Papadakis: Cento anni dopo la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il socialismo resta necessario e attuale da: www.resistenze.org

International Communist Press (ICP) | sol.org.tr kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/10/2016

Intervista esclusiva a Kostas Papadakis, membro del CC del KKE e membro del Parlamento europeo

ICP: Dopo il 3° memorandum in Grecia, tutti siamo testimoni delle misure antioperaie e antipopolari varate dal Parlamento. Possiamo affermare che mentre il tenore di vita si è dimezzato, cresce sempre più l’organizzazione e la politicizzazione popolare?

Kostas Papadakis (KP): Il governo SYRIZA-ANEL ha stabilito il suo memorandum, approvato con i voti dei partiti borghesi di “destra” e di “centro” (ND, PASOK, Potami), sulla base dei due precedenti. Questi memorandum non sono solo accordi con le istituzioni imperialiste, ma incarnano il “programma” della classe borghese per recuperare la redditività, ridurre i diritti dei lavoratori e il prezzo della forza lavoro.

Il governo SYRIZA-ANEL, ha adottato misure antioperaie molto aspre, provocando una profonda disillusione tra ampie fasce della popolazione. Tra coloro che credevano che i memorandum potessero essere aboliti tramite il Parlamento e il referendum.

La disillusione cede il passo alla lotta del popolo. Nei primi sei mesi del secondo governo SYRIZA-ANEL ci sono stati quattro scioperi generali di massa, insieme ad altre mobilitazioni di lavoratori dipendenti e autonomi, intellettuali e professionisti. I contadini poveri hanno organizzato oltre 100 posti di blocco in tutta la Grecia per 40 giorni. In questo periodo, si registrano mobilitazioni ogni giorno.

Queste lotte non sono ancora all’altezza della fase offensiva condotta contro il popolo. Tuttavia, non è importante solo il carattere di massa di una lotta ma anche la sua direzione. Negli ultimi anni sono state intraprese lotte di massa, tuttavia le rivendicazioni si limitavano per la maggior parte alla richiesta di un cambio di governo. Alla fine, i governi che si avvicendavano, continuavano la medesima linea politica, seminando disillusione tra ampie sezioni della popolazione.

Oggi, le lotte di massa devono abbracciare l’insieme dei problemi, con l’obiettivo di colpire il percorso di sviluppo capitalistico stesso, il potere dei monopoli, l’Unione europea. Siamo giunti a un punto in cui queste lotte possono avere sufficiente forza, durata, successo e soprattutto prospettiva.

“SYRIZA è stata scelta dalla classe borghese per completare il lavoro sporco…”

ICP: Ritenete prossime una dissoluzione del governo SYRIZA-ANEL ed elezioni anticipate?

KP: SYRIZA è la formazione politica scelta dalla classe borghese per completare il lavoro sporco con il 3° memorandum, perché può farlo meglio di ND [Nuova Democrazia, partito conservatore]. Ci sono altre forze politiche borghesi pronte come “forze di riserva”, nel caso in cui la maggioranza di governo avesse bisogno di sostegno. Nulla è casuale. Il governo usa la tipica fraseologia di “sinistra”, per creare una falsa distinzione rispetto il maggiore partito di opposizione, il partito di “destra” ND. L’accusa di sostenere l’ideologia neoliberista, mira a demarcare una presunta diversità agli occhi del popolo, una presunta sensibilità sociale. E’ una tattica per ingannare il popolo, portata avanti col sostegno degli altri partiti e da una sezione dei media che parlano del governo come se fosse di sinistra. Naturalmente, gli sviluppi seguono le loro dinamiche. Se le cose non andassero come da programma, non escludiamo la possibilità di una “uscita eroica” da parte del governo e la possibilità delle elezioni. Un tale scenario dipenderà dagli sviluppi sia internazionali che europei.

ICP: Al fine di raggiungere “l’obiettivo” di un avanzo di bilancio per il 2017 si prevedono forti tagli delle pensioni e una maggiore tassazione per il prossimo anno. Quale sarà l’asse della lotta del KKE nel prossimo futuro?

