Ufficio Stampa ANPI Nazionale: Al Direttore del quotidiano “Libero”

Abbiamo letto sul giornale da lei diretto, dell’11 febbraio, un articolo intitolato “L’ANPI sputa sulle foibe: inutile parlarne”.

Teniamo a precisare:

1.    – che l’ANPI non “sputa” né sulle foibe né su altro, essendo la sua attività sempre improntata al massimo  rispetto delle persone e della verità storica;

2.    – che la Presidente dell’ANPI di Trieste e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione, Stanka Hrovatin – che nell’articolo subisce pesanti critiche ed attacchi, sulla base di notizie non corrispondenti alla verità – ha rilasciato un’intervista al GR1, di cui poi ha mandato copia al quotidiano “il Piccolo”, che qui sotto si riproduce. L’intervista basta da sola a smentire tutte le illazioni, le accuse, le insinuazioni che vengono rivolte alla stessa sulla base di frasi che non ha pronunciato o di cui è stato completamente distorto il senso.

La materia degli esuli istriani, dei confini orientali, delle foibe è di estrema delicatezza e, anche per il rispetto al dolore ed ai sacrifici di tante persone, che hanno sofferto e soffrono, dovrebbe essere affrontata senza inutili speculazioni e nel quadro di pacate riflessioni, basate sui dati storici, e di un civile confronto, per il quale l’ANPI è e sarà sempre disponibile.

Saluti.

Secondo me gli eventi vanno inquadrati in un contesto storico, vale a dire in quello del secondo conflitto mondiale di cui nell’occasione odierna si evita di parlare. Va detto con chiarezza: chi fu a preparare la guerra, chi aggredì le popolazioni inermi, chi la combatté. E’ giusto conservare la memoria del passato, sia essa dolorosa o meno.  Non si deve, però, consentire che la negatività del passato incida sul nostro presente, specialmente sulle giovani generazioni cui il mondo d’oggi non offre prospettive: infatti, il 46% dei giovani in Italia è senza lavoro, il 52% dei giovani in Croazia, e ciò vale anche per la Slovenia. Pensiamo soprattutto ad essi e superiamo i dissidi e le incomprensioni del passato. Andiamo avanti” – Stanka Hrovatin – Intervista rilasciata il 10/02/2014 al GR1

L’importanza dell’Anpi da: l’espresso di Carlo Smuraglia

28 gen

 

Ho letto un articolo sul suo settimanale del 23.1.2014, a firma Carmine Gazzanni e col titolo “Sprechi. Dai garibaldini agli antifascisti. Quanto ci costano gli ex combattenti”.

 

Ovviamente, non mi occupo delle altre Associazioni citate. Ma poiché c’è un riferimento anche all’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia), definita “pur importante”, vorrei fare una precisazione: è vero che all’ANPI sono assegnati 65.300 euro annui, ma che questo sia uno spreco ingiustificato è davvero dubitabile. L’ANPI è un’Associazione di fortissima tradizione, eretta in Ente morale fin dal 1944, che conta oggi circa 130.000 iscritti, con molti organismi periferici dislocati sul territorio e con un ritmo di attività intensissimo, perché realizziamo iniziative su temi tutt’altro che “reducistici” (ad es. le stragi nazifasciste del 1943-45, l’antifascismo europeo, le donne e il fascismo, la Costituzione e i progetti di riforma, e così via). Facciamo pubblicazioni, abbiamo una Rivista assai accreditata (“Patria”) e una news-letter settimanale. Abbiamo avuto importanti riconoscimenti, in occasione di recenti convegni da noi organizzati, dal Presidente della Repubblica, dai Presidenti delle Camere, dal Presidente del Parlamento europeo Schulz. Tutto questo è così poco “inutile” che di recente abbiamo ottenuto che la Repubblica federale di Germania si assumesse il finanziamento di un progetto per la creazione di un “Atlante delle stragi”.

 

A fronte di tutto questo, è evidente che 65.000 euro sono una somma irrisoria, rispetto alla nostra attività ed – a maggior ragione – ridicola rispetto alle complessive spese dello Stato. Se riusciamo a fare tante cose, ad avere tanti iscritti, è solo perché abbiamo un volontariato molto convinto e tanti iscritti che pensano che la parte migliore della nostra storia meriti di essere non solo conservata, ma rielaborata e fatta conoscere alle nuove generazioni.
Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

 

Gentile Presidente,
i fondi elargiti a pioggia, senza valutazioni di merito, vanno a discapito proprio delle associazioni come l’Anpi, il cui impegno, anche sociale, non è in discussione
grazie

IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANPI, CARLO SMURAGLIA, SUI RECENTI EPISODI DI VIOLENZA IN PARLAMENTO.da: Anpi Roma Ufficio Stampa

“Quando il linguaggio “osceno”, offensivo, oltraggioso diventa diffuso, c’è poco da scherzarci sopra; bisogna reagire con lo sdegno, la ripulsa, la condanna collettiva e totale, come esso merita.
Ed altrettanto va fatto nei confronti dei comportamenti, quando eccedono qualsiasi limite e non trovano, né possono trovare, giustificazione alcuna. Sono state “sdoganate” troppe cose, in questo difficile periodo della vita del Paese, da parte di tutti.
Abbiamo ironizzato sul “vaffa” “istituzionalizzato” di Grillo, ma poi, gradualmente, siamo andati sempre più in là, quasi senza più meravigliarci della piega che prendevano le cose.
L’ostruzionismo, che c’è sempre stato nella tradizione par lamentare, quando diventa “ostruzionismo di sistema”, e si pensa di bloccare tutto, allora diventa inammissibile e inaccettabile.
L’ultimo insulto del parlamentare di Cinque Stelle alle parlamentari, l’ultimo, bieco, attacco di Grillo alla Boldrini, devono costituire il limite del non ritorno.
Non deve essere consentito di andare più in la, né col linguaggio né con i comportamenti, altrimenti sarà la deriva e lo sfascio, non più sopportabile in un Paese civile.
E non è questione di “moralismi”; è un problema di civiltà e di valori, di corretta definizione di quello che dovrebbe essere un comune sentire.
Si lasci, poi, la Resistenza a quello che è stata e se possibile, si cerchi di esserne orgogliosi, di questa importante pagina della nostra storia; ma non si cerchi di appropriarsene, se non altro se resta ancora un po’ di senso del ridicolo.
E soprattutto chiedo rispetto per coloro che, per essere stati partigiani, hanno perduto la vita o compiuto enormi sacrifici, perché questo Paese fosse libero e tutti (compresi gli attuali “guerriglieri”) potessero usufruire dei diritti fondamentali del cittadino”.
http://www.anpi.it/media/uploads/newsletter/2014/ANPInews_n.106.pdf

Giorgio Napolitano: “La memoria è un valore” da: anpi nazionale

Giorgio Napolitano: “La memoria è un valore”

Pubblichiamo di seguito il testo del messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a Carlo Smuraglia in occasione della presentazione – svoltasi martedì 14 gennaio alla sala del Cenacolo a Roma – del volume “Le stragi nazifasciste del 1943-1945, memoria, responsabilità e riparazione” curato dall’ANPI e del progetto di realizzazione dell’ ”Atlante delle stragi nazifasciste”.

Sono idealmente vicino a quanti, intervenendo alla presentazione del volume “Le stragi nazifasciste del 1943-1945, memoria, responsabilità e riparazione” intendono riaffermare il valore della memoria delle migliaia di italiani vittime innocenti di una efferata barbarie.

Il prezioso e costante impegno dell’ANPI nel documentare in modo oggettivo e ricostruire storicamente le responsabilità per i crimini nazifascisti  – che si affianca al significativo impegno assunto dal governo tedesco di finanziare la realizzazione di un Atlante dei luoghi dove sono avvenuti i massacri –  onora lo spirito nazionale della lotta di Liberazione contribuendo a farne un patrimonio condiviso, morale e civile, da custodire e valorizzare a vantaggio, in primo luogo, delle giovani generazioni.

Nell’esprimere vivo apprezzamento per l’iniziativa e per il lavoro di coloro che hanno contribuito a realizzare il volume invio a lei, gentile Presidente, ai relatori e a tutti i presenti il mio cordiale, partecipe saluto.

Giorgio Napolitano

Condanna dell’ANPI di Milano dell’assalto squadrista al Consiglio di Zona 3 – comunicato stampa

 

 

 

L’ANPI provinciale di Milano esprime la propria ferma condanna dell’incursione squadrista avvenuta giovedì 5 dicembre 2013 durante la seduta del Consiglio di Zona 3, che stava discutendo un programma molto articolato presentato da tre scuole superiori della zona per il Giorno delle Memoria.

 

L’irruzione è stata compiuta da parte del gruppo di estrema destra “Rotta di collisione” e costituisce l’ultimo di una lunga serie di gravi fatti avvenuti a Milano città Medaglia d’Oro della Resistenza. L’episodio che ha interrotto i lavori di una istituzione democraticamente eletta dai cittadini è di una gravità senza precedenti.

