“Fermiamo la strage. Subito”. Contro l’Europa dei muri e dell’austerità in piazza a Roma Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

”L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo. Solo se si rispettano i diritti umani di ogni uomo e di ogni donna è possibile garantire pace, sicurezza e benessere sociale ed economico”. Inizia così l’appello delle centinaia di organizzazioni sociali e sindacali artisti, intellettuali e singoli cittadini che hanno indetto per domani una manifestazione nazionale a Roma, in piazza del Colosseo alle 15. Fra le tante organizzazioni – si legge in una nota – presenti in piazza, le tre confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, Acli, Arci, Asgi, Amnesty International Italia, Emergency, Medici senza frontiere, il Centro Astalli, Fish , Libera, Lunaria, Act, le varie sigle studentesche, Action, la Rete della Pace, Sbilanciamoci, il Forum nazionale del terzo settore, il Cir, la Focsiv, e tantissime altre.
Domani è la Giornata internazionale del rifugiato. E dal Colosseo ci saranno collegamenti con tante altre piazze del mondo dove si svolgeranno le iniziative. Nel Mediterraneo, solo dall’inizio del 2015 hanno perso la vita più di 1800 persone. Ma domani sarà anche la mobilitazione europea a sostegno della Grecia. In tante piazze delle capitali europee ci saranno iniziative che sottolinearanno la necessità di un cambio di passo nella trattativa tra Atene e Bruxelles. A Roma uno striscione dell’Altra Europa sarà prsente al corteo e dal palco è previsto un intervento su questo tema. L’iniziativa fa seguito alla campagna su “change.org” di sostegno alla Grecia, che ha raccolto migliaia di firme all’attività di “Cambia la Grecia, cambia l’Europa”.L’Unione europea, i suoi singoli paesi membri – si legge nel testo di convocazione dell’iniziativa sui migranti – hanno finora agito con l’egoismo dell’irresponsabilità, preoccupandosi di salvaguardare i confini anziché le vite umane, nascondendo dietro la presunta ”lotta agli scafisti” la volontà di rafforzare il controllo militare delle frontiere, fino alla decisione di questi giorni di sospendere Schengen, o comunque di non rispettarlo, con l’effetto di lasciare ammassati per giorni nei luoghi di transito uomini, donne e bambini privi di tutto: un letto per dormire, il cibo per sfamarsi, l’acqua per dissetarsi e lavarsi, privati cioè della loro dignità di esseri umani.
Nell’appello vengono indicate 10 priorità per superare l’emergenza, dall’apertura di canali di ingresso umanitari alla pianificazione di un sistema efficace d’accoglienza, dalla sospensione degli accordi – come il processo di Karthoum – con paesi che non rispettano i diritti umani all’apertura immediata di un programma di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. Al primo posto va messa infatti la salvaguardia della vita delle persone e la loro sopravvivenza in condizioni dignitose.Dal palco domani interverranno, tra gli altri, Susanna Camusso, segretaria generale Cgil e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil. Le voci dei promotori si alterneranno alla lettura di storie di rifugiati, performance artistiche e musicali, il tutto affidato alla conduzione di Massimo Cirri e Sara Zambotti, di Caterpillar Radio2.
Per Rifondazione comunista, che sarà presente all’iniziativa, l’Europa è pienamente responsabile di questa situazione. “Ha fatto guerre che hanno destabilizzato interi paesi – si legge in una dichiarazione di Paolo Ferrero – . Ha venduto armi che hanno alimentato guerre e massacri. Ha, attraverso il FMI, imposto ai paesi africani politiche di aggiustamento strutturale che hanno demolito le economie di questi paesi e posto le condizioni per grandi migrazioni. Se dall’Africa si emigra e si fugge è in larga parte per responsibilità delle politiche e delle imprese europee. Per questo serve un Piano Marshall per l’Africa e serve una politica di accoglienza: i muri che ci piacciono sono quelli che hanno delle porte per far entrare la gente e metterla al riparo”.

Cgil, Cisl e Uil firmano accordo con Inps sulla rilevazione della rappresentanza. Le critiche di Usb: “Incostituzionale”| Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

