Il bandito della Guerra fredda da woodpress.com Un libro di Pietro Orsatti per Imprimatur editore

Sovranità limitata. Il diario del generale Castellano

Con questo post inizia il rilascio di documenti e testimonianze alla base della ricerca del libro “Il bandito della Guerra fredda” di Pietro Orsatti per Imprimatur editore.

Il documento, il diario del generale Giuseppe Castellano dal 25 luglio al 29 agosto 1943, testimonia come si giunse alla firma dell’armistizio fra gli Alleati e l’Italia avvenuto a Cassibile il 3 settembre 1943. Conservato negli archivi nazionali statunitensi (NARA) nel Casellario dell’Oss (Office of Strategic Services, i servizi segreti americani dell’epoca che in seguito si trasformeranno nella Cia) e desecretato fra il 2003 e il 2004 (RG 226 , numero 33854, serie 92, busta 621, fascicolo 5).

Si tratta del racconto in prima persona delle trame (come racconta lo stesso Castellano del colpo di stato) che portò alla caduta di Mussolini, dell’atteggiamento assolutamente folle i irrealistico dei Savoia e del loro entourage e dei primi incontri che lui stesso ebbe a Madrid e Lisbona che portarono all’armistizio. Che fu una resa senza condizioni.

Il punto di partenza.

In seguito Castellano in Sicilia si macchiò della strage del pane a Palermo del 19 ottobre 1944 e degli incontri con i principali capi mafia (primo fra tutti Calogero Vizzini) per “Formation of Group favoring  Autonomy under direction of Maffia (sic)”.

Scrive Castellano:

La mattina del 19 agosto, Campbell mi invita a casa sua per le ore 22.30. Qui incontro George Kennan (l’incaricato d’affari americano), il generale Smith (capo di gabinetto del generale Eisenhower) e il brigadiere Strong, dell’esercito britannico. Sono arrivati da Algeri poche ore prima apposta per potermi incontrare. L’ambasciatore mi presenta. I presenti mi salutano con un cenno del capo. Nessuno mi stringe la mano. Ci sediamo. Il generale Smith inizia a leggere un foglio con i termini dell’armistizio. Io lo ascolto con attenzione e mi accorgo di essere dinanzi ad una nuova situazione, diversa da quella affrontata con Hoare. Chiarisco agli astanti di non aver mai parlato di armistizio, di essere lì per studiare la situazione e per offrire la collaborazione delle truppe italiane. Il generale Smith mi informa che il documento è stato preparato dal generale Eisenhower all’indomani della caduta di Mussolini, prima ancora che io iniziassi a muovermi. Negli ultimi giorni è stata aggiunta al documento solo una pagina supplementare contenente le decisioni prese da Roosevelt e da Churchill. Sono stati avvertiti delle mie richieste da Hoare. Viene poi letto un secondo documento. Io replico che i punti della discussione sono altri. Il generale Smith mi risponde seccamente: ha ordini di trasmettermi i due documenti e mi chiede di accettarli integralmente e senza condizioni.

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Nella foto, da sinistra a destra: Brigadier Kenneth W. D. Strong, Generale di Brigata Giuseppe Castellano, Generale Smith e Franco Montanari del ministero degli esteri italiano, 3 settembre 1943

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