Cosa sta accadendo in Venezuela? da: www.resistenze.org

 

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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/10/2016

1. La destra ha conquistato la maggioranza dell’Assembleaa Nazionale nel dicembre 2015.

2. Il suo principale obiettivo da quando si è insediata in parlamento è stato quello di rovesciare il Presidente Nicolas Maduro.

3. Per raggiungere tale obiettivo, la destra ha impiegato QUATTRO mesi di dibattito su quale dovrebbe essere il modo di disinsediare il Presidente, considerando alla fine le seguenti opzioni:
– Esigere le sue dimissioni.
– Accusarlo formalmente mediante la Procura.
– Dichiararne il suo stato di incapacità mentale.
– Annullare le elezioni asserendo che  il presidente è di nazionalità colombiana.
– Modifica o riforma della Costituzione per accorciarne il periodo di mandato.
– Formare un’assemblea costituente.
– Esercitare pressioni sociali nelle piazze.
– Indire un referendum revocatorio (1)

4. Solo alla fine di aprile, ha deciso di attivare la procedura per l’indizione del referendum revocatorio della carica.
Attivando il meccanismo in aprile anziché in gennaio, quando era già compiuta la metà del periodo costituzionale di carica del Presidente, la destra non avrà il tempo per indire il referendum revocatorio entro il 2016, a causa dei termini stabiliti nella normativa che regola la sua attivazione e convocazione che prevedono una procedura della durata di almeno 260 giorni.
Tenere questo referendum nel 2017, implica che in caso di successo, chi completerà il periodo di mandato del Presidente revocato, sarà il Vicepresidente Esecutivo, il che implica che sarà uno od una chavista a completare il mandato presidenziale fino al 2019.

5. In questi mesi, l’Assemblea Nazionale ha deciso di non rispettare le sentenze del Tribunale Supremo di Giustizia che aveva annullato i suoi provvedimenti incostituzionali. Per mantenere tale censura, il Tribunale Supremo ha deciso che annullerà tutti gli atti del’Assemblea Nazionale fino a che la medesima non si conformi al diritto e rispetti la Costituzione.

6. Ciononostante, il Presidente Nicolas Maduro ha sempre mantenuto l’invito ad un dialogo nazionale nei confronti dell’opposizione per risolvere i conflitti politicamente e pacificamente.
Per realizzare tali incontri di dialogo ha chiesto la collaborazione dell’UNASUR, con la partecipazione degli ex presidenti Rodriguez, Zapatero, Martin Torrijos e Leonel Fernandez.
La destra ha imposto come condizione che fosse coinvolto anche il Vaticano, richiesta immediatamente accolta dal Presidente Maduro.
Tutti i tentativi di dialogo sono finora falliti a causa delle contraddizioni all’interno dell’opposizione.

7. Per convocare il referendum revocatorio, la destra doveva raccogliere in prima istanza un numero di firme pari all’1% degli iscritti nelle liste elettorali, con l’obiettivo di legittimare le organizzazioni politiche promotrici del referendum. Compiuto questo passo, avrebbe dovuto raccogliere un numero di firme pari al 20% degli iscritti nelle liste elettorali, secondo quanto stabilisce la Costituzione Venezuelana.

8. La destra doveva raccogliere solo 195.000 firme per raggiungere il requisito dell’1%, tuttavia ha consegnato al CNE 1.957.779 firme, tra le quali furono accertate nell’udienza del comitato di controllo dove sia la destra che la Rivoluzione erano rappresentate , non meno di 605.727 firme false o fraudolente, tra cui si annoverano:
– 10.995 persone già decedute al momento della firma
– 53.658 persone che non erano iscritte nelle liste elettorali
– 3.003 minori di diciotto anni
– 1.335 persone interdette dai pubblici uffici per gravi reati (omicidio, traffico di droga, rapina, truffa ed abusi sessuali).
Più di novemila denunce sono state presentate in tutti gli stati per sostituzione di persona.

9. Sebbene il CNE abbia riscontrato queste irregolarità, ammesse dalla Commissione per la revisione delle firme nominata dalla stessa destra, ha comunque proceduto a convocare per i giorni 26, 27 e 28 di ottobre la procedura di raccolta delle firme del 20% degli iscritti nelle liste elettorali, alla condizione che le firme false e fraudolente fossero sottoposte ad una indagine giudiziaria.

