Nel 60° anniversario degli eventi controrivoluzionari in Ungheria del 1956 da: www.resistenze.org

 

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

26/10/2016

Nel seguito estratti della pubblicazione del CC della KNE “La verità e le menzogne sul Socialismo” (Synchroni Epohi 2012) in relazione agli eventi controrivoluzionari che hanno avuto luogo in Ungheria nel 1956.

“5. Gli eventi controrivoluzionari nei paesi dell’Europa orientale

“Nell’autunno 1956 l’Ungheria annunciò il suo ritiro dal Patto di Varsavia, ma le truppe sovietiche invasero il paese e soppressero la rivolta”.

“Nel 1968 il tentativo cecoslovacco di prendere le distanze da Mosca venne contrastato dall’invasione del paese da parte degli Stati membri del Patto di Varsavia”.

(Manuale di storia di 3° superiore)

L’esperienza storica dell’edificazione del socialismo in Unione Sovietica e nelle democrazie popolari d’Europa ha confermato che la lotta di classe continua durante la costruzione del socialismo, il che significa che una controrivoluzione è possibile. I tentativi di rovesciare il potere operaio in un certo numero di paesi europei (il tentato colpo di stato controrivoluzionario nella DDR nel 1953, i tentativi controrivoluzionari in Ungheria nel 1956, in Cecoslovacchia nel 1968 e in Polonia nel 1980-81) non sono stati altro che tentativi delle classi borghesi sconfitte di questi paesi di riprendere il potere. Questi sforzi, come vedremo in seguito, sono stati fortemente sostenuti dall’imperialismo internazionale in vari modi.

Naturalmente, un ruolo catalizzatore in relazione alla comparsa delle azioni controrivoluzionarie di cui sopra, venne svolto dalle forze opportuniste predominanti negli organismi di Partito e di Stato. Queste leadership non solo indebolirono la vigilanza verso l’attività dell’imperialismo e sottovalutarono l’acuirsi della lotta di classe, ma nel processo i partiti stessi divennero veicoli controrivoluzionari, perfino guidando forze popolari alla controrivoluzione e sostenendo azioni controrivoluzionarie (ad esempio Nagy in Ungheria, Dubcek in Cecoslovacchia).

Tutte queste azioni controrivoluzionarie vengono presentate dalla propaganda imperialista come rivolte per la “democrazia” e contro la “repressione”, mentre il comportamento dell’Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti è stigmatizzato come una “invasione”.

Ciò che è scritto nei libri di testo scolastici è emblematico e trova corrispondenza nella stampa borghese in occasione degli “anniversari” degli eventi. L’interpretazione che viene data dalla propaganda imperialista agli eventi è accettata anche dall’opportunismo.

Ma che cosa è realmente accaduto? Occorre esaminare come si sono sviluppati e sono stati organizzati gli eventi controrivoluzionari in Ungheria e Cecoslovacchia.

I controrivoluzionari hanno organizzato una caccia all’uomo su larga scala diretta principalmente contro i membri e i quadri del Partito dei lavoratori ungherese. Il 30 ottobre 1956 ad esempio, secondo la Associated Press, 130 funzionari di Partito sono stati sequestrati e sono stati impiccati a testa in giù o picchiati a morte.

Il tentativo controrivoluzionario in Ungheria

Tra il 13 e il 16 giugno 1953, la direzione del partito guidato da Mathias Rakosi, Segretario Generale del CC e Primo ministro, rese visita all’URSS su invito della leadership sovietica. Dopo questa visita, l’Ufficio Politico del Partito decise di includere tra i quadri del partito, Imre Nagy. Il 2 luglio, Nagy, che sosteneva il sistema multipartitico borghese, venne nominato Primo ministro.

Questi sviluppi acuirono la lotta interna del Partito. Nel 1955, Nagy venne rimosso dagli incarichi di Partito e di Stato e successivamente espulso dal Partito. Nel dicembre del ’55 venne fondato il circolo di scrittori anticomunisti “Petofi”. M. Rakosi, Segretario generale del CC del Partito popolare dei lavoratori ungherese, nella sessione plenaria del CC del maggio 1956 stigmatizzava come “sbagliata e dannosa” la posizione di Stalin relativa all’intensificazione della lotta di classe sotto il potere dei lavoratori. Due mesi dopo, Rakosi fu sollevato dalle sue funzioni. Il 13 ottobre 1956, Nagy venne reintegrato nei ranghi del Partito. Se ne deduce chiaramente che nella direzione del Partito era in atto un’aspra lotta, con la conseguente confusione e incertezza sulla linea rivoluzionaria. Sembra vi fossero diverse tensioni opportuniste all’interno del Partito, la più aperta quella guidata da Nagy e la centrista da Rakosi. Il Partito non solo rivelò debolezza nel trattare la controrivoluzione, ma questo processo venne assistito dall’emergere dell’opportunismo nei suoi ranghi.

