I tedeschi si prendono i Pantani della Sicilia Sud Orientale. Siamo sicuri che sia un fatto positivo? Giulio Ambrosetti

Quello che sta succedendo non ci convince. La Regione siciliana ha già istituito in una parte di questi Pantani la Riserva naturale orientata di Vendicari. Come mai non ha acquisito anche questi terreni che invece sono finiti nella mani della tedesca Stiftung Pro Artenvielfalt? Dicono: i tedeschi ci aiuteranno a tutelare gli uccelli migratori. Ma questo la Regione l’ha fatto benissimo nella già citata Riversa di Vendicari e nella Riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco. Cosa c’è dietro questa storia?   

Una notizia che dovrebbe fare riflettere tutti i Siciliani sta passando per un fatto positivo. La notizia è che una Fondazione tedesca che si occupa della tutela della biodiversità, la Stiftung Pro Artenvielfalt, ha acquistato le lagune costiere che vanno sotto il nome di “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. E’ una grande zona costiera che si distende a cavallo tra le province di Siracusa e Ragusa: per la precisione, si tratta del litorale che va da Marzamemi (Comune di Pachino) a Pozzallo.

I tedeschi avevano già acquisito una prima area nel 2014: il Pantano Cuba. Ora si sono presi anche il Pantano Longarini. L’acquisto, da parte dei tedeschi, di questo lembo di Sicilia viene descritto in termini positivi perché questo tratto di costa umido (che non è esagerato definire paludoso) è una delle porte d’ingresso degli uccelli migratori.

L’altra porta d’ingresso per gli uccelli migratori della nostra Isola si trova a Paceco, in provincia di Trapani: la Riserva naturale orientata della saline di Trapani e Paceco.

Il richiamo alla Riserva delle Saline di Trapani e Paceco non è casuale. Anche nell’altra porta d’ingresso degli uccelli migratori la Regione siciliana ha istituito un’area protetta: la Riserva naturale orientata Oasi faunistica di Vendicari, che si distende tra Noto e Marzamemi.

A questo punto la storia diventa molto particolare. Questo lembo della Sicilia orientale è, da sempre, meta dei cacciatori, che vanno a ‘fare la festa’ agli uccelli migratori. Anche per questo – anzi, soprattutto per questo – la Regione siciliana ha istituito la Riserva naturale di Vendicari: area protetta per tutelare i volatili contro il bracconaggio e contro la caccia indiscriminata, ma anche per salvaguardare le ultime aree umide della Sicilia.

Per la cronaca, è solo per caso se i pantani della Sicilia orientale sono ancora integri. Tra gli anni ’50 e ’60 del secolo passato, quando si pensava che l’industria avrebbe risollevato le sorti della nostra Isola, tra le province di Siracusa e di Ragusa venne combattuta una sorta di ‘guerra’ per accaparrarsi gli investimenti dei grandi petrolieri e, in generale, della chimica ‘pesante’.

Alla fine si decise che le industrie chimiche e le raffinerie sarebbero sorte tra Priolo, Melilli e Augusta. Allora i politici, i sindacalisti – e anche i cittadini – di questa parte della provincia di Siracusa celebrano l’arrivo della chimica come una vittoria. Oggi la pensano in modo diverso, alla luce dei danni prodotti all’ambiente e alla salute…

Così i pantani che vanno da Noto Marina a Pozzallo sono sfuggiti al ‘delirio’ della chimica e delle raffinerie. Ma, come abbiamo ricordato, in queste zone ci sono sempre stati interessi fortissimi di cacciatori e bracconieri. L’istituzione della Riserva naturale orientata di Vendicari ha messo un primo punto fermo.

Parliamo di una Riserva naturale gestita in modo magistrale dall’ex Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana, oggi trasformata in dipartimento per lo sviluppo rurale e territoriale.

L’Azienda Foreste Demaniali era un ‘gioiello’ della Regione siciliana. Scriviamo “era” perché oggi non riusciamo più a capire di che cosa si occupa.

Nel passato ha operato benissimo. Dagli anni ’60 del secolo passato sino ai primi anni del 2000 ha demanializzato e rimboschito tante aree della Sicilia abbandonate. E ha gestito, sempre benissimo, alcune aree protette: molto meglio di come altre zone protette sono state gestite e sono gestite dagli ambientalisti e dalle ex Province.

Ad iniziare a sfasciare l’Azienda Foreste della regione ha iniziato il Governo regionale di Raffaele Lombardo, che ha promosso una riforma dell’Amministrazione regionale che, almeno per ciò che riguarda la tutela dell’ambiente (ma non soltanto…), è molto discutibile. A completare l’opera di sfascio sta pensando l’attuale non-Governo della Regione Crocetta-PD-Renzi.

