CARA Mineo indagato il sottosegretario Giuseppe Castiglione da: sudpress

 

Indagine sul CARA di Mineo

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Le Procure di Catania e Caltagirone pronte a chiudere il cerchio sulla gestione milionaria del centro di accoglienza. Coinvolti a vario titolo esponenti politici, funzionari e ras delle cooperative. Ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e voto di scambio. TUTTI I NOMI

La diffusione della decisione dell’Autorità Anticorruzione, firmata personalmente dal presidente Raffaele Cantone, di dichiarare illegittima la gara d’appalto da 97 milioni di euro per la gestione del CARA di Mineo ha probabilmente accelerato l’iniziativa delle due procure competenti, Catania e Caltagirone, che da tempo stanno investigando sul colossale business creatosi attorno al fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Diversi i filoni d’indagine, compresi i collegamenti con quella in fase più avanzata della Procura di Roma retta dal procuratore capo Pignatone e che ha già condotto a numerosi arresti.

Al centro dell’indagine catanese, la presunta turbativa finalizzata a confezionare un bando di gara preconfezionato su misura in modo tale che, a causa dei requisiti specifici inseriti nel capitolato, potesse partecipare esclusivamente il raggruppamento d’imprese che già gestiva lo stesso servizio, per di più in proroga da oltre un anno.

Altro filone d’inchiesta riguarderebbe il sistema di assunzioni presso le varie cooperative coinvolte nella gestione del business dell’accogienza, dal CARA vero e proprio ai numerosi SPRAR presenti sul territorio sino all’accoglienza dei minori non accompagnati.

Il nome più eccellente tra quanti hanno avuto ruolo nella gestione del CARA figura l’attuale sottosegretario del governo Renzi Giuseppe Castiglione.

Castiglione è stato il  ”Soggetto Attuatore” che ha di fatto creato il “sistema CARA” in qualità di presidente della provincia di Catania, costituendo anche il “gruppo dirigente” della struttura.

Un suo fedelissimo, al suo fianco già alla Provincia di Catania, è stato posto a capo della direzione generale, Giovanni Ferrera, responsabile diretto della gestione della gara d’appalto dichiarata illegittima ed a capo della commissione giudicatrice che era composta anche da Luca Odevaine e Salvatore Lentini, capo ufficio tecnico del comune di Vizzini..

Sempre al fianco di Castiglione anche Luca Odevaine, consulente presso il CARA, ed attualmente in carcere per il ruolo svolto nell’ambito dell’inchiesta su “Mafia Capitale”.

Patron indiscusso delle cooperative il cui ruolo sarebbe al vaglio degli inquirenti sia per le turbative che per le assunzioni, Paolo Ragusa, presidente del consorzio di cooperative SOL.Calatino.

A presiedere l’assemblea del Consorzio “Terra d’Accoglienza” il sindaco di Vizzini Aurelio Sinatra, mentre il consiglio di amministrazione ha come presidente Anna Aloisi, sindaco di Mineo ed i sindaci di Ramacca Franco Zappalà, di  Licodia Eubea Giovanni Verga, di San Cono Salvatore Barbera e di San Michele di Ganzaria Giovanni Petta

Centri di accoglienza, per la Misericordie Srl da: l’espresso

La Misericordie Srl è l’impresa sociale che gestisce il Cara di Crotone. E possiede quote dell’areoporto Sant’Anna e della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Ora, grazie a un appalto, entrano anche nel centro di accoglienza di Lampedusa

di Raffaella Cosentino

26 febbraio 2015

Centri di accoglienza, per la Misericordie Srl  un impero da Isola Capo Rizzuto a Lampedusa

Da Isola Capo Rizzuto, che a dispetto del nome si trova sulla terraferma in provincia di Crotone, a una vera, importante, isola: Lampedusa. E’ il grande balzo fatto dalle Misericordie, che hanno conquistato la gestione del centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola. Se ne è parlato ieri sera nella trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro su La7, durante la puntata dedicata alla Libia e alla fuga dei profughi.

vedi anche:

