Autore: fabrizio salvatori Ikea, l’8 dicembre Usb organizza presidi, e raccolta di firme, contro l’attacco ai diritti e la flessibilità estrema da: controlacrisi.org

La festività dell’8 dicembre apre il mese dello shopping natalizio prima, e dei saldi poi. E’ il mese in cui i lavoratori del commercio sono messi a dura prova, con turni che prevedono il lavoro forzato nelle festività, il lavoro notturno e la rinuncia ai riposi.
L’USB,che ha deciso di trasformare questa giornata in un appuntamento di lotta che prende di mira la catena dei supermercati Ikea, sostiene la lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici del commercio, “che si vedono quotidianamente sottrarre diritti costituzionali (primi tra tutti quelli di rappresentanza e di sciopero), e diritti di vita, sempre più messa in secondo piano rispetto ai diktat aziendali e commerciali”.”Il ruolo che ha scelto Ikea, in questo scenario – si legge ancora nella nota – ci ha purtroppo riconsegnato l’immagine di un’azienda che ha tentato di azzerare il diritto di sciopero ai danni di una sua lavoratrice, contestandole disciplinarmente un diritto costituzionale. Provvedimento doverosamente ritirato, ma che non smette di mostrare in tutto lo stivale — con gravi episodi a Milano — il pugno duro e l’arroganza di chi crede di poter calpestare la legge che tutela la rappresentanza e la partecipazione sindacale”.

Per l’8 dicembre Usb sarà davanti ai punti vendita Ikea con un banchetto per la raccolta delle firme e una “libreria dei diritti”. La raccolta delle firme, dal titolo “Con una firma ti fermo”, servirà a sottolineare che non è certo “compatibile” un’azienda che calpesta i diritti.

Ikea, come altre grandi aziende della GDO, continua a rifiutarsi di applicare gli aumenti contrattuali, “tergiversando e temporeggiando su tutte le questioni inerenti la dignità ed il benessere dei suoi lavoratori. Dignità e benessere che prendono forma economica da un lato, ma che sono anche legati al tempo”.

E così mentre in tutte le “reclàme” dell’azienda svedese è sempre centrale il focolare e la famiglia felice e piena di affetto, i lavoratori e le lavoratrici quasi non possono avere una loro vita famigliare nel tempo libero. Perché il loro tempo libero, come sottolineano, in realtà deve essere sempre nelle “disponibilità” dell’azienda. Il lavoratore-modello per Ikea, secondo i racconti dei lavoratori, è quello che rinuncia a riposi e festività. Sempre pronto, insomma, alla flessibilità.

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