Conversazione con George Mavrikos, rieletto Segretario Generale della Federazione Sindacale Mondiale da: www.resistenze.org


Miguel Arróniz | rebelion.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/10/2016

La Federazione Sindacale Mondiale (FSM) è una federazione internazionale di sindacati fondata il 3 ottobre 1945 a Parigi. E’ la seconda organizzazione sindacale internazionale più antica e fondatrice dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Segue la linea del movimento sindacale di classe e lotta contro il capitalismo e l’imperialismo, per una società senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Da gennaio 2006 la sede mondiale della FSM si trova ad Atene. In ogni continente conta di un ufficio regionale. In tutti i settori importanti ha Unioni Internazionali Sindacali (UIS).

La FSM ha rappresentanti permanenti negli organismi internazionali come l’ONU, l’UNESCO, la FAO e la OIL. Lotta attraverso questi organismi e evidenzia il monopolio che esiste dentro questi organismi.

George Mavrikos è nato nel 1950 in una delle numerose isole greche del Mar Egeo, in una famiglia dedita all’allevamento bovino. Ha lavorato 16 anni nella metalmeccanica, in una fabbrica di macchine agricole. Ha partecipato alle lotte sindacali del suo paese da quando era studente. E’ stato licenziato per la sua azione politica e sindacale in tre occasioni.

Nel 1975 fu eletto rappresentante sindacale. Per molti anni è stato il direttore dell’Associazione degli Impiegati del Settore Privato di Atene. Dal 1993 al 1997 è stato Segretario Generale della Confederazione Generale del Lavoro di Grecia e tra il 1999 e 2008 è stato alla guida del PAME (Fronte Militante di Tutti i Lavoratori), uno dei principali fronti sindacali in Grecia.

Nel 2000, è stato eletto vicepresidente della Federazione Sindacale Mondiale, dopo la celebrazione del XIV Congresso, che ebbe luogo a Nuova Delhi. Dal 2000 al 2005 è stato coordinatore dell’Ufficio Regionale Europeo della FSM. Nel XI Congresso della FSM, celebrato a L’Avana, è stato eletto Segretario Generale, carica che detiene da allora.

Tra il 4 e l’8 ottobre si è svolto a Durban (Sudafrica) il XVII Congresso della FSM che ha rieletto George Mavrikos come Segretario Generale. Conversiamo con lui nel quadro di questo Congresso.

Un nuovo Congresso della FSM nel quale sei stato rieletto come Segretario Generale. Che bilancio fai di questi ultimi 5 anni?

La situazione mondiale risente della profonda crisi economica del sistema capitalista che causa molte morti tra i lavoratori, incluse quelle di numerosi emigranti. Per questo motivo l’ultimo Congresso è centrato sulla soddisfazione dei bisogni contemporanei della classe lavoratrice; l’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici; contro la povertà e le guerre generate dalla barbarie capitalista. Dall’altro lato si registra l’aggressività imperialista che mette in una situazione molto difficile la gente comune.

Quale bilancio dello sviluppo della FSM?

La FSM ha già 92 milioni di affiliati, ha aperto 7 nuovi uffici regionali, ha creato la UIS dei Pensionati e in questi giorni congressuali partecipano 1.150 delegati da 111 paesi del mondo.

Che priorità ha la FSM di fronte al futuro?

La difesa della classe lavoratrice contro la barbarie capitalista. Appartengono alla classe lavoratrice gli immigrati e i rifugiati che si trovano in questa situazione per colpa delle guerre imperialiste e dello sfruttamento delle risorse naturali. Dobbiamo smascherare il sindacalismo giallo della CSI che è antidemocratico e collaborazionista, ne constatiamo il ruolo oscurantista in seno alla OIL o di fronte alle guerre. E, infine, smascherare le ONG e dare speranza alla gioventù affinché abbia fiducia nella classe operaia. Valgono la pene le lotte, sono una necessità per la classe operaia.

Che significa esser Segretario Generale della FSM?

Esser Segretario Generale della FSM è un compito molto importante, leader mondiali famosi furono Segretari Generali della FSM come Alexander Zarikov, Ibrahim Zakaria, Enrique Pastorino, Pierre Gensous o Louis Saillant. Ricordiamo il Congresso di Damasco del 1994 nel quale l’unico compito trattato fu la lotta alle proposte riformiste che miravano all’abolizione della FSM, molti di noi erano presenti e ricordiamo il ruolo sviluppato dall’allora presidente. E’ un posto di grande responsabilità, conosco le difficoltà e mi impegnerò con tutte le mie forze.

