Autore: fabrizio salvatori Crisi, ancora un Natale dimesso. Gli italiani pensano ai tempi magri che li aspettano da. controlacrisi.org

 

Secondo le previsioni dell’Adoc, rispetto allo scorso anno le famiglie italiane, infatti, taglieranno sensibilmente la spesa, riducendola in media di un quarto. “Per i cenoni e pranzi delle feste prevediamo una riduzione del 7% della spesa da parte delle famiglie italiane”, dicono dall’associazione. Una scelta legata alla necessità di risparmiare ma anche ad una nuova sensibilità alimentare “anti-spreco”.

Difatti, “la tendenza sarà ridurre la quantità puntando sulla qualità dei prodotti e sul recupero dei piatti “poveri” tradizionali”, fa notare Roberto Tascini, presidente Adoc. “Stimiamo infatti una crescita pari al 20% dei consumi di prodotti regionali e locali, o di produzione biologica. Riteniamo inoltre che oltre la metà dei prodotti che imbandiranno le tavole saranno di origine italiana, legati al territorio o biologici”.

Non sarà un Natale di grandi regali per gli italiani,quindi. Avranno in tasca qualche soldo in più ma il maggior reddito a disposizione sarà usato per le spese destinate alla casa, per gli alimentari, per qualche vacanza, per rimettere in sesto il bilancio familiare. Ai regali in senso stretto sarà destinata una spesa procapite di 164 euro (un paio di euro in meno rispetto allo scorso anno). A pesare è una crescita ancora debole e l’assenza di una direzione precisa per il futuro del paese. Così Confcommercio vede quest’anno i consumi natalizi.

Dal punto di vista economico, la spesa media per singolo commensale sarà tra i 18 e i 23 euro, per cui per una tavolata di 10 persone si spenderanno circa 205 euro. Segno che si può tranquillamente preparare un bel cenone senza spendere cifre esagerate.

La spesa delle famiglie per i regali di Natale segna una flessione continua dal 2010 a oggi: il calo in quattro anni è stato di quasi il 40% con una flessione di oltre 82 euro nel budget a disposizione, passato dagli oltre 200 euro del 2010 agli attuali 125 euro a famiglia. Questa è la stima dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori che sottolinea come quest’anno sarà uno dei Natali più “freddi” degli ultimi anni in tema di consumi. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio negli ultimi anni c’è stata una inarrestabile caduta della spesa per i regali di Natale.

Un andamento che si conferma anche quest’anno, con una contrazione del 6,2% rispetto allo scorso anno, ma se si estende il confronto al 2010 emerge che la flessione della spesa delle famiglie per i regali di Natale è pari al 39,9%. Sono oltre 82 euro a famiglia. La spesa di ogni famiglia per i regali di Natale è infatti passata, nel dettaglio, dai 208,33 euro del 2010 (pari a un giro d’affari complessivo di 5,2 mld di euro) ai 166 euro del 2011, poi è scesa ancora a 148 euro nel 2012, a 131 euro l’anno scorso e quest’anno si fermerà a 125,70 euro. I settori che hanno risentito maggiormente di tale andamento – e questo è noto da tempo – sono quello dei mobili, dell’arredamento e degli elettrodomestici, seguito da abbigliamento e calzature e dal turismo.

Il 71,7% degli italiani prevede “un Natale molto dimesso” (erano il 72,9% nel 2015 e appena il 33,7% nel 2009), mentre l’86% dichiara che effettuerà regali contro l’85,9% dello scorso anno e il 91% del 2009. Eppure, secondo l’analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio, in tasca gli italiani avranno più soldi rispetto al dicembre dell’anno scorso: l’ammontare netto delle tredicesime sarà di 40 miliardi, di cui il 12% sarà messo da parte e il 30% circa sarà destinato ai consumi. Ogni famiglia spenderà dunque 1.331 euro da tredicesima, il 3,1% in più su base annua. Questa dicotomia tra aumento del reddito disponibile e stasi dei consumi natalizi è dovuta per Confcommercio a una “congiuntura particolarmente oscura: il Paese non ha trovato una chiara direzione di marcia e molte sono le debolezze dal punto di vista della crescita. La politica dei bonus funziona nel breve termine, serve invece un messaggio chiaro alle forze produttive con il taglio generalizzato alle aliquote Irpef”.

Pochi giorni fa il presidente della Comunita’ di Sant’Egidio Marco Impagliazzo nel corso della conferenza stampa di presentazione
dell’edizione 2017 di ‘Roma Dove’, la guida su dove mangiare, dormire e lavarsi dedicata ai senza fissa dimora della capitale ha sottolineato che in Italia ci sono 4,5 milioni di persone in poverta’ assoluta nel 2016 – a fronte di un dato del 2005 sotto la soglia dei due milioni -, 8 milioni quelli in poverta’ relativa, pari al 13% della popolazione italiana. Dati allarmanti che si legano ad un trend in crescita anche nella capitale e fotografano la difficolta’ del Paese ad uscire dalla crisi. “Le difficolta’ economiche- sottolinea Impagliazzo- riguardano principalmente le famiglie e le famiglie con tre o piu’ figli.

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