Aldrovandi, Ferrero: Non dimentichiamo Federico, ucciso il 25 settembre 2005. Istituire reato di tortura e formare le polizie perchè non succedano più delitti come il suo da: rifondazione comunista

Aldrovandi, Ferrero: Non dimentichiamo Federico, ucciso il 25 settembre 2005. Istituire reato di tortura e formare le polizie perchè non succedano più delitti come il suo

Aldrovandi, Ferrero: Non dimentichiamo Federico, ucciso il 25 settembre 2005. Istituire reato di tortura e formare le polizie perchè non succedano più delitti come il suo

di Paolo Ferrero – Il 25 settembre 2005 veniva ammazzato a Ferrara un ragazzo, Federico Aldrovandi.
Siamo vicini alla famiglia, che con coraggio e dignità continua a tenere alta la memoria di Federico, nonostante le vergognose e ripetute offese e provocazioni da parte di rappresentanti delle forze dell’ordine e di alcuni esponenti del centrodestra. Lo chiediamo da Genova: oltre ai processi, per avere verità e giustizia contro chi compie dei reati gravissimi indossando una divisa, serve una legge sul reato di tortura e un sistema identificativo per tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine. Inoltre è urgente rivedere i criteri di arruolamento e formazione del personale che si muove nelle nostre città come meglio scenari della guerra globale.

Aldrovandi, passaporti e dossier in questura da: contropiano.org

  • Martedì, 05 Novembre 2013 12:16
  • Mario Di Vito

Aldrovandi, passaporti e dossier in questura

La storia del blogger Mauro Corradini, che nei giorni scorsi si è visto rifiutare il rilascio a vista dei documenti perché si è occupato della vicenda del giovane ferrarese. Il suo avvocato attacca: «Andremo in procura».

Il 31 ottobre, dopo una lunga coda, Mauro Corradini è riuscito ad arrivare allo sportello dell’Ufficio Passaporti di Roma, ha richiesto il rilascio a vista del documento ma il funzionario, dall’altra parte del vetro, gli ha risposto che no, in quel momento proprio non era possibile: «Riprovi la settimana prossima». Perché? Motivi «legati alla vicenda Aldrovandi», la risposta. Nella giornata di ieri, lunedì 4 novembre, l’avvocato di Corradini, Stefano Fiore, ha inviato via raccomandata una «diffida ad adempiere» per il rilascio del pasaporto a polizia di Stato, Questura e Ministero dell’Interno.
Il coinvolgimento di Corradini nella vicenda Aldrovandi, spiega l’avvocato «risiede nel fatto che egli per anni a fianco dei familiari perché emergesse la verità, occultata da chi ne aveva interesse, sui responsabili della morte del ragazzo». Corradini, tra l’altro, non ha alcuna pendenza giudiziaria tale da giustificare un mancato rilascio del passaporto, «le numerose denunce presentate contro di lui si sono risolte in altrettante assoluzioni».
Esiste soltanto «una causa civile per risarcimento danni da lui promossa contro il ministero dell’Interno, per le vessazioni di vario genere subite a seguito delle posizioni da lui prese nella vicenda Aldrovandi: ma non risulta che tale pendenza possa costituire ostacolo al rilascio del passaporto secondo le normative vigenti». A questo punto, l’avvocato Fiore ipotizza l’esistenza di un dossier in procura sul suo assistito, «dal quale il funzionario preposto al rilascio del passaporto ha potuto appurare non già le sue pendenze giuridiche, ma addirittura il suo coinvolgimento personale nella vicenda Aldrovandi».
In effetti stiamo parlando di un cittadino incensurato che per motivazioni che hanno dell’assurdo non riesce a entrare in possesso di un documento che gli spetterebbe di diritto. La vicenda prosegue con Corradini che va al contrattacco: il suo avvocato ha annunciato che si rivolgerà alla procura per «accertare se sia consentito creare files di dati personali su fatti giuridicamente irrilevanti». Insomma, se essersi interessati al caso Aldrovandi costituisca o meno discriminante per il rilascio del passaporto.