Autore: redazione Black Monkey, per Tizian uno spartiacque decisivo per capire l’infiltrazione mafiosa in Emilia Romagna da: controlacrisi.org

Giovanni Tizian aveva ragione. Per le sue inchieste, con cui ha svelato le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emila Romagna, il cronista dell’Espresso era finito nel mirino dei boss che volevano “sparagli in bocca”. Ora il tribunale di Bologna ha confermato quanto Tizian aveva denunciato e inflitto in tutto 175 anni di carcere a 23 imputati nell’incheista “Black Monkey”. “La condanna di un’associazione mafiosa con tratti particolari come questa, che fondava il suo potere su economia e riciclaggio, e il fatto che sia stata riconosciuta in Emilia-Romagna, rappresentano un grande passo in avanti per
questo territorio”. Secondo il giornalista, infatti, la sentenza di “e’ uno spartiacque decisivo, e un segnale importante anche per gli altri processi simili a questo che devono partire o che sono in corso in regione”.

Il processo si è caratterizzato anche per la mole dei risarcimenti decisi dai giudici. La presidenza del Consiglio e i ministeri della Giustizia e dell’Interno riceveranno 300.000 euro a testa da una parte degli imputati, mentre altri due gruppi di imputati dovranno risarcire, alla presidenza del Consiglio e al ministero della Giustizia, 75.000 e 50.000 euro (quindi, in realta’, 150.000 e 100.000). L’Agenzia delle dogane e dei monopoli otterra’, invece, 500.000 euro da una parte degli imputati, e 100.000 da un altro gruppo di condannati, mentre il Comune e la Provincia di Modena incasseranno 50.000 euro a testa (il Comune ne chiedeva 200.000, mentre la Provincia non aveva fatto richieste specifiche), e al Comune ravennate di Massa Lombarda andranno 100.000 euro, contro una richiesta di 150.000.

Risarcimenti anche per Tizian, minacciato da Femia e da un altro imputato, e per l’Ordine dei giornalisti, che ricevera’ 50.000 euro (la richiesta era di
200.000), mentre Libera, che ne aveva chiesti 300.000, se ne e’ visti accordare 180.000.

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per una sentenza storica – dicono Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi –. Per la prima volta, un tribunale ha riconosciuto l’esistenza stabile di un’associazione a delinquere attiva nel territorio bolognese. Ci stringiamo in un abbraccio a Giovanni Tizian e lo esortiamo a continuare a lavorare per illuminare il malaffare ad ogni latitudine, per amore della legalità e per il bene dei cittadini”.

Domani il presidente Giuseppe Giulietti, in rappresentanza della Fnsi, sarà a Reggio Emilia per incontrare i cronisti che hanno contribuito a portare alla luce i loschi affari della criminalità in quei territori, insieme con la presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Serena Bersani e con il componente della segreteria della Fnsi, Mattia Motta. Sarà anche l’occasione per ringraziare pubblicamente Giovanni Tizian per il suo impegno e il suo coraggio.

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