Autore: fabrizio salvatori Caserta, il caso della preside che spedisce d’autorità gli studenti a sostenere una iniziativa anti-abortista. Protestano Cgil e Rete degli studenti da: controlacrisi.org

Lo scorso 4 ottobre la preside dell’istituto superiore di Caserta Galileo Ferraris ha firmato una circolare, poi diffusa in tutta la scuola, in cui si fornivano agli studenti le direttive per partecipare alla marcia contro l’aborto che si sarebbe tenuta qualche giorno dopo. Un fatto sconvolgente, su cui il ministro Giannini non si e’ espresso. Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, e la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi in una nota congiunta chiedono che almeno vi sia un intervento conoscitivo.  “Non solo tale circolare, poi annullata, costringeva gli studenti a presentarsi a questa marcia, ma prevedeva che in caso di assenza presentassero una giustificazione, come si trattasse di parte del percorso formativo”, spiega Manfreda, che sottolinea poi come la comunicazione fatta alle famiglie sia stata “poco definita e molto vaga, come se la scuola non volesse far sapere la reale natura dell’iniziativa”.

“Si tratta di una manovra inaccettabile – si legge nella nota – sia perche’ viola il principio di laicita’ delle istituzioni, sia perche’ sconvolge il tentativo di sfruttare gli studenti in questo modo, obbligandoli a mobilitarsi contro la legge 194, piuttosto che organizzare puntuali e precisi momenti di educazione sessuale per tutte le classi”.
Gianna Fracassi si sofferma in primis sulla “gravita’ del silenzio del ministro Giannini, sia esso dovuto a indifferenza, mancanza di attenzione o, peggio, consenso”, e chiede al dicastero “un intervento conoscitivo per verificare quanto accaduto”. La segretaria confederale della Cgil, oltre a ribadire “il quadro preoccupante legato all’applicazione della legge 194, norma di fatto depotenziata dalla riduzione delle risorse per i consultori e dall’obiezione di coscienza”, sostiene infine “la necessita’ di rafforzare le iniziative volte alla conoscenza e all’educazione sui temi della sessualita’ nelle scuole”.
“Cgil e Rete degli Studenti Medi monitoreranno la situazione negli istituti del nostro Paese, perche’ fatti come questo non possano piu’ verificarsi. Ci muoveremo inoltre – conclude la nota – per una corretta informazione tra gli studenti e il mondo della scuola”.

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