Gli eventi controrivoluzionari iniziarono il 23 ottobre 1956, con l’organizzazione di una grande manifestazione controrivoluzionaria animata da slogan fuorvianti come il “socialismo con i colori ungheresi”, chiedendo la promozione di Nagy alla guida del governo.

Allo stesso tempo, venne scatenata una grande ondata di terrorismo e omicidi contro i comunisti, in particolare a Budapest. La direzione del Partito di fronte alla situazione dichiarando lo stato di emergenza nel paese, chiese l’aiuto delle truppe sovietiche e convenne che Nagy assumesse la presidenza del governo.

Quando Nagy entrò in carica, apri i confini con l’Austria e permise l’infiltrazione nel paese di migliaia di controrivoluzionari e elementi fascisti e reazionari che avevano lasciato il paese. L’equipaggiamento dei controrivoluzionari fu effettuata con ponti aerei Vienna-Budapest, principalmente a opera di velivoli statunitensi.

L’attacco contro il potere dei lavoratori si intensifica

La mattina del 25 ottobre, gli organi incaricati dell’ordine pubblico, con l’assistenza di forze militari della provincia che non erano state corrose dalla controrivoluzione, dichiararono uno stretto coprifuoco a Budapest per facilitare la soppressione dei gruppi controrivoluzionari armati. Questa misura venne sospesa da Nagy che procedeva con i negoziati con i controrivoluzionari. Allo stesso tempo, minacciava il Ministero della Difesa che, se avessero attaccato la “Korvin” Arcade, dove erano raccolte le più importanti forze controrivoluzionarie, si sarebbe dimesso.

Allo stesso tempo, il governo Nagy che aveva promesso armi alle guardie rivoluzionarie dei lavoratori stabilite in diverse fabbriche e negli uffici del Partito, le consegnò ai controrivoluzionari. Nagy non poteva porsi apertamente come nemico del socialismo. Come si evince da documenti dei Servizi di Informazione Nazionale Ungherese: “… Imre Nagy nel suo annuncio radiofonico del 25 ottobre osservava che l’intervento delle truppe sovietiche nel combattimento era richiesto dagli interessi vitali del nostro regime socialista. (…) Anche Imre Nagy non poteva presentarsi in questo frangente come diverso da un incrollabile sostenitore del potere popolare socialista, come un amico dell’Unione Sovietica, come un nemico inconciliabile degli oppositori controrivoluzionari. (…) Se Imre Nagy, il 23 ottobre avesse assunto una posizione aperta contro il Patto di Varsavia e in favore della neutralità secondo il modello d’Austria, non ci sarebbe stata alcuna discussione sulla sua nomina alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”. 71

L’attività sovversiva dell’imperialismo

La declassificazione di documenti segreti dagli archivi delle potenze imperialiste ci permette di avere una “immagine” dell’attività sovversiva che i servizi segreti dell’imperialismo internazionale svolsero in vari modi. Indicative di questa attività sono le seguenti indicazioni fornite nella relazione del Consiglio di Sicurezza Nazionale: “La politica degli Stati Uniti nei confronti dei ‘satelliti’ sovietici in Europa orientale, approvata dal Presidente degli Stati Uniti D. Eisenhower, nel luglio del ’56”: “Al fine di promuovere la costituzione di governi eletti liberamente nei paesi ‘satelliti’ come mezzo di disorganizzazione, e non come fine in sé, occorre tenersi pronti per ogni evenienza, di nascosto e sotto la guida adeguata, per aiutare i nazionalisti in ogni modo in cui sia possibile l’indipendenza dalla dominazione sovietica e dove la consistenza degli Stati Uniti e del ‘mondo libero’ non sia messa in pericolo da tale dominazione”. (Vedi: National Security Council Report NSC 5608/1,”US Policy towards the Soviet Satellites in Eastern Europe”, July 18, 1956).

Il 30 ottobre le truppe sovietiche si ritirarono dal paese, su richiesta di Nagy. Quindi le forze controrivoluzionarie continuarono l’offensiva ancora più selvaggiamente. “Il terrorismo controrivoluzionario dilagava per le strade di Budapest: i comunisti e i progressisti venivano uccisi. Migliaia di militanti del partito, presidenti di associazioni di agricoltori, presidenti dei consigli, i sostenitori del socialismo venivano imprigionati in tutto il paese e preparato il macello. Nell’arena politica ricomparvero capitalisti, proprietari terrieri, banchieri, principi e conti. Fecero la loro apparizione in Parlamento e in soli due giorni fondarono 28 partiti controrivoluzionari” 72.