E’ stata firmata ieri a Roma, presso la sede nazionale dell’Inps, la convenzione per rendere operativo l’accordo sulla rappresentatività. A firmare i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, insieme al presidente dell’Inps, Tito Boeri, e al direttore generale di Confindustria Marcella Panucci. La firma serve ad attuare l’accordo del 10 gennaio 2014. La convenzione, ha spiegato l’Inps, è necessaria per dare attuazione alla prima parte del testo unico sulla rappresentanza, siglato dalle parti sociali proprio a inizio 2014. Si tratta della normativa che permette di arrivare ad una misurazione obiettiva della rappresentatività dei sindacati, soprattutto ai fini della contrattazione collettiva e della firma dei contratti nazionali di lavoro. “La misurazione della rappresentanza viene estesa a gran parte del mondo del lavoro”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo la firma. “Per completare l’opera – ha aggiunto – sarà bene costruire analoghi sistemi di misurazione della rappresentanza delle associazioni datoriali. Sicuramente, con il passaggio di oggi, applichiamo una parte dell’articolo 39 della Costituzione”. Adesso “ne manca un pezzo che le parti da sole non possono risolvere”, ovvero rendere vincolante ed efficace “erga omnes” il contenuto dell’accordo.
Critiche alla firma sono arrivate da Paolo Leonardi, portavoce nazionale di Usb. “Così oggi si pone un ente pubblico – dichiara Leonardi – a servizio di un accordo che presenta ampi profili di incostituzionalità, che è soggetto all’attenzione della Magistratura e che segna uno dei punti più bassi della democrazia sindacale nel nostro Paese”.
Aggiunge Leonardi: “I risultati delle recenti elezioni nel pubblico impiego, dove l’USB, che da sempre contesta con determinazione il Testo Unico, ha ottenuto risultati di tutto rilievo diventando proprio all’INPS il secondo sindacato a livello nazionale scavalcando UIL e CGIL, confermano che quando ci si confronta democraticamente e senza rendite di posizione, il sindacalismo conflittuale e di classe è capace di superare i sindacati collaborazionisti. Tutto questo deve aver preoccupato Camusso, Furlan, Barbagallo e Squinzi, che si sono affrettati a chiedere a Renzi di metterli al riparo almeno nel settore privato”.
Usb continuerà la battaglia contro l’accordo del 10 gennaio 2014, sia sul piano giudiziario che con le lotte, e se l’INPS accetterà di calcolare gli iscritti alle sole organizzazioni firmatarie dell’accordo “sarà chiamato anch’esso in giudizio. Una discriminazione di tal fatta non la accettiamo oggi dall’INPS né l’accetteremo domani dal CNEL”, conclude il dirigente USB.

Scuola, cresce il malcontento, in arrivo altre mobilitazioni Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Cresce il malcontento dei sindacati in attesa del Consiglio dei ministri di venerdì, quando sul tavolo di discussione approderà la “Buona scuola”, questa volta sotto forma di decreto legge e di disegno di legge delega. Ok al piano di assunzione dei precari,a nche se si teme che i numeri non saranno quelli dichiarati dall’esecutivo, ma un bel “No” all'”editto”, ovvero al fatto che l’assetto retributivo degli insegnanti sia imposto attraverso decreto legge. Perché‚ i docenti – chiarisce il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna – “non possono essere trattati come sudditi”. Sulla loro retribuzione e sulla loro progressione economica, temi propri della contrattazione, occorre aprire il dibattito. Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, annuncia dunque “risposte di lotta” al disegno del governo, mentre l’Anief ha già proclamato uno sciopero del personale precario docente per martedì 17 marzo.
I sindacati ribadiscono le loro posizioni, soprattutto sul piano contrattuale: “Stanno facendo in modo di assumere, e qui siamo d’accordo, 130 mila precari – afferma Barbagallo riferendosi alle intenzioni del Governo – ma con i soldi di quelli che già lavorano nella scuola. A loro insaputa stanno facendo praticamente un contratto di solidarietà Bastava dirlo, ne avremmo discusso”. Se ci sarà un “editto”, “faremo sentire le voci degli insegnanti con la protesta”: “non è escluso lo sciopero”, aggiunge Di Menna. Anche il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, prende la parola e, riferendosi agli scatti di anzianità, dice che “si mistifica la realtà quando si afferma che per pagarli si sono prosciugate le risorse per le attività a favore degli studenti”. “Inserimento in Gae, scatti di anzianità, ferie, primo gradino stipendiale, censimento posti vacanti – conclude l’Anief – sono le parole d’ordine di uno sciopero e di una manifestazione che martedì 17 marzo intendono contrastare la precarietà, stabilizzare il personale, recuperare i diritti e la dignità del lavoro”. All’appello sono invitati a rispondere “140 mila supplenti”. L’appuntamento è a Roma, nei pressi del Parlamento, per un sit-in.

Ma non è solo la questione docenti a sollevare “preoccupazione”. Ai parlamentari del M5s delle Commissioni Cultura di Camera e Senato non vanno giù le indiscrezioni secondo cui “nel decreto in arrivo venerdì” verrà inserita anche “la detrazione fiscale per i genitori che iscrivono i propri figli nelle scuole paritarie”. “Questo governo – dicono – fa cadere i costi della scuola sulle spalle delle famiglie che iscrivono i propri figli alla statale, dove i contributi volontari di fatto sono diventati obbligatori, mentre alle scuole private vengono destinati più di 500 milioni di euro all’anno, oltre a numerose agevolazioni”.