato finanziamento di questo ammortizzatore – si legge in una nota – decine di migliaia di lavoratori rischiano di restare senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito. Il governo deve rendersi conto della drammaticità della situazione e intervenire per garantire, nel perdurare della crisi, la tenuta del tessuto sociale del nostro Paese”.

Peraltro, proseguono, “i finanziamenti necessari per dare le prime risposte sono già disponibili, seppur non sufficienti per tutto il 2014, ma non sono stati ancor emanati i necessari decreti per l’assegnazione. Vanno comunque reperite le risorse necessarie per assicurare la completa copertura, evitando di
ridurre la durata temporale della prestazione”. Con questa iniziativa di mobilitazione, Cgil, Cisl e Uil “puntano a sbloccare una situazione divenuta ormai insostenibile”.

Call center, Usb: “Accordo vergognoso di Cgil, Cisl e Uil” | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

“Ennesimo accordo vergognoso di Cgil, Cisl e Uil per chi lavora nei call center. Stipendio ridotto da 1.000 a 600 euro sino al 2015 per ritornare a 1.000 gradualmente nel 2018. Pazzesco! Ma che aspettano i loro iscritti a mangiarseli!. Via da questi sindacati, azzerare Cgil, Cisl e Uil è ormai una necessità vitale per lavoratrici e lavoratori”. Così reagiscel’Usb per bocca di Fabrizio Tomaselli alla notizia dell’ennesimo accordo capestro ai danni dei lavoratori dei call center. Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, hanno siglato un contratto che prevede il riconoscimento del minimo tabellare (circa 1.000 euro netti al mese) ma ridotto al 60 per cento fino a gennaio 2015. Da quella data, poi, si risale di anno in anno fino a raggiungere il 100 per cento del minimo nel 2018. Una forma originale di “salario di ingresso” prolungato nel tempo. Inoltre, per le nuove assunzioni al termine del contratto, l’azienda utilizzerà i lavoratori già assunti sulla base di una graduatoria. Ma per potervi accedere i collaboratori dovranno sottoscrivere “un atto di conciliazione individuale conforme alla disciplina prevista dagli articoli 410 e seguenti del Codice di procedura civile”. Si tratta della rinuncia a diritti pregressi che non vengono nemmeno specificati