Negli anni passati, proprio in ragione della brillante esperienza nella gestione della Riserva di Vendicari condotta dalla Regione tramite l’Azienda Foreste, si è cercato di ampliare la zona protetta. Il progetto avrebbe dovuto essere quello di rilevare i pantani Cuba e Longarini, oggi finiti nelle mani dei tedeschi. Ma, chissà perché, il progetto di ampliamento ha sempre trovato ostacoli insormontabili.

Di mezzo – questa era la motivazione – c’erano i terreni dei privati, che non ne volevano sapere di vendere. Succedeva la stessa cosa – correva l’anno 2000 – a Torre Salsa, in provincia di Agrigento. E’ il tratto di costa che corre tra Eraclea Minoa e Montallegro, in provincia di Agrigento. Anche lì c’erano tanti privati.

Allora fu l’assessore regionale al Territorio e Ambiente dell’epoca, Federico Martino, di Rifondazione comunista (il Governo regionale era quello di Angelo Capodicasa, primo presidente della Regione siciliana di un partito politico di sinistra) a operare una mezza forzatura, istituendo la Riserva naturale orientata di Torre Salsa su terreni che facevano capo ai privati.

Ancora oggi la Riserva naturale di Torre Salsa, per oltre il 90 per cento, ricade su terreni di privati. E’ gestita dal WWF e, fino ad oggi, non è stata toccata.

Allora – lo ribadiamo: era il 2000 – sono stati in tanti a chiedersi: perché a Torre Salsa è stata istituita la Riserva naturale sui terreni dei privati, mentre la stessa cosa non è stata fatta con tutte le aree umide della Sicilia orientale?

Come mai i terreno dei “Pantani della Sicilia Sud Orientale” che la Regione siciliana non è mai riuscita ad acquisire sono stati oggi acquistati dai tedeschi della Stiftung Pro Artenvielfalt? Tutto questo non è un po’ strano?

Oggi, sui giornali, leggiamo che l’arrivo dei tedeschi è un fatto positivo. Ci aiuteranno a tutelare i “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Faranno lavorare professionalità locali eccetera, eccetera, eccetera.

Ma la Regione siciliana una parte di questi Pantani li ha tutelati benissimo. E se non è andata oltre è perché non ha potuto o voluto estendere la Riserva naturale di Vendicari fino a Pozzallo.

Leggere, oggi, che i tedeschi ci aiuteranno a tutelare gli uccelli migratori è un’offesa alla Regione siciliana, ai Siciliani e ai veri ambientalisti siciliani. Perché la Regione, fino ad oggi (nonostante i disastri provocati all’Azienda Foreste dai Governi Lombardo e dall’attuale Governo Crocetta), ha gestito benissimo Vendicari; così come il WWF, fino ad oggi, ha gestito benissimo la Riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco.

In entrambe le Riserve naturali cacciatori e bracconieri sono stati tenuti alla larga.

Questa storia dei tedeschi che arrivano in Sicilia ha almeno due chiavi di lettura.

La prima è che ci vengono ad ‘aiutare’; la seconda è che stanno mettendo salde radici in Sicilia per fare altro. 

E’ ormai ufficiale che gli austriaci della Adler realizzeranno un Resort a Torre Salsa (sembrerebbe al confine con la Riserva naturale), come potete leggere qui di seguito:

Addio alla Riserva naturale di Torre Salsa: arrivano gli austriaci con un Resort

E sono noti gli interessi dei tedeschi per le miniere di kainite (solfato di potassio) della Sicilia. Non è strano che, fino ad oggi, la Regione siciliana non ha mai pensato a un’utilizzazione produttiva dei sali potassici custoditi nelle ‘viscere’ delle provincie di Enna e Agrigento?

Non solo. Qualcuno sostiene pure che i tedeschi vorrebbero iniziare a sfruttare le miniere di zolfo (noi nelle miniere di zolfo facciamo i musei…).

Gli austriaci punterebbero anche al Credito su Pegno di Unicredit, come potete leggere qui di seguito:

Dopo le miniere di sali potassici e il Resort a Torre Salsa gli austriaci puntano sul Credito su Pegno di Unicredit

Da qui una domanda: e se l’impoverimento della Regione – pensiamo al sistematico svuotamento della ‘casse’ regionali – fosse funzionale alla svendita di ‘pezzi’ della Sicilia?

 

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