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I clandestini? Valgono 20 milioni

Succede a Isola Capo Rizzuto, dove c’è il centro d’accoglienza più grande d’Italia. Ora ha 1500 posti, con la ripresa estiva degli sbarchi diventeranno 2000. Aumentando il business che gira intorno ai migranti

Dal vecchio al nuovo ente gestore si passa con una gara a procedura negoziata, indetta dalla prefettura di Agrigento, dalla quale nonostante numerose telefonate non siamo riusciti ad avere informazioni, a parte quelle, scarne, pubblicate sul sito dell’organo di governo. Questo tipo di appalto non prevede un bando pubblico e quindi non se ne conosce il valore economico.

È la stazione appaltante che, in deroga alle norme sugli appalti, invita solo alcuni soggetti a partecipare alla gara. Aggiudicazione definitiva il 23 settembre e affidamento “in via d’urgenza” della gestione dal primo ottobre scorso. Il Cspa lampedusano è rimasto chiuso per molti mesi nel 2014 dopo lo scandalo del video choc trasmesso dal Tg2 sulle “docce antiscabbia” praticate dal vecchio ente gestore, il consorzio Sisifo aderente a Lega Coop.

“Le Misericordie tornano a Lampedusa, la porta d’Europa” annunciano sul loro sito, rivendicando la presenza in un luogo simbolo, dove, sottolineano, erano già state gestori dell’allora Cpt (Centro di permanenza temporanea) dal 2007 al 2009.

La gestione viene affidata alla Confederazione nazionale, “con il supporto delle Misericordie siciliane e con l’apporto dell’esperienza della Misericordia di Isola Capo Rizzuto”. A metà ottobre, la delegazione della Confederazione che è andata a Lampedusa per un sopralluogo organizzativo contava anche tutti i nomi di riferimento del centro di accoglienza calabrese. C’erano infatti il Vicepresidente nazionale delle Misericordie con delega all’immigrazione, Leonardo Sacco, governatore dell’organizzazione di Isola Capo Rizzuto, “da anni forte dell’esperienza maturata con la gestione del Cda-Cara S.Anna” – si legge in una nota – il corettore spirituale e il direttore del Centro d’accoglienza S.Anna, rispettivamente don Edoardo Scordio e Francesco Tipaldi.

La Misericordia crotonese è una srl con capitale sociale di 98mila euro e un volume d’affari di oltre un milione e ottocentomila euro (nel 2013), partecipata al 10% dalla parrocchia di Santa Maria Assunta (o ad Nives) di Isola Capo Rizzuto e al 90% dalla “Fraternità di Misericordia”.

vedi anche:

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Rifugiati, migliaia di invisibili

La storia di Kabobo ha riacceso l’attenzione sulla disperazione di tanti stranieri che vivono ai margini. Richiedenti asilo che qui hanno trovato un sistema di accoglienza inefficiente. Che nega ogni forma di inserimento e di cure, talvolta anche psichiatriche. Mentre nel resto d’Europa in pochi mesi si decide chi ha diritto alla tutela e chi va espulso

Come emerge dal fascicolo storico della Camera di Commercio, la società ha allargato negli ultimi anni le sue attività e ampliato il numero di sedi. Attualmente ha una quota del 2,67% della Sant’Anna Spa, la società dell’aeroporto di Crotone, che sorge quasi davanti al centro di accoglienza. Si tratta di una Spa a capitale pubblico, partecipata dalla camera di commercio, la provincia e il comune di Crotone e la regione Calabria.

La Misericordia ha il 50% della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Possiede una struttura alberghiera collegata al santuario della Madonna Greca e un centro convegni. Dalle carte ufficiali risultano classificati come “bar, affittacamere, case per vacanze e bed and breakfast”. A questo si aggiungono imprese di pulizia e scuole parificate dall’asilo alle superiori, corsi di formazione e aggiornamento professionale non riconosciuti, la “nebulizzazione antincendio” nei porti, il noleggio di attrezzature e di biciclette, la pulizia di aree pubbliche e la rimozione di neve e ghiaccio.

