Autore: fabio sebastiani Una legge di stabilità che puzza di bruciato lontano un miglio. I tagli ci sono, ma nascosti da: controlacrisi.org

“Da Renzi la solita alluvione di slides su Legge di bilancio: investimenti pochi, una manciata insufficiente di denari per i contratti del pubblico impiego, scuole paritarie premiate e su sanita’ e pensioni forte e persistente odore di fregatura”. La sintesi ,migliore del profilo, del tutto provvisorio, della legge di bilancio che Renzi ha appena varato, la dà il deputato di Sel Arturo Scotto.

Se provate a fare un giro sul web alla ricerca di giudizi e prese di posizione rimarrete a bocca asciutta. I commentatori più seri stanno aspettando. Tra due settimane ci sarà il pronunciamento dell’Europa, che sarà quasi sicuramente positivo. E intanto bisognerà spulciare tra i numeri per capire non tanto dove Renzi ha preso i soldi, quanto la tenuta effettiva di un castello di carte che si espone di fatto al più flebile refolo.

In realtà questa più che una legge di bilancio sembra un “libro dei sogni”. Il perimetro è quello dei “se con tanti ma”, a partire dai fantasmagorici quattro miliardi che dovrebbero arrivare dalla soppressione di Equitalia, oppure dalla previsione del Pil all’1%, passndo per la voluntary disclosure. Al contrario, non c’è un euro di investimento pubblico. Alle imprese, intanto, vanno regali doppi alle briciole per famiglie e anziani.
Insomma, un’abile presa in giro, che il prossimo anno, quando nei programmi di Renzi ci sarà da incassare il “Sì” alle riforme costituzionali, mostrerà tutte le sue magagne. Del resto, è proprio sulla “propaganda as favore del Sì” che Renzi ha costruito la legge di stabilità.

E comunque i tagli ci sono. La spending review sale da 2,6 miliardi, indicati dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di un’audizione sul Def in Parlamento, a 3,3 miliardi. Si tratta di tagli su beni e servizi. Sono previsti 1,2 miliardi di risparmi nella sanità grazie ad acquisti Consip.

Se ne sono accorti più o meno tutti, a partire dai sindacati che rispediscono al mittente un bilancio che non ha il rinnovo del contratto per i pubblici dipendenti e sulla sanità fa solo finta di incrementare i fondi.
L’Anaao Assomed, su questo, ribadisce la propria insoddisfazione e le preoccupazioni, già espresse insieme con le altre organizzazioni sindacali dei medici e dei dirigenti sanitari del Ssn. Pur rimanendo in attesa di leggere il testo per esprimere una valutazione puntuale, in una nota sottolinea che il conto che, ancora una volta, saranno chiamati a pagare cittadini e medici “rischia, infatti, di essere salato”. “I primi con una ulteriore restrizione dell’accesso alle cure e della tutela pubblica della loro salute, e la beffa di promesse non mantenute, i secondi con un finanziamento contrattuale che intende valorizzare il loro merito professionale al prezzo di qualche decina di euro (lordi, ovviamente). E la stabilizzazione dei precari, annunciata con grandi squilli di tromba, somiglia tanto, anche nel numero, a quella promessa, e non realizzata, dalla Legge di bilancio dello scorso anno”.”Basta prendere in giro i lavoratori pubblici. Nella legge di stabilita’ le risorse per i rinnovi sono del tutto insufficienti. Daremo battaglia per un contratto vero e innovativo”, commentano Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa. “Il Governo promette e non mantiene. Aveva parlato dei 300 milioni come di una ‘cifra simbolica’, ora siamo arrivati a una ‘del tutto insufficiente’. E nel frattempo nessun tavolo di confronto e nessun progetto per professionalita’, produttivita’, innovazione dei servizi”, rincarano i segretari di categoria di Cgil Cisl Uil.
Il 12 novembre Cgil, Cisl e Uil saranno a Roma con la maratona del lavoro pubblico per le vie della citta’. E si dicono pronti “a ogni forma di mobilitazione, fino alla firma di un contratto che investa nelle persone e nella partecipazione dei cittadini al cambiamento dei servizi pubblici per il Paese”.
A parlare di “manovra truffa come il quesito del referendum” sono i gruppi parlamentari del Movimento Cinque Stelle. “E’ una manovra fatta di mancette con soldi che non ha, conditi da un condono mascherato da 2 miliardi di euro, che chiama all’inglese ‘voluntary disclosure’. Su Equitalia e’ solo una promessa, sulla poverta’ taglia quanto promesso e destina solo briciole rispetto a quello che serve veramente per combatterla”, concludono i parlamentari pentastellati.

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