 

L’ANPI Provinciale di Milano esprime la propria solidarietà e la propria stima al Presidente del Consiglio di Zona 3 Renato Sacristani e a Saverio Ferrari, studioso del fenomeno delle destre radicali, componente del Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano, da tempo al centro di una ignobile campagna intimidatoria e diffamatoria orchestrata da movimenti e associazioni neofasciste e di estrema destra.

 

L’ANPI di Milano, anche di fronte a questo gravissimo episodio, ritiene più che mai indispensabile avviare una forte controffensiva ideale, culturale e storica volta far conoscere, soprattutto alle giovani generazioni, il vero volto del fascismo e quali tragedie ha provocato non solo nel nostro Paese, ma in tutta l’Europa.

 

Molti non conoscono bene cos’è stato il fascismo. Non sanno che il fascismo non promise mai l’emancipazione e la liberazione dell’uomo. Non sanno come possa essere deleterio il richiamo a quell’ideologia razzista, antisemita e xenofoba, che si pone apertamente in contrasto con i principi della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza che va difesa ed attuata.

 

Milano, 6 dicembre 2013

 

Roberto Cenati Presidente ANPI Provinciale di Milano

Comunicato Stampa ANPI PIEMONTE : un fantomatico ” coordinamento nazionale per la rivoluzione”

anpipiemonte

Costituzione, referendum se si cambia da: redazione anpi nazionale

 

Costituzione, referendum se si cambia

“Trovo francamente sorprendente che in Senato, in un momento difficile e complesso, si trovi – con tanta velocità – il tempo per mettere all’ordine del giorno (sembra con l’intento di concludere rapidamente)  il disegno di legge costituzionale che contiene, fra l’altro, modifiche all’art. 138 della Costituzione”.

Il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, esprime tutta la sua preoccupazione per l’accelerazione impressa all’iter si riforma, ricordando che comunque la parola ultima spetterà ai cittadini con un referendum.

“Questo procedimento accelerato – sottolinea – non si giustifica, visto che bisogna comunque attendere la seconda lettura della Camera, ma è significativo della volontà di procedere a tutti i costi e con la massima velocità sul cammino di riforme costituzionali sulle quali gravano perplessità e contrarietà di giuristi, politici e comuni cittadini e dunque meriterebbero un’approfondita riflessione e discussione”.

Smuraglia non ci sta alla logica delle due velocità. E fa riferimento alla decadenza – ancora sospesa – del sen. Berlusconi.

“Ci sono altre cose che invece procedono al rallentatore, in modo incomprensibile per i cittadini, soprattutto per quelli che conoscono il significato della parola “immediatamente” scritta a lettere chiarissime nella legge Severino. Per noi, “immediatamente” significa che la questione dovrebbe essere stata risolta già da un pezzo; ma evidentemente utilizziamo un vocabolario antiquato e ormai poco in uso in questo Paese, dove le scelte stravaganti sembrano prevalere”.

“Confido – conclude il presidente nazionale dell’Anpi – che i senatori, consapevoli della loro funzione e della loro responsabilità, si prendano il tempo necessario per riflettere e discutere e facciano in modo che, in  ogni caso, sul disegno di legge sia poi possibile dare la parola ai cittadini, col referendum.

Comunicato dell’ANPI in merito al Premio Acqui Storia 2013

L’A.N.P.I. Provinciale di Alessandria manifesta la propria contrarietà per i criteri con i quali sono state selezionate le opere vincitrici del Premio Acqui Storia 2013.

Gli argomenti trattati dagli autori, spesso dichiaratamente avversi all’antifascismo e alla Resistenza, sono lontani dai valori che ispirarono il premio sin dall’origine e talora di scarso valore storico. Le opere premiate, inoltre, non contengono il benché minimo cenno all’eccidio della Divisione Acqui perpetrato dai nazisti a Cefalonia e Corfù e il fatto appare ancora più grave perché accade nell’edizione del 70° anniversario. O forse ciò è irrilevante dal momento che neppure l’amministrazione comunale si è ricordata di celebrare i caduti della Divisione che porta il nome della Città?
Al Comune di Acqui Terme e a tutti gli Enti patrocinanti che sostengono anche economicamente il Premio, chiediamo che cosa abbiano in comune gli autori premiati e molti dei “Testimoni del tempo”, fra i quali si annoverano personaggi recentemente candidati in liste di forze notoriamente neofasciste, con i valori fondanti del Premio stesso e con l’eccidio di Cefalonia.

