L’influenza della Rivoluzione Socialista di Ottobre nella Gioventù da. resistenze.org


Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC) di Spagna | elmachete.mx
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

27/12/2016

Contributo dei Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC) di Spagna, presentato al Seminario Internazionale della FMGD “L’influenza della Grande Rivoluzione d’Ottobre”, realizzato in Messico, nel quadro del II Congresso della Federazione dei Giovani Comunisti (FJC Messico).

Cari compagni, amici e amiche.

In primo luogo a nome della direzione dei CJC voglio ringraziare gli organizzatori per l’invito che ci hanno esteso a questo seminario internazionale, in particolare ai compagni della FJC per la loro magnifica ospitalità. Per i comunisti del nostro paese è di particolare interesse poter condividere esperienze e vissuti con i giovani di tutto il mondo, in particolare del continente latinoamericano, visto gli avvenimenti caldi che stanno accadendo in questa regione.

Rispetto alla tematica del seminario, vogliamo iniziare segnalando che a nostro parere la Rivoluzione Socialista d’Ottobre è stato un punto di svolta, non solo per la gioventù, ma per l’insieme dell’Umanità.

Grazie alla Rivoluzione d’Ottobre l’Umanità ha potuto toccare con le proprie mani ciò che per secoli si era ipotizzato: una società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. La Rivoluzione d’Ottobre ha mostrato nella pratica come una società diversa fosse realmente possibile, una società dove al centro di tutto ci fosse la piena soddisfazione delle crescenti necessità di tutti i membri della società, così come la promozione del suo sviluppo integrale e multiforme.

In questo senso la presa del potere da parte della classe operaia nel 1917 ha aperto le porte a una nuova tappa della storia, l’epoca della transizione dal capitalismo al socialismo. Ci riferiamo a questa come a una tappa storica, cioè consideriamo che le attuali condizioni materiali esistenti diano il passo al transito verso la nuova società socialista-comunista. Il trionfo della controrivoluzione in URSS e nei paesi dell’Est non nega questo fatto, anzi, ci piace rimarcare che in nessun momento della storia una formazione socio-economica ha ceduto il passo in modo lineare a una nuova, senza contraddizioni, né retrocessioni temporanee. Lo stesso transito dal feudalesimo al capitalismo conferma questa tesi e le retrocessioni temporanee nell’epoca delle rivoluzioni borghesi non sono riuscite a fermare la tendenza storica all’abolizione del feudalesimo.

In concreto per quanto riguarda la gioventù, la Rivoluzione d’Ottobre dimostrò la superiorità del socialismo-comunismo in quanto a diritti dei giovani. Si potrebbe organizzare un unico seminario monotematico sui diritti che garantì il nuovo Stato socialista alla gioventù, in ogni caso per sintetizzare li riassumiamo in 3 assi:

– Diritti lavorativi: il regime sovietico garantì buoni salari, così come la partecipazione della gioventù lavoratrice agli organi del potere sovietico, insieme con il resto della classe operaia (sia nei suoi centri di lavoro che nelle altre istituzioni politiche). La gioventù godeva del pieno impiego, per cui l’agonia e l’insicurezza di poter rimanere senza lavoro in qualsiasi momento (e pertanto senza risorse per il proprio mantenimento) non esisteva. Inoltre, i e le giovani che avevano terminato i loro studi, firmavano già allora il loro primo contratto nel settore che gli corrispondeva. Inoltre l’impresa dove si lavorava, nel caso in cui avesse dovuto chiudere o ridurre il personale dell’impianto, aveva la responsabilità di cercargli un altro centro simile dove continuare l’attività lavorativa.

– Diritti degli studenti: L’insieme degli studenti aveva garantito l’accesso all’istruzione a tutti i livelli in modo gratuito e di qualità, inclusi tutti i materiali necessari per esercitare gli studi. Inoltre gli studenti partecipavano in forma effettiva alla presa di decisione nei diversi centri di studio (insieme con il resto del personale accademico e dei servizi), l’istruzione si basava sulle scienze più moderne con al centro dell’istruzione lo sviluppo umano integrale e non gli interessi delle grandi imprese, come accade nei nostri rispettivi paesi. Lo Stato socialista garantiva infrastruttura e tecnologia di punta agli studenti, perchè li considerava l’argilla fondamentale del futuro della società.

– Svago, cultura e altri: Senza voler entrare in grandi dettagli, il Governo operaio e contadino garantiva la sanità, lo sport e l’accesso alla cultura in forma gratuita ed effettiva. Esistevano numerosi circoli di interesse, affinché la gioventù potesse realizzare le proprie attività preferite. Esistevano numerosi club di svago, di centri stampa pubblici e molto altro, dove la gioventù poteva diffondere le sue inquietudini e dar sfogo alla propria creatività. Qualcosa di totalmente impensabile nella nostra società, dove la reddittività dei monopoli è quella che regola le poche attività culturali e di svago per la gioventù.