I fascisti e i sostenitori dei nazisti erano apertamente coinvolti negli eventi controrivoluzionari. Il corrispondente del quotidiano Veli Autsontag della Germania dell’Est, scrisse su uno dei controrivoluzionari: “La prima cosa che notai era la medaglia tedesca della Croce di Ferro” 73, mentre il quotidiano francese France-Soir scriveva che “gli elementi più reazionari e fascisti” hanno avuto un ruolo di primo piano negli eventi, 74.

L’annuncio del governo Nagy del ritiro dal Patto di Varsavia e della “neutralità” del paese dal 1° novembre diede un tale slancio ai controrivoluzionari che indusse il corrispondente della Reuters a scrivere: “Da ieri c’è una caccia all’uomo nelle strade di Budapest”, le persone “vengono cacciate e macellate come animali, appese ai pali della luce e ai balconi. In tutto il paese ci sono scene che ci ricordano il ritorno dei ‘bianchi’ in Ungheria nel 1919.” 75.

Il ruolo dell’imperialismo internazionale

Il coinvolgimento delle potenze imperialiste nella “rivolta ungherese” è dimostrata da ciò che un ufficiale britannico dichiarò 40 anni più tardi, senza rivelare la sua identità: “Nel 1954, reclutavamo agenti ai confini ungheresi, che conducevamo nella zona dell’Austria sotto il controllo britannico. Li portavamo in montagna e gli davamo addestramento militare… Poi, li formavamo all’uso di esplosivi e armi, quindi li portavamo indietro… li addestravamo per la rivolta”. 76

La Pravda aveva scritto in un articolo: “I giornali borghesi occidentali scrivono con sufficiente sincerità che la reazione sta preparando gli eventi ungheresi da tempo e con zelo, sia internamente che dall’estero; fin dall’inizio si poteva vedere in tutto ciò la mano esperta dei cospiratori. Il capo delle spie americane, Allen Dulles, ha dichiarato apertamente di ‘sapere’ ciò che sarebbe accaduto in Ungheria”. 77

Gli imperialisti per tutta la durata della controrivoluzione attraverso la stazione radio Free Europe, finanziata e guidata dal governo degli Stati Uniti, invitavano gli ungheresi a “ribellarsi”. Con le loro trasmissioni, chiamavano il sabotaggio, chiedevano di sostenere i controrivoluzionari con cibo e rifornimenti, appoggiare le loro azioni. Trasmettevano che gli Stati Uniti avrebbero inviato aiuti militari. La stazione radio, secondo quanto scrisse Henry Kissinger, fece appello agli ungheresi a “rimanere impegnati nella loro rivoluzione e di non accettare alcun compromesso (…) Combattenti per la libertà, non appendete le armi al chiodo!” 78

I piani degli Stati Uniti vengono rivelati anche dalla raccomandazione di J. Dulles in occasione della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, il 31 ottobre 1956 inerente alla politica degli Stati Uniti in Ungheria e Polonia, mentre era in corso la controrivoluzione. Disse dell’Ungheria: “(…) 22. Aiuti umanitari immediati per il popolo ungherese (…) 23. Se un governo almeno indipendente arriva al potere, così come in Polonia: a) Essere pronti a fornire (…) l’assistenza economica e tecnica in quantità ragionevole, sufficiente per dare agli ungheresi una soluzione alternativa alla totale dipendenza da Mosca. (…) d) Prendere misure appropriate per riorientare il commercio ungherese verso l’Occidente”. 79

La sconfitta della controrivoluzione grazie alla classe operaia ungherese e all’Armata Rossa

Come è stato detto, i comunisti coerenti, gli operai e i contadini avevano formato guardie rivoluzionarie e cercarono di affrontare i gruppi controrivoluzionari. Ma, solo in alcune zone riuscirono ad armarsi e sconfiggere il terrore. Infine, il 3 novembre, venne formato da quadri del Partito nella città di Szolnok un governo rivoluzionario degli operai e dei contadini che invitò l’Unione Sovietica a contribuire a sopprimere la controrivoluzione. L’URSS rispose alla richiesta, svolgendo il proprio dovere internazionalista, e il 4 novembre, i comunisti ungheresi e le avanguardie operaie, con l’aiuto dell’Armata Rossa, prevalsero sulle forze controrivoluzionarie”.

 

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