Ciao Ho Chi Minh. Ci ha lasciato il partigiano Bruno di Giorgio da: Anpi villafranca-bagnone

Giovedì 20 febbraio 2014 ci ha lasciato Bruno Di Giorgio (classe 1922), il partigiano «Bobi», della Brigata Garibaldi «Leone Borrini» e iscritto alla sezione ANPI Villafranca-Bagnone, originario di Corvarola di Bagnone il paese di fronte a Merizzo – La collina rossa, la roccaforte dell’antifascismo in Lunigiana. In pochi lo chiamavano Bruno, tutti lo conoscevano con il soprannome di Ho Chi Minh. Questo secondo battesimo identificava non solo una fede politica, ma anche un modello di comportamento; una volta ci disse: “ho scelto il nome di un presidente che è morto da compagno, povero e con i soli sandali ai piedi”.
 Foto di Elisa Figoli
Bruno era una persona di grande umanità, sincero, accogliente e capace di esserti amico anche dal primo incontro. La sua voce era sottile come i suoi modi erano gentili, c’era in quella voce qualcosa ancora del ragazzo che nel 1944 era salito ai monti per vendicare il cugino Guerino Sbarra, ucciso barbaramente dai fascisti, e che ai monti si era fatto un uomo, ma un uomo di quelli che non perdono la voglia di sognare un mondo migliore.  Bruno era un “comunista dell’esempio” e quindi da portare da esempio sempre, coerente e rigoroso fino al punto di diventare pungente con gli avversari politici (erano famose le sue arringhe politiche in consiglio comunale), insomma una di quelle persone (quante poche ne sono rimaste!) che ci rendevano e ci rendono orgogliosi di dirci comunisti, perché hanno fatto dell’onestà e dell’impegno una ragione di vita.
Ricordiamo ancora quando nell’estate del 2004, Il collettivo di Archivi della Resistenza – Circolo Edaordo Bassignani iniziava la campagna di interviste sulla storia della Brigata Garibaldi «Leone Borrini» e Dino Borrini ci mandò da lui ad intervistarlo nella sua casa di Corvarola, dove era rientrato dopo una storia di emigrazione, comune a molti in Lunigiana. Dino ci mandò da Ho Chi Minh perché era “uno di quelli puri” e la sua preferenza era il segno di una grande stima di cui godeva presso i compagni di battaglia. Nella sua umile casa Bruno sembrava un gigante, iniziò a raccontarci con semplicità della Resistenza, dei compagni caduti e del suo comandante “Ebio”, Edoardo Bassignani.  Non si vantava di essere stato un eroe della Resistenza, per lui era stato normale salire ai monti ma adesso non gli bastava vivere di ricordi, continuava a pensare il futuro. Ecco Bruno era in questo senso un partigiano del futuro, non si arrendeva, la lotta per lui continuava anche quando l’Italia, che aveva contribuito a liberare, gli piaceva sempre meno. Ci sarebbe molto da raccontare ancora, anche a partire dal suo nome di battaglia “Bobi”, che aveva scelto per la sua grande passione per i cani: a fine intervista ci fece leggere alcune lapidi nell’orto dove erano stati sepolti i suoi amici a quattro zampe. Una di queste recitava così: “Qui riposa Bobi, compagno fedele, se fosse stato uomo avrebbe tradito!”, una frase che ben rappresentava il suo spirito
Foto di Elisa Figoli
In questi anni ce lo siamo ripetuti più volte: avremmo voluto passare molto più tempo con Ho Chi Minh, avremmo avuto ancora molto da imparare da lui, ma un po’ gli acciacchi dell’età, che lo portavano spesso a soggiornare  alla Spezia dalla sorella, un po’ la lontananza da Corvarola avevano limitato la nostra frequentazione. Ora che non c’è più ci accorgiamo che forse non gli abbiamo detto abbastanza quanto è stato importante per noi conoscerlo. Abbiamo adesso solo la possibilità di dimostrarglielo tenendo alta la bandiera dell’ideale.
Guarda il video di Archivi della Resistenza (clicca sull’immagine)
Il collettivo di Archivi della Resistenza esprime tutta la sua vicinanza ai familiari (ai nipoti e in particolare alla sorella Luisa, di cui ci aveva spesso parlato) a chi gli ha voluto bene, ai partigiani della Brigata Garibaldi “Leone Borrini”, agli e alle iscritte dell’ANPI Villafranca Bagnone, con un particolare pensiero al compagno Dino Ghelfi che gli è sempre stato vicino ed aveva un rapporto speciale con Bruno.
Domani, sabato 22 febbraio 2014, si terranno i funerali in forma civile, il ritrovo sarà alle ore 14.15 presso Villa Angela a Bagnone e il corteo accompagnerà Bruno al cimitero di Corvarola ore 15. Saranno presenti le bandiere dell’ANPI, delle Brigate partigiane e del Partito di Rifondazione Comunista a cui Bruno era iscritto. Che la terra ti sia lieve compagno Bruno Ho Chi Minh!

per salutare due persone che avevamo molto care e che, purtroppo, ci hanno lasciato in questi giorni