KP: I comunisti lottano dentro i sindacati, nelle associazioni dei contadini poveri, dei lavoratori autonomi in modo che le misure antipopolari del governo non abbiano successo e per il ripristino delle perdite subite. Usiamo ogni possibilità. Recentemente, ad esempio, il KKE ha presentato un progetto di legge al Parlamento per l’abolizione delle imposte indirette su gasolio e gas naturale per riscaldamento e uso domestico.

Allo stesso tempo, il nostro partito evidenzia in modo militante che i bisogni delle persone possono essere soddisfatti sulla base del reale potenziale produttivo e della ricchezza prodotta in questo paese, solo se la produzione e l’economia sono liberati dalle catene della proprietà capitalistica.

Il KKE invita le persone a pensare: perché oggi dobbiamo importare latte, alimenti, pesticidi e medicinali, carne, zucchero e altri beni che possono essere prodotti nel nostro paese? Perché l’edilizia ha subito una battuta d’arresto quando ci sono molti lavori urgentemente necessari contro le inondazioni, i terremoti, gli incendi boschivi?

Il partito evidenzia la superiorità della sua proposta relativa alla proprietà statale sociale dei mezzi di produzione e la pianificazione scientifica centrale. Evidenzia la superiorità del socialismo, dimostrando il potenziale di un’economia programmata in base alle esigenze sociali, in opposizione al sistema odierno, sotto il dominio del profitto capitalistico che porta alle crisi e all’austerità.

Il popolo greco, la classe operaia soprattutto, devono organizzare il loro contrattacco e non aspettare soluzioni dall’alto, da parte dell’Unione europea e dei suoi governi. Devono organizzare la loro lotta per cambiare i rapporti di forza all’interno del movimento operaio.

“I PC d’Europa, rafforzando la lotta contro l’imperialismo di UE, NATO e Stati Uniti, rafforzano il ruolo politico indipendente del movimento comunista…”

ICP: La Brexit e le difficoltà finanziarie di Deutsche Bank sono segnali di un approfondimento della crisi dell’imperialismo dell’Unione Europea. In questa prospettiva quali dovrebbero essere i compiti dei partiti comunisti e operai in Europa?

KP: Al fine di comprendere gli sviluppi nell’UE e i compiti del movimento comunista, occorre esaminare la situazione più generale e in particolare le condizioni attuali:

– Nel prossimo decennio nessun centro imperialista potrà funzionare come locomotiva del tasso di crescita capitalistico nel sistema imperialista internazionale.

– La sovraccumulazione di capitale è in continua espansione, vale a dire il capitale che non può essere investito a un tasso soddisfacente di profitto.

– Persiste la tendenza a un cambio dei rapporti di forza, con la progressiva riduzione della quota di USA e dell’Eurozona nel prodotto interno lordo mondiale e l’aumento della quota di Cina e altri paesi.

– Si acuisce la competizione tra i centri imperialisti per il controllo dei mercati, delle risorse energetiche e delle vie di trasporto del gas naturale e del petrolio. La lotta tra USA-NATO e la Russia è emblematica.

– Naturalmente, gli Stati Uniti, che mantengono la posizione dominante nella piramide del sistema imperialista internazionale, propongono il TTIP con l’UE, che coprirà il 50% della produzione globale attuale e il 30% del commercio mondiale.

– Sezioni significative delle classi borghesi francesi e tedesche stanno reagendo, perché capiscono che la proposta degli Stati Uniti è un “cavallo di Troia” che assicura l’egemonia economica statunitense in Europa. Ne consegue la guerra economica tra Stati Uniti e Germania, con l’emergere di scandali e sentenze, vedi i casi Siemens, VW, Deutsche Bank, Apple.

– Gli Stati Uniti giocano anche un ruolo di primo piano nell’estensione delle sanzioni contro la Russia, che non influiscono negativamente solo sulla borghesia russa, ma anche sugli interessi di Germania, Italia e Francia.

