Fonte: agenzia direAutore: redazione Lavoro, la parità di genere è un miraggio. Lo dice l’Ilo

Un tasso di attivita’ lavorativa che non va oltre il 50% (contro il 77% degli uomini) e una percentuale di lavoro precario che supera il 46%. Sono dati elaborati dall’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) sul lavoro femminile nel mondo, illustrati oggi durante un evento della Phyrtual innovation week, organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale e dalla Palestra dell’Innovazione.
Secondo lo studio, le probabilita’ che nelle imprese piu’ grandi ci sia una donna alla guida e’ molto bassa (le amministratrici non superano il 5% del totale). Anche sul fronte guadagni la parita’ e’ ancora lontana: per lo stesso impiego le donne guadagnano in media il 77% di quello che prendono gli uomini e occupano ben 26 ore a settimana in faccende domestiche e attivita’ di cura non retribuite (solo 9 gli uomini). Di questo passo, secondo il World economic Forum, ci vorranno oltre 100 anni per raggiungere la piena parita’ di genere sul lavoro.
A questo proposito, la Fondazione mondo digitale ha lanciato Women in Technology (Wit), progetto biennale in collaborazione con la Costa crociere foundation. Centocinquanta studentesse di 3 regioni italiane – Calabria, Campania e Sicilia – che riceveranno un sostegno imprenditoriale nel settore delle tecnologie, per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro in tre territori italiani dove la condizione delle giovani donne e’ particolarmente critica.”Solo nel nostro Paese- ha detto all’agenzia Dire, il direttore generale della fondazione Mondo digitale, Mirta Michilli- se ci fosse una vera parita’ di genere nel mondo del lavoro il Pil crescerebbe del 15%. È molto importante che le giovani studentesse sappiano dove ci sono delle opportunita’ e sappiano coglierle. Ad oggi c’e’ ancora una poca conoscenza delle occasioni in questo settore anche perche’ mancano modelli positivi”.
“In tutta Italia, un italiano su tre non va su internet- ha aggiunto l’assessore alla Roma semplice Flavia Marzano- deduco quindi che anche una donna su tre non lo faccia. In piu’ le donne che a livello nazionale fanno una scelta verso facolta’ scientifiche sono pochissime. Interventi come quelli della Fondazione Mondo Digitale vanno in questa direzione, aiutare le ragazze a capire che le tecnologie non sono da nerd ma da geek, da appassionati”.

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