Inizialmente l’attività principale era l’erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria. Nell’oggetto sociale dell’srl oggi può rientrare tutto ciò che ruota attorno al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e molto altro. Si va dalla manutenzione edile alla gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata, ai servizi per l’educazione, alla tutela dell’ambiente. Ci sono il turismo sociale, la gestione di centri di formazione, il trasporto e il soccorso sanitario, le strutture residenziali per persone con disabilità, le strutture sanitarie diagnostiche, la costituzione e la gestione di strutture per immigrati, la realizzazione e la gestione di centri e strutture per attività sportive, lo svolgimento di attività agricole e manutenzione del verde. La Misericordia, fondata dal parroco don Edoardo Scordio, gestisce il Cara calabrese, considerato “il più grande d’Europa” da almeno un decennio. L’ultimo appalto triennale fino al 2015 è di 28.021.050 euro iva esclusa per una capienza ufficiale di 729 posti. Ma i richiedenti asilo ospitati hanno spesso sfiorato le 2000 presenze.

Il documento viene fuori da una corrispondenza tra l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara e il prefetto di Crotone. Ferrara aveva visitato il Cara di Sant’Anna lo scorso 26 ottobre, come membro della Commissione Libe (Libertà civili e affari interni) per verificare le condizioni di vita e la corretta gestione dei fondi.

Dopo la visita, l’eurodeputata aveva scritto al prefetto per chiedere chi fornisce e controlla i beni erogati dall’ente gestore come “pocket money”. Si tratta dei 2,50 euro al giorno che gli ospiti dovrebbero ricevere per le proprie necessità. La Misericordia ha spiegato all’eurodeputata che l’erogazione avviene con un credito virtuale di 5 euro ogni due giorni, spendibili solo nel centro per l’acquisto di beni forniti dallo stesso ente gestore (marche da bollo, sigarette, snack) che ne stabilisce anche i prezzi.

Questo sistema, è apparso alla Ferrara “ai confini della legalità” perché “il valore reale di questi cinque euro dipende, in ultima analisi dai prezzi effettivamente praticati nel Centro e sui quali si presume avvenga un controllo”. A controllare dovrebbe essere la prefettura, che ha risposto alla richiesta di accesso agli atti pochi giorni fa, dopo oltre tre mesi. “Gli accertamenti non hanno dato esito su alcun rincaro sui beni per i migranti” precisa la prefettura, che cita anche i rapporti di monitoraggio del  progetto Praesidium , costituito dall’ Organizzazione internazionale per le migrazioni , l’ Unhcr  (Alto commissariato Onu per i rifugiati),  Save The Children  e la  Croce Rossa . Ma la missiva del prefetto non dice che uno di questi rapporti, risalente al 2013, ha rilevato che a Isola Capo Rizzuto “da settembre 2011 a maggio 2013, gli ospiti riferiscono che il buono economico non è stato erogato”. Secondo questo report, quando il pocket money è stato erogato, ai migranti sarebbero stati consegnati solo due pacchetti di sigarette da 10 a settimana come equivalente di tutto l’importo settimanale pari a 17 euro e cinquanta centesimi.

Ferrara chiede anche di conoscere come avviene la selezione dei fornitori del centro di accoglienza, i bilanci e i rendiconti consuntivi dell’ente gestore e le informazioni relative al vincitore della gara d’appalto per la costruzione dei nuovi alloggi sostitutivi dei container. “La documentazione non è in possesso della prefettura – è la risposta che arriva da Crotone – può essere fornita solo dall’ente gestore o dal Ministero”. Eppure nella Convenzione tra la Prefettura e la Confederazione nazionale delle Misericordie per la gestione del Cara di Crotone, sottoscritta da Leonardo Sacco, all’articolo 21 si prevede l’obbligo per l’ente gestore di inviare alla prefettura report bimestrali sui servizi effettivamente erogati, comprese l’analisi dei costi del personale utilizzato per tutti i servizi, e “la quantità dei beni acquistati ed oggetto di tutte le forniture previste in convenzione”.