Autore: redazione Prostituzione, colpire il cliente per arginare il fenomeno. In Italia la legge è ferma in Parlamento mentre negli altri paesi i risultati arrivano

Si stima che in Italia ci siano tra le 75.000 e le 100.000 donne vittime della tratta per sfruttamento sessuale, il 65% e’ in strada, il 37% e’ minorenne, arrivano da Nigeria, Romania, Albania, Bulgaria, Moldavia, Ucraina, Cina. I clienti sono 9 milioni con un giro d’affari di circa 90 milioni di euro al mese. I dati sono diffusi dalla Comunita’ Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi nel 1968 che promuove la campagna di sensibilizzazione “Questo e’ il mio corpo” per chiedere al Parlamento di approvare la proposta di legge Bini che vuole punire il cliente dello sfruttamento sessuale.

“Per risolvere il problema della tratta bisogna agire sul fronte della domanda, lo diceva gia’ don Benzi”, ha detto Giorgio
Malaspina, referente nazionale della campagna. La proposta di legge e’ stata depositata alla Camera e su iniziativa della
senatrice Francesca Puglisi anche al Senato dove sono presenti diverse proposte che mirano invece alla legalizzazione. “Noi non
crediamo che sia quella la strada da seguire- ha proseguito Malaspina- Nei Paesi che hanno legalizzato il fenomeno non e’
diminuito. Penso, ad esempio, alla Germania, dove ci sono quasi 400.000 donne in strada, in gran parte straniere, e la
legalizzazione non ha ne’ riempito le casse dello Stato ne’ aumentato la sicurezza sanitaria”. La strada, insomma, e’ colpire
i clienti.

“Nei Paesi che l’hanno fatto, Svezia, Norvegia, Islanda e Francia il fenomeno non e’ scomparso ma si e’
ridimensionato- prosegue- La campagna chiede un impegno al Parlamento su questo fronte, ma mira a un cambiamento culturale e
di mentalita’. Se chiedi alle persone per strada, in tanti ti dicono che la soluzione sono le case chiuse, ma non e’ cosi’.Negli anni Cinquanta, Lina Merlin ha fatto una battaglia per chiuderle a favore delle donne, anche oggi serve una battaglia culturale”.

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