Autore: federico giusti Igiene ambientale, dall’assemblea di Firenze nasce il coordinamento nazionale per dare forza al “No” all’accordo: il 13 novembre altra assemblea a Roma da: controlacrisi.org

Un appuntamento come non si vedeva da tempo, decine di delegati\e, lavoratori\trici dell’igiene ambientale si sono dati appuntamento a Firenze per la prima assemblea nazionale.
Una giornata di discussione alla quale hanno partecipato delegati dell’igiene ambientale pubblica e privata. Pochi sanno che da anni nei cantieri operano lavoratori con differenti contratti e retribuzioni, ai due Ccnl menzionati si aggiungono quelli del multiservizi (40 ore settimanali) e delle cooperative sociali, per questo la parola d’ordine di un solo contratto di settore (ovviamente il piu’ favorevole) e il mantenimento dell’orario settimanale a 36 ore (l’intesa sottoscritta il 10 e 2 luglio prevede 38 ore) sono tra le rivendicazioni piu’ gettonate nel corso dell’assembleaDa settimane, tramite internet, si erano messe in rete lavoratori di varie aziende e regioni. I risultati delle assemblee vedono vincere nettamente il no a Milano, a Genova, a Roma, a Napoli e in molte aziende toscane, eppure dai primi dati diffusi dalle segreterie cgil cisl uil e fiadel sembrerebbe che il si’ avesse stravintoDati smentiti dal coordinamento nazionale che nell’ordine del giorno finale scrive

L’assemblea considerando che la maggioranza della forza lavoro del settore, laddove ha potuto pronunciarsi, ha bocciato nettamente tali accordi decide di costituire un coordinamento nazionale stabile per dar vita ad una mobilitazione generale della categoria su una piattaforma alternativa e dal basso che sia reale espressione degli interessi reali dei lavoratori.

Parlavamo appunto di rivendicazioni, il coordinamento si dà appuntamento il 13 novembre,a Roma, per definire una piattaforma alternativa a quella dei confederali e degli autonomi ma già nella mozione finale si evidenziano alcuni punti programmatici da sviluppare-ci dicono- in assemblee territoriali

PER UN CONTRATTO UNICO DI SETTORE
PER AUMENTI SALARIALI REALI SVINCOLATI DAL FINANZIAMENTO FORZOSO DEGLI ENTI BILATERALI
PER IL RICONOSCIMENTO DEL CARATTERE USURANTE DEL NOSTRO LAVORO
NO ALL’AUMENTO DELL’ORARIO E DEI CARICHI DI LAVORO
NO ALL’INTRODUZIONE DEL LIVELLO S
PER GARANTIRE LE TUTELE PREVISTE DALL’ARTICOLO 18 SULLA SALVAGUARDIA DEL POSTO DI LAVORO

All’assemblea hanno partecipato rappresentanze del sindacalismo di base, Cub, Usb e Cobas, tuttavia i delegati tengono molto alla loro autonomia e a sviluppare un percorso conflittuale all’interno della categoria e nei prossimi giorni partiranno le procedure per indire uno sciopero nazionale il prossimo 12 dicembre vista la impossibilità di una indizione a novembre per la concomitanza di altri scioperi e le regole, criticate da tutti, che limitano il diritto di sciopero e lo limiteranno ancor di piu’ nei prossimi mesi. Da Firenze nasce un percorso nuovo in contrapposizione ai contratti siglati nel luglio scorso che “rappresentano un modello da seguire con aumento dell’orario di lavoro anche per i 3 milioni di dipendenti pubblici ”

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