Autore: fabrizio salvatori “Se scrivi ti sparo”. Sessantasei i giornalisti uccisi finora nel 2016. In Turchia la repressione continua. E nessuno dice niente da: controlacrisi.org

 

Sono 66 i giornalisti uccisi dall’inizio dell’anno. Sono questi i dati forniti dalla Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ). E sono stati diffusi in vista della giornata internazionale per la fine dei crimini contro i giornalisti proclamata dall’Onu per domani 2 novembre. Secono IFJ 11 giornalisti sono stati uccisi in Afghanistan, 8 in Messico e sette in Iraq, Altri cinque in Siria, e altrettanti in Yemen, Pakistan, India e Guatemala, tre in Brasile. Due sono stati uccisi in Libia e altrettanti in Turchia, Somalia e Filippien, uno in Guinea, Giordania, Sud Sudane e Ucraina.
Intanto in Turchia, bisogna registrare l’ennesimo blitz delle forze di contro un quotidiano d’opposizione: arrestato il direttore. Mandato di cattura anche per tredici redattori del giornale Cumhuriyet. Proteste davanti alla redazione. Continuano le purghe di Erdogan dopo il golpe fallito: da luglio chiusi 168 media ostili al governo.La federazione nazionale della stampa italiana, che ha già portato il caso all’attenzione delle federazioni internazionale ed europea dei giornalisti e nelle scorse settimane a Roma, Milano e in altre città d’Europa, dove si sono tenute manifestazioni di protesta contro la repressione in atto in Turchia ai danni della libera informazione e della libertà di espressione,sottolinea che la sola protesta non basta. “Serve che le istituzioni dell’Unione Europea e i governi nazionali intervengano con decisione per porre fine ad una situazione di palese violazione dei diritti umani e civili. Un paese che siprofessa democratico non può imporre il bavaglio all’informazione, cuore di ogni sistema politico che abbia al centro i cittadini”, come si legge in una nota.

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