Questo quadro definisce in gran parte gli sviluppi nell’UE. L’UE rimane oggi una forma avanzata di alleanza reazionaria tra gli stati capitalistici in Europea. Tuttavia, gli obiettivi comuni dei monopoli, delle classi borghesi che hanno formato questa alleanza non possono confutare lo sviluppo asimmetrico delle economie dei suoi stati membri.

E’ in questo contesto che dobbiamo valutare l’esito del referendum britannico, che riflette l’esistenza di sezioni del capitale che desideravano la Brexit. Il crescente malcontento del popolo è rimasto intrappolato nella corrente dell’euroscetticismo borghese. In particolare si rileva il tentativo da parte delle forze fasciste di estrema destra di utilizzare questa corrente, che si sta sviluppando in molti paesi dell’UE.

In queste condizioni, i governi di Francia, Italia e Grecia chiedono l’allentamento della politica di bilancio dell’UE, l’aumento dei finanziamenti comunitari e statali per le imprese in modo che possano rafforzare i rispettivi gruppi monopolistici nazionali.

Tuttavia, questa rete di contraddizioni intraborghesi non può e non deve nascondere la convergenza strategica dei loro interessi contro quelli della classe operaia e degli strati popolari. Tutti loro, nonostante le varie differenze, mirano a sacrificare sempre le esigenze del popolo, per rafforzare la competitività e la redditività del capitale.

In queste condizioni, il movimento comunista in Europa ha serie responsabilità e deve lottare in modo che i lavoratori non vengano ingannati dalle rinnovate vuote promesse degli A. Tsipras, per esempio su come la linea politica antipopolare possa cambiare grazie a un’alleanza degli stati del sud dell’UE o un’alleanza socialdemocratica. Si rende necessario in Europa lo scontro ideologico e politico contro le forze del “Partito della sinistra europea” (SE) e degli altri partiti socialdemocratici che seminano illusioni simili.

Questo è il motivo per cui la creazione e l’attività dell'”Iniziativa Comunista europea” è di grande importanza. Partecipano all’Iniziativa 29 PC, i quali dichiarano che l’Unione europea è un’unione di stati capitalisti, che non può essere migliorata e umanizzata, come il capitalismo non può essere migliorato e umanizzato.

I PC d’Europa, rafforzando la lotta contro l’imperialismo di UE, NATO e Stati Uniti, devono rafforzare il ruolo politico indipendente del movimento comunista in modo che i popoli non si pongano sotto una “falsa” bandiera, vale a dire non si schierino per gli interessi di specifici settori della classe borghese, per specifici paesi o altri centri imperialisti, facendo propri falsi slogan, come quelli della “sovranità” e dell'”uguaglianza” dei paesi nel quadro del capitalismo e dell’UE. Inoltre, è molto importante che la lotta per il disimpegno dalle unioni imperialiste dell’UE e della NATO sia collegata con la lotta per il potere operaio, che è l’unica garanzia perché tale disimpegno vada a beneficio del popolo.

I PC d’Europa, nella lotta per prevenire le misure ancora peggiori in fase di realizzazione e soddisfare i bisogni dei lavoratori, devono entrare in conflitto con le illusioni borghesi e piccolo-borghesi: non esistono soluzioni indolori per il popolo, soluzioni senza scontri contro il nostro vero avversario, senza conflitto con il potere dei monopoli, del capitale.

Cento anni dopo la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il socialismo resta necessario e opportuno per i popoli, nonostante il fatto che l’equilibrio dei rapporti di forza globale si sia deteriorato. Questa necessità e attualità è evidenziata dalle difficoltà in cui versa il modo di produzione capitalistico, che causa le crisi, le guerre, la povertà, la disoccupazione, la miseria. Possiamo e dobbiamo organizzare il nostro contrattacco, cambiare i rapporti di forza a favore della classe operaia e degli strati popolari, rafforzare i focolai di resistenza, in modo da formare i presupposti perché il potere cambi di mano.

 

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