Autore: federico giusti “Cosa ne sarà delle province? Contraddizioni, ritardi e nodi non risolti mettono a rischio servizi e posti di lavoro”. Intervento di Federico Giusti da: controlacrisi.org

La vittoria del No al referendum ha rotto le uova nel paniere del Partito democraticoInutile dire che l’assenso dato alla legge Del Rio da parte di Cgil Cisl Uil è stato un grave errore sindacale e politico, la legge 56\2014 ha anticipato gli effetti della Riforma Costituzionale, infatti l’articolo 1 , commi 5 e 51, prevedeva che l’adozione delle nuove normative avvenisse in attesa della Riforma del titolo V della Costituzione con relative forme di attuazione, insomma chi ha votato No al referendum del 4 Dicembre dovrebbe spiegare la ragione per la quale ha approvato una Legge che andava sostanzialmente nella direzione opposta.

Parliamo della cosiddetta legge Delrio, la n. 56 in vigore dall’8 aprile 2014, che ha modificato ruoli e organizzazione delle Province, enti territoriali di area vasta.

La legge Del Rio, ricordiamolo, di danni ne ha fatti molti, non ultimi i blocchi delle assunzioni per due anni nella Pa, il trasferimento coatto di circa 20 mila dipendenti delle Province ad altre amministrazioni, ma il danno più grande è quello di avere anticipato un modello organizzativo e gestionale dando per scontato che la riforma della Costituzione sarebbe andata in porto e non bocciata come avvenuto per fortuna il 4 Dicembre scorso.
Attualmente le Province si trovano in un limbo in attesa del legislatore, ci sarà bisogno di un provvedimento straordinario per ridurre i tagli insopportabili a cui sono state sottoposte, non ci sono soldi per la gestione di strade e scuola, non si può predisporre i bilanci per il 2017, ci sarà bisogno di un intervento legislativo probabilmente per adeguare le normative alla mancata riforma costituzionale visto che marcia indietro con la soppressione della Legge in questione non la faranno (come sarebbe logico )

Sono a rischio servizi essenziali ai cittadini e a dirlo non siamo noi ma il Presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, Achille Variati: ” le Province sono allo stremo dopo i tagli che dal 2015, anno che è seguito alla riforma Delrio del 2014, hanno tolto loro rispettivamente 650 mln, 1 miliardo e 300 (quest’anno) e 1 miliardo e 950 milioni nel 2017″

Le questioni non sono di poco conto perché nei prossimi mesi dovranno adeguare la Legge 56 alla mancata revisione della riforma Costituzionale e il discorso non vale solo per province ma per le città metropolitane

Chiamiamole allora province o enti di area vasta, resta il fatto che la sola cosa da fare sarebbe cancellare la legge Del Rio, quella che Cgil Cisl Uil definirono una buona legge.

Le competenze in materia di ambiente, strade, scuole sono tutte saltate, mancano fondi , strumenti e personale per la gestione a pagarne le conseguenze sono i cittadini e il personale rimasto nelle Province.

La tanto decantata semplificazione ha dato i suoi frutti, la annunciata lotta alla casta si è tramutata in disservizi ai cittadini e i politici non piu’ eletti ma nominati continuano a fare il bello e il cattivo tempo. Un motivo in piu’ per non credere ai politici innovatori e ai loro servi sciocchi sindacali

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