In definitiva, la Rivoluzione d’Ottobre ha dimostrato nella pratica, che le rivendicazioni concrete che fanno i giovani nei nostri paesi, non sono un’utopia e sono realizzabili, che il potere operaio e l’economia pianificata sono capaci di tutto questo e molto più. L’unico ostacolo esistente è lo stretto limite della società capitalista contemporanea.

In questo senso, i CJC considerano che sia necessario tenere i piedi per terra e che dobbiamo porre rivendicazioni concrete alla nostra gioventù, basate sui giusti sentimenti e sulle legittime preoccupazioni che abbiamo noi giovani. Ma in questo stesso senso, come organizzazioni rivoluzionarie dobbiamo esser capaci di far vedere che tutte le rivendicazioni e le lotte parziali che realizziamo, potranno realizzarsi in forma permanente solo fuori dai limiti del capitalismo. Dobbiamo far comprendere a tutta la gioventù che ogni conquista parziale deve integrarsi alla battaglia generale contro il capitalismo. Per questo consideriamo giusta l’affermazione di Lenin:

Non dobbiamo dimenticare che la lotta contro il governo per delle rivendicazioni particolari, per la conquista di singole concessioni, altro non rappresenta che piccola scaramucce col nemico, modeste avvisaglie di avamposti e che lo scontro decisivo è ancora lontano.”

Anche a livello organizzativo la Rivoluzione d’Ottobre ci ha lasciato una ricca eredità. Da questa apprendiamo che i e le giovani rivoluzionari/e devono essere organizzatori e agitatori giovanili. Per questa ragione uno dei nostri compiti è organizzare tutta la gioventù nelle sue rispettive trincee, integrandola così nell’esercito politico del proletariato. Per i CJC questo significa nella pratica la necessità di organizzare la gioventù lavoratrice nei propri luoghi di lavoro, gli studenti nei propri centri di studio e l’insieme della gioventù di estrazione popolare nei propri quartieri. Questa è l’unica garanzia di raggiungere tutte le rivendicazioni precedentemente menzionate.

Infine, sul piano internazionale la Rivoluzione d’Ottobre ci ha mostrato come la nostra situazione giovanile, la stessa che quella dell’insieme della classe operaia, è simile in tutti i paesi capitalisti e che le tendenze a peggiorare le nostre condizioni di vita e di lavoro sono simili.

Da qui sorge la necessità di educare la gioventù ai valori dell’internazionalismo proletario in costante lotta contro le concezioni nazionaliste, scioviniste o social-scioviniste, che vengano dalle trincee del nemico o dalle fila dei “presunti amici”. In questo compito i bolscevichi furono intransigenti e consideriamo che anche noi dobbiamo procedere così.

La storia ci dimostra come i monopoli promuovono la guerra per garantire i loro interessi e abituare ad utilizzare la gioventù come carne da cannone nelle sue conflagrazioni militari. In questo senso consideriamo che dobbiamo preparare ed educare i nostri giovani ad affrontare le lotte che stanno per venire, principalmente alla luce delle crescenti tensioni e contraddizioni inter-imperialiste.

Così crediamo sia imprescindibile concepire il nemico così com’è, per non inviare la gioventù a lottare sotto bandiera altrui.

Questo significa chiarificare che l’imperialismo, è il capitalismo dei monopoli. Cioè che l’imperialismo è il capitalismo nel suo sviluppo contemporaneo e che pertanto non si basa sulla potenza di chi “attacca prima” o di chi più bellicoso si mostri sulla scena internazionale. Allo stesso tempo e ciò è veramente difficile, bisogna esser capaci, come fece Lenin, di utilizzare le contraddizioni inter-imperialiste per collocarci nelle migliori condizioni di sferrare il colpo definitivo ai governi borghesi.

Consideriamo che l’esperienza della Prima Guerra Mondiale mostra ben chiaro come sotto determinate circostanze di pressione l’opportunismo agisca come comparsa dell’imperialismo e alimenti lo spirito social-sciovinista, allontanandosi dai nobili principi internazionalisti.

In questo modo pensiamo che sia importante far vedere a tutta la gioventù che i monopoli sono il nemico principale, giacché sono questi che negano tutti i diritti a costo dei loro offensivi benefici. In coerenza con questo, la gioventù non può esser preda degli interessi di una determinata potenza imperialista o dell’altra, ma deve combattere la borghesia e il potere dei monopoli, siano questi nazionali o stranieri.

In definitiva l’orientamento rivoluzionario, l’organizzazione di massa e la chiarezza ideologica sotto i principi dell’internazionalismo proletario, sono gli elementi chiave che faranno godere alla gioventù il futuro in una nuova società libera da sfruttamento e oppressione. Rendendo realtà l’affermazione di Engels che costituirà il vero “salto dal regno della necessità al regno della libertà”.

Molte grazie.

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