Nell’edizione di quest’anno, si premia come romanzo storico “L’Ultima notte dei fratelli Cervi” di Dario Fertilio, un saggio fondato su affermazioni storicamente smentite che gettano discredito sui Fratelli Cervi e sull’antifascismo; d’altronde lo stesso autore non ha mai negato il suo disprezzo per l’antifascismo! Lo riteniamo un oltraggio alla Città di Acqui Terme, ai fondatori del Premio e alla memoria della Divisione Acqui.
L’A.N.P.I. , in nome di quei valori che ispirano la nostra Repubblica democratica ed antifascista si impegnerà affinché la direzione del Premio sia emendata per il futuro da personaggi che oltre a negare il valori della Resistenza, simpatizzano per la destra neofascista.

Alessandria 18 ottobre 2013–

Ergastolo per il nazista Alfred Stork: colpevole del massacro di Cefalonia – Comunicato stampa anpi nazionale da: il presidente nazionale anpi Carlo Smuraglia

L’ANPI Nazionale, costituita parte civile nel procedimento penale a carico di Alfred Stork, nella persona del proprio Presidente, prof. avv. Carlo Smuraglia, e difesa dagli avvocati Emilio Ricci e Rosa Anna Ruggiero, comunica che oggi, 18 ottobre,  il Tribunale militare di Roma ha riconosciuto la responsabilità penale dell’imputato, condannandolo all’ergastolo, per il massacro compiuto nel settembre del 1943 sull’isola di Cefalonia, dove vennero fucilati per mano tedesca, in esecuzione di uno specifico ordine di Hitler, centinaia di soldati italiani, prigionieri di guerra, in spregio delle convenzioni internazionali che – anche all’epoca dei fatti – imponevano un trattamento umano dei militari che avevano ormai deposto le armi.

Alfred Stork, oggi novantenne,che vive in Germania a Kippenheim, a suo tempo aveva confessato di aver preso parte alle fucilazioni degli ufficiali della divisione Acqui a Cefalonia nel settembre del 1943.

La decisione giudiziaria, che interviene dopo un colpevole ritardo di settanta anni, grazie al serio e attento sforzo investigativo del
Procuratore militare, Dott. Marco De Paolis e alla caparbia tenacia di alcuni familiari delle vittime, delle associazioni e dell’Anpi, assume
un’importanza decisiva perché per la prima volta un Tribunale ha riconosciuto la colpevolezza di quei militari tedeschi che si resero
responsabili dell’eccidio di Cefalonia.

La sentenza è certamente destinata a fare la storia anche nella parte in cui riconosce il diritto al risarcimento dei danni a favore dell’Anpi,
la cui costituzione di parte civile è stata ammessa in considerazione del fatto che l’Associazione è stata formata per dare corpo unitario alle
aspirazioni di libertà e giustizia proprie dei partigiani, per conservarne e tramandarne i valori e per non disperdere il messaggio antifascista di cui i partigiani erano portatori.

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

Avv. Emilio Ricci

Avv. Rosa Anna Ruggiero

Il Presidente Nazionale dell’ANPI: “I senatori riflettano bene sul disegno di legge costituzionale e facciano in modo che venga data la parola ai cittadini col referendum da: Ufficio Stampa Anpi Nazionale

Il Presidente Nazionale dell’ANPI: “I senatori riflettano bene sul disegno di legge costituzionale e facciano in modo che venga data la parola ai cittadini col referendum”

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 Trovo francamente sorprendente che in Senato, in un momento difficile e complesso, si trovi – con tanta velocità – il tempo per mettere all’ordine del giorno (sembra con l’intento di concludere rapidamente)  il disegno di legge costituzionale che contiene, fra l’altro, modifiche all’art. 138 della Costituzione. Questo procedimento accelerato non si giustifica, visto che bisogna comunque attendere la seconda lettura della Camera, ma è significativo della volontà di procedere a tutti i costi e con la massima velocità sul cammino di riforme costituzionali sulle quali gravano perplessità e contrarietà di giuristi, politici e comuni cittadini e dunque meriterebbero un’approfondita riflessione e discussione

 

Ci sono altre cose che invece procedono al rallentatore, in modo incomprensibile per i cittadini, soprattutto per quelli che conoscono il significato della parola “immediatamente” scritta a lettere chiarissime nella legge Severino. Per noi, “immediatamente” significa che la questione dovrebbe essere stata risolta già da un pezzo; ma evidentemente utilizziamo un vocabolario antiquato e ormai poco in uso in questo Paese, dove le scelte stravaganti sembrano prevalere.

 

Confido che i senatori, consapevoli della loro funzione e della loro responsabilità, si prendano il tempo necessario per riflettere e discutere e facciano in modo che, in  ogni caso, sul disegno di legge sia poi possibile dare la parola ai cittadini, col referendum.

 

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

 

Roma, 17 ottobre 2013