C’è un nuovo presidente dell’organizzazione…

Il Consiglio di Presidenza ha deciso di appoggiare la candidatura del Sudafrica e nominare come Presidente Mike Makihayiba. Siamo sicuri del suo ruolo e contributo al movimento sindacale di classe. Il lavoro realizzato dall’organizzazione sindacale COSATU è da ringraziare e mostra la potenzialità di questi compagni e compagne.

Viene modificato anche l’organismo dirigente…

Il Consiglio di Presidenza passa da 44 a 47 membri ora che la FSM è in crescita e necessita di quadri che diano il massimo delle energie. Viene modificata la rappresentanza nazionale: l’Africa passa a 12 membri, 14 provengono dall’America Latina, 8 dall’Europa, 11 dall’Asia, 7 dai paesi Arabi. Rinnoviamo 20 membri e ci sono solo tre donne.

Hai comunicato al Congresso che sarà il tuo ultimo mandato come Segretario Generale…

Così è. Sono convinto che nel prossimo Congresso troveremo un Segretario o una Segretaria generale più giovane, più forte. Dobbiamo credere nella nuova generazione.

Quale giudizio hai del XVII Congresso della FSM?

Sono stati tre giorni di discussioni con 100 oratori. Hanno anche assistito amici e simpatizzanti: è il carattere del sindacalismo di classe. Possiamo confermare che è stato un Congresso aperto, democratico, internazionalista, dei lavoratori e delle lavoratrici. Il Congresso è stato monitorato da osservatori sudafricani che ringraziamo per il loro lavoro.

Quali sono i principali compiti per il futuro?

In primo luogo abbiamo doveri organizzativi: rafforzare la FSM, adesso abbiamo rappresentanti in nuovi paesi importanti. Ma dobbiamo rafforzare la FSM in tutto il mondo. Intratteniamo colloqui con sindacati in Nigeria e del mondo arabo che hanno abbandonato la CSI per affiliarsi a noi. Abbiamo fondato l’Ufficio in Russia per l’Eurasia. Tutti dobbiamo avere un obiettivo comune. E non sono solo numeri, si tratta di un compito politico e ideologico. Dobbiamo rafforzare i sindacati di base perché non siano elitari e questi sindacati devono esser delle scuole. Dobbiamo lavorare con le masse, nei centri di lavoro, perché non siamo burocrati.

Dall’altro lato, dobbiamo dibattere su temi più concreti e prestare particolare attenzione all’Africa: è il futuro del movimento sindacale. Infine, dobbiamo rifiutare il ruolo dei sindacati gialli. E in questo stesso forum daremo posto ai segretari generali delle UIS.

Cosa possono aspettarsi le donne, gli emigranti, i giovani della FSM?

Bisogna dar risposta ad ognuno. Se le donne non partecipano non possiamo parlare di sindacalismo di classe ed è una cattiva immagine che ce ne siano solo 3 nel Consiglio di Presidenza. Abbiamo ascoltato grandi discorsi di donne in questo Congresso. Nostra intenzione è creare Comitati della Donna Lavoratrice, della Gioventù, delle intellettuali, giuriste…

E quali sono le priorità?

Tutti siamo d’accordo sui principi ma dobbiamo radicalizzare la lotta in forma più politica, rendere cosciente la classe lavoratrice. Non possiamo vivere sotto un regime di sfruttamento, dobbiamo lottare per l’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Le armi politiche e ideologiche sono nostri strumenti e dobbiamo unire tutti sotto uno stesso orientamento.

Ci sono difficoltà, in Brasile, in Messico, nella regione Araba, in Africa… ma dobbiamo proteggere la FSM davanti a tutti dopo i suoi 71 anni di storia perché continuiamo ad apprendere dalla nostra storia.

Quali sono le linee ideologiche della FSM?

Il carattere internazionalista è nostro elemento più importante e dobbiamo appoggiare Cuba, Venezuela, tutti i quadri che lottano nel loro paese. E’ necessario rispettare la nostra linea politica, una linea militante: antimperialista, anticapitalista, di unità dei lavoratori come classe.

E quali sono le prospettive?

Le prospettive sono molto ottimiste, perché abbiamo superiorità ideologica e di quadri rispetto ai sindacati gialli ed essi sanno che abbiamo questa superiorità morale.

Quale sarà il ruolo della FSM nei prossimi anni?

La FSM deve introdurre un nuovo elemento nella lotta di classe: attaccare. E a partire da qui, preparare il futuro della classe operaia per il XXI secolo.

 

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