10. Giovedì 20 ottobre, sette tribunali di diversi stati del Venezuela, basandosi su denunce di cittadini colpiti o informati sui fatti, hanno  adottato misure cautelari ordinando al CNE di sospendere tutti i procedimenti che si sono instaurati come conseguenza della raccolta dell’1% delle firme, essendosi evidenziate condotte di usurpazione di identità (sostituzione di persona n.d.t.) in massa.
In adempimento di queste ordinanze giudiziali, il CNE ha sospeso la raccolta del 20% delle firme degli iscritti nelle liste.

11. La destra ha reagito accusando il Governo del Presidente Maduro di aver ordito un colpo di stato, glissando però sulla responsabilità dei suoi dirigenti nella fraudolenta raccolta dell’1% delle firme.

12. Domenica 23 ottobre, l’Assemblea Nazionale si è riunita in sessione straordinaria, dichiarandosi apertamente “in ribellione” e concordando sui seguenti punti:

– Dichiarare che il Presidente Nicolas Maduro ha ordito un colpo di stato che ha rotto l’ordine costituzionale.
– Sollecitare tutte le organizzazioni internazionali ad applicare sanzioni al Venezuela.
– Denunciare alla Corte Penale Internazionale sia i componenti del CNE sia i giudici che hanno sospeso il procedimento di revocazione.
– Destituire i membri del CNE ed i magistrati del Tribunale Supremo di Giustizia.
– Decidere sulla supposta doppia nazionalità del Presidente Maduro al fine di destituirlo.
– Decidere sull’abbandono dell’incarico da parte del Presidente Maduro al fine di destituirlo.

13. Questioni su cui riflettere: 

Chi sta facendo il golpe a chi?

La destra ha commesso frodi nella raccolta dell’1% delle firme e il responsabile sarebbe il Governo?

La destra cerca forse un intervento straniero su grande scala con la scusa della sospensione del referendum revocatorio e di una supposta crisi umanitaria?

Un parlamento che viola le sentenze dei giudici può destituire membri della commissione elettorale o i magistrati del massimo tribunale del Paese solo perché vigilano sul rispetto della Costituzione e proteggono la nazione intera da una frode contro la sovranità popolare?

Non è per caso esso stesso un colpo di stato che il parlamento pretenda di disconoscere tutte le decisioni di tutte le altre autorità e pubblici poteri, cercando nel frattempo di destituirli ed estrometterli per vie incostituzionali?

La cancelleria della Colombia ha inviato una nota ufficiale al Presidente della AN informandolo che in nessuna agenzia del suo governo si riscontrano registrazioni della cittadinanza del Presidente Nicolas Maduro. Non è per caso un atto di colpo di stato pretendere la destituzione di un Presidente con soli tre anni di mandato, accusandolo di essere cittadino di un paese che tale cittadinanza ha ufficialmente smentito?

Mentre la AN è in sessione, il Presidente Maduro è in giro in missione nei paesi OPEC e non OPEC per trattare un accordo al fine di stabilizzare i prezzi internazionali del petrolio, base fondamentale dell’economia venezuelana. Non è per caso un’azione golpista cercare di destituire un presidente per abbandono dell’incarico, quando è cosa pubblica e notoria che egli si trova all’estero nel pieno esercizio delle sue funzioni come Capo dello Stato?

Il popolo difenderà nella strada la sua Costituzione, la sua Rivoluzione e il suo legittimo Presidente.

Note: 

(1) n.d.t.: secondo l’art. 72 della vigente Costituzione Venezuelana, “[1] Tutte le cariche e le magistrature di elezione popolare sono revocabili. [2] Trascorsa la metà del periodo per il quale è stato/a eletto/a il/la funzionario/a, un numero non minore del venti per cento degli elettori iscritti o delle elettrici iscritte nella corrispondente circoscrizione può richiedere la convocazione di un referendum per revocare il suo mandato. [3] Quando un numero uguale o maggiore di elettori/trici che elessero il funzionario o funzionaria abbia votato a favore della revoca, sempre che abbia partecipato al referendum un numero di elettori/trici uguale o superiore al venticinque per cento degli/elle elettori/trici iscritti/e, il mandato si considera revocato e si procederà immediatamente a colmare la mancanza in conformità a quanto disposto da questa Costituzione e dalla legge. [4] La revoca del mandato per i corpi collegiali si attua in conformità con quanto stabilito dalla legge. [5] Durante il periodo per il quale è stato eletto il/la funzionario/a non si può inoltrare più di una richiesta di revoca del suo mandato.”.

 

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