Mercoledì mattina ci ha lasciato Nella Lazzini (classe 1919). Nella ha collaborato alla Resistenza, al fianco del marito Egidio Marchini detto il ‘Morino’ (classe 1912), con la formazione “Orti” di Lido Galletto, poi distaccamento  “Ubaldo Cheirasco” della Brigata Garibaldi “Ugo Muccini”. Era una partigiana a tutti gli effetti, anche se non si definiva tale, come lo sono state del resto le tantissime donne che con semplici gesti di solidarietà hanno sostenuto la lotta di Liberazione al pari di chi ha imbracciato un fucile, rischiando ugualmente la propria vita e quella dei propri cari.
Nella Lazzini, durante l’intervista per il film-intervista su Nello Masetti, il ribelle “Carlin”
Abbiamo conosciuto Nella nell’ottobre del 2004 durante la campagna di raccolta di interviste sul rastrellamento nazifascista del 29 novembre del 1944 che colpì anche il territorio di Fosdinovo (da quelle interviste nacque poi il film-intervista “Un popolo alla macchia”). Ci aveva parlato di lei, Lido Galletto, il comandante “Orti”, come persona che andava “assolutamente” intervistata. Essere introdotti dal partigiano «Orti» nella case della valle dell’Isolone era una garanzia, e con quella presentazione si poteva convincere a farsi intervistare anche chi era un po’ restia a raccontare la propria storia. Ricordiamo ancora che ci accolse insieme a suo figlio Giorgio, alla nuora Fosca e ai suoi nipoti, Francesca e Marco, di cui poi diventammo amici, senz’altro per cercare di rompere quella timidezza, quella ritrosia che in un primo momento la assaliva ma che, dopo aver dimenticato la presenza della telecamera, se ne andava presto. Quel giorno Nella raccontò la sua vita durante la Resistenza e da subito capimmo che la sua era una storia esemplare e soprattutto ci colpì la luce dei suoi occhi una freschezza che la rendeva saggia e allo stesso tempo eternamente giovane. Qualche mese dopo questo primo racconto, Nella compare anche nel nostro film-intervista dedicato a Nello Masetti, il ribelle «Carlin» (siamo nell’ aprile 2005), che lei conosceva bene, perché erano cresciuti insieme prima di ritrovarsi insieme nelle fila della Resistenza. Infatti con Nella se ne va un altro pezzetto di una storia comunitaria, della mitica Valle d’Isolone, insieme a lei abbiamo conosciuto chi adesso non c’è più come Lido, Elia e Renato ma anche chi è ancora tra noi: Turiddo (che era come un fratello), Bruno, Bianca e Rosina. Non solo testimoni di quel fazzoletto di terra, ma anche espressione di una sinistra di classe che sembra ormai un corpo estraneo nell’Italia di queste ore, un mondo che avrebbe ancora molto da insegnare, perché la lotta per la giustizia sociale, per queste persone, ancor prima di una acquisizione di consapevolezza politica, è stata una ragione d’essere. E il loro modo di essere compagni si realizzava con i gesti di tutta una vita.
Negli anni siamo rimasti molto legati a Nella e alla sua famiglia. Ci colpì da subito la sua generosità. Dopo averci raccontato nel film delle frittelle che cucinava per i partigiani, quando da lì a poco organizzammo il nostro primo 25 aprile in Piazza Matteotti a Fosdinovo, nel 2005, , ecco arrivare Fosca con un cesto coperto di canovacci e stracolmo di sgabei fatti apposta per noi da Nella. Ormai lei usciva più poco di casa, ma in molte delle cose che abbiamo fatto dopo (per la festa della Liberazione con  “Fino al cuore della rivolta”, che molti di voi conoscete) si conserva e si prolunga lo spirito di quel gesto… e anche se il pubblico negli anni è diventato sempre più straripante nella piazza, tutti noi, tutti voi continuiamo a mangiare un po’ di quegli sgabei.
Estratto video da “Un popolo alla macchia” (Clicca sull’immagine)
I funerali si svolgeranno venerdì 1 marzo, alle ore 10.30 presso il Santuario di Caniparola (la vecchia chiesa). Il collettivo Archivi della Resistenza –Circolo Edoardo Bassignani esprime le sue più sentite condoglianze ai figli Mauro e Francesco, alla nuora Fosca, ai figli Francesca e Marco e a tutta la famiglia, a chi gli ha voluto bene, agli eterni ragazzi e ragazze della Valle d’Isolone. Cara Nella, che la terra ti sia lieve.
Il collettivo Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani
Nel mentre che stavamo scrivendo questo ricordo, ci è arrivata una notizia tragica: la prematura scomparsa di Lorenzo Binelli, un compagno iscritto all’ANPI di Carrara. Lorenzo era una persona gentile e un amico, era stimatissimo da tutti e aveva dedicato molte energie alla difesa dei valori antifascisti, sia nella sua attività di militante, sia come autore di alcuni saggi sulla Resistenza. È stato un professore e sapeva bene quanto fosse importante trasmettere il testimone ideale di quelle lotte. Adesso che non c’è più quello che faremo lo faremo anche per lui. Il collettivo di
Il collettivo Archivi della Resistenza –Circolo Edoardo Bassignani esprime le sue più sentite condoglianze alla moglie e a tutta la famiglia, ai compagni dell’ANPI Carrara e a chi gli ha voluto bene. Caro Lorenzo , che la terra ti sia lieve.
COMUNICATO ANPI – Con grande cordoglio comunico la morte del compagno e soprattutto amico Lorenzo Binelli, segretario e tesoriere della Sezione Comunale di Carrara. La sua malattia dolorosissima è stata da noi seguita e vissuta con angoscia per mesi. Ha voluto, e così abbiamo fatto, essere definito nei suoi manifesti “Partigiano del nuovo millennio”.
Sabato 2 Marzo alle ore 15 in Piazza 27 Aprile (ex San Francesco) parenti ed amici si riuniranno per salutarlo ed accomiatarsi da lui.
Alessandro Conti – Presidente ANPI Massa Carrara
Lorenzo Binelli a Merizzo di Villfranca in Lunigiana