Fonte: agenzia direAutore: redazione Stessa azienda, stesso lavoro, stesso stipendio: la campagna del Nidil Cgil per la parità di trattamento

Stessa azienda, stesso lavoro, stesso stipendio. La parita’ di trattamento e’ un diritto, anche quando si parla di premi di risultato aziendali. E’ stata lanciata in queste ore la seconda parte della campagna di Nidil Cgil nazionale sul diritto alla “Parita’ di trattamento” nei luoghi di lavoro.
Questa volta, il sindacato che organizza lavoratori atipici e in somministrazione punta l’attenzione sulla disparita’ riscontrata nel mondo del lavoro quando si parla di premi di produzione e di risultato. Una parte variabile del salario che vede ancora oggi forti e ingiuste discriminazioni per i lavoratori in somministrazione. Sull’onda del successo registrato dal primo video lanciato in rete lo scorso aprile, diventato virale e condiviso centinaia di volte, ecco arrivare una nuova versione che punta a sensibilizzare il mondo del lavoro sulla parita’ di trattamento nell’elargizione dei premi di risultato (i video sono visibili sul sito e sulla pagina Facebook NidilCgil qui). Se nel primo video animato i protagonisti erano due lavoratori che lamentavano una differenza di trattamento economico, dovuta a scorretto inquadramento, in busta paga a fine mese, impiegati uno direttamente dall’azienda e l’altro attraverso un’agenzia per i lavoro, nell’ultimo video si vedono due lavoratrici donne che rappresentano un’altra,
ingiusta, disparita’ da correggere. A un primo sguardo, infatti, le due protagoniste del nuovo video sembrano uguali in tutto e per tutto. Dal percorso formativo che le porta a varcare la soglia del mondo del lavoro fino all’assegnazione di qualifiche e mansioni.Identiche, dicevamo, ma fino ad un certo punto. Quando si tratta di ricevere il “premio di risultato”, per una – quella assunta direttamente dall’azienda, sono gioie, mentre per l’altra – assunta tramite agenzia, possono essere dolori. “E’ un trattamento iniquo e ingiusto: le due lavoratrici hanno diritto alla parita’ di trattamento anche quando viene corrisposto il premio di risultato”, spiegano da Nidil in occasione del lancio della seconda parte della campagna. La trilateralita’ del rapporto di lavoro presente nella
somministrazione (dipendente-azienda utilizzatrice-agenzia) rischia di essere un perimetro che comprime i diritti. “Si persegue cosi’ una riduzione dei costi in cui in molti casi le aziende utilizzatrici e le agenzie di somministrazione eludono il diritto alla parita’ di trattamento attraverso un inquadramento scorretto e il mancato pagamento dei premi di risultato e di produttivita’”, spiega Claudio Treves, segretario generale Nidil, sottolineando come il sindacato degli atipici stia portando avanti “sia sul piano vertenziale, sia su quello politico sindacale l’obiettivo della parita’ di retribuzione. Un versante fondamentale per ottenere la parita’ di trattamento”

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: