Smuraglia alla stampa: “La nostra campagna referendaria sarà tutta sul merito. E il 25 novembre grande iniziativa nazionale a Roma”

1 Ottobre 2016

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3 Ottobre Gionata della Memoria migranti

MISERIE DEL NOSTRO TEMPO

Mani incagliate nel filo sottile dell’ipocrisia
teso in silenzio
mani ruvide dal lavoro bagnate di tristezza
che cercano altre mani
che arrivano con un verme nella mela
…solo una scheggia di luce
su ombre di mani calpestate

e il domani deve ancora arrivare
con pensieri di pietra
di chi non ha bevuto mai il sapore d’un dolore

ma quali aiuti
per chi indossa la miseria
che non vuol essere sfamata

quali aiuti per quelle mani
stanche di battere i loro petti

quali aiuti per quei pensieri di corolle
che non riescono a sbocciare

per ora solo i raggi del sole
arrivano ovunque

Baldo Brunoth-2 th



MISERIE DEL NOSTRO TEMPO

Mani incagliate nel filo sottile dell'ipocrisia
teso in silenzio
mani ruvide dal lavoro bagnate di tristezza
che cercano altre mani
che arrivano con un verme nella mela
...solo una scheggia di luce 
su ombre di mani calpestate

e il domani deve ancora arrivare
con pensieri di pietra
di chi non ha bevuto mai il sapore d'un dolore

ma quali aiuti
per chi indossa la miseria
che non vuol essere sfamata

quali aiuti per quelle mani
stanche di battere i loro petti

quali aiuti per quei pensieri di corolle
che non riescono a sbocciare

per ora solo i raggi del sole 
arrivano ovunque

Baldo Bruno
MISERIE DEL NOSTRO TEMPO Mani incagliate nel filo sottile dell'ipocrisia teso in silenzio mani ruvide dal lavoro bagnate di tristezza che cercano altre mani che arrivano con un verme nella mela ...solo una scheggia di luce su ombre di mani calpestate e il domani deve ancora arrivare con pensieri di pietra di chi non ha bevuto mai il sapore d'un dolore ma quali aiuti per chi indossa la miseria che non vuol essere sfamata quali aiuti per quelle mani stanche di battere i loro petti quali aiuti per quei pensieri di corolle che non riescono a sbocciare per ora solo i raggi del sole arrivano ovunque Baldo Bruno

Fonte: il manifestoAutore: Rachele Gonnelli In Polonia sciopero generale delle donne

Sciopero generale delle donne, domani in Polonia, quasi una prima assoluta: perché l’astensione tanto i compiti di riproduzione, quanto quelli di produzione. Non porteranno i bambini a scuola, non faranno la spesa, non caricheranno lavatrici, l’indicazione è: «state con i vostri figli, donate il sangue, fatevi portare il caffé a letto». Una protesta simile fu tentata nel 1975 nella lontana e progredita Islanda, e paralizzò il paese dei geyser. Ora ci proveranno le polacche, come estrema forma di rivolta dopo che ieri- e già una settimana fa – sono scese in piazza in massa, vestite di nero, a Varsavia, sempre per protestare contro la proposta di legge oscurantista sull’aborto che proprio domani dovrebbe andare in discussione in Parlamento.La legge polacca, risultato di un compromesso tra Chiesa e Stato risalente al 1993, vieta l’interruzione volontaria di gravidanza, eccetto che in caso di stupro, incesto, gravissime malformazioni del feto e seri rischi per la vita della madre entro la 12esima settimana di gestazione.

La proposta depositata nella primavera scorsa in Parlamento su iniziativa del movimento fondamentalista cattolico pro-life Ordo Iuris con l’appoggio delle forze della destra mira a stralciare anche queste poche eccezioni, portando il divieto in un assoluto cosmico degno della gnosi trascendentale, comunque in uno spazio non abitato da corpi. Una proposta di legge concorrente in direzione di una regolamentazione meno restrittiva è stata boicottata, mentre questa oltranzista prosegue il suo iter.

E così le donne hanno deciso di indossare abiti da guerriere punk, a cominciare dal video che ha iniziato a circolare sui social nell’aprile scorso realizzato dalla attivista Angela Cekin. Perciò l’hashtag della protesta davanti al Parlamento è BlackProtest e sempre perciò le decine di migliaia di partecipanti, così come le attrici e opinioniste che sono comparse nei talk show in tv, erano vestite di nero.

Dai filmati della televisione Tvn24, la piazza di Varsavia che ospitava la manifestazione di ieri era stracolma di gente, in maggioranza donne di tutte le età. «Vogliamo amare, non morire», «Stop ai fanatici della destra», «Ogni donna deve avere il diritto di scegliere», alcuni degli slogan scritti sui cartelli. O anche: «Girls just have rights». «Il Pis (il partito conservatore Diritto e giustizia del leader Jaroslaw Kaczynski che detiene la maggioranza assoluta in Parlamento, ndr) tiene in poco conto le opinioni dei cittadini. Questi fanatici devono essere fermati», ha gridato al microfono Barbara Nowacka, del gruppo di organizzatori della manifestazione, «Iniziativa polacca», come si leggeva sullo striscione su fondo rosso che campeggiava sul palco.

La battaglia dei numeri sulla partecipazione è intanto più surreale del solito. Secondo il portavoce della polizia di Varsavia le manifestanti in piazza ieri non erano più di 5mila, addirittura 3mila a sentire il portavoce del municipio. Mentre dalle panoramiche aeree sembra più probabile che questi numeri debbano moltiplicarsi almeno per dieci. E comunque la proposta di legge di iniziativa popolare «Save Women» – che poi è stata insabbiata al Sejm, la Camera bassa – aveva raccolto oltre 250 mila firme.

Il numero degli aborti legali in Polonia finora ha oscillato, in base alla legge del ’93, tra i 600 e i mille all’anno, una delle cifre più basse d’Europa. Ma le organizzazioni femministe stimano gli aborti effettivamente praticati dalle donne polacche tra i 100 e i 150 mila l’anno: praticati o clandestinamente in patria o privatamente all’estero, specialmente in cliniche slovacche, ceche, austriache e tedesche.

Nella legge proposta da Ordo Iuris, e che i conservatori minacciano di approvare, per aver abortito una donna rischia fino a cinque anni di detenzione.

Lo scorso giugno per far arrivare pillole abortive in Polonia le attiviste estere hanno utilizzato persino un drone. Ora una ong olandese si dice pronta a inviare una nave-clinica a largo di Danzica.

SEGUI SUL MANIFESTO

Autore: fabrizio salvatori Colombia, oggi il referendum confermativo degli accordi di pace. Le testimonianze (audio) dei colombiani in Italia. L’appello di appoggio “alla soluzione politica del conflitto” da: controlacrisi.org

 

Appena archiviato l’accordo di pace con i guerriglieri delle Farc (domenica 2 ottobre ci sarà il referendum confermativo), si apre in Colombia la partita delle trattative con l’altro gruppo della guerriglia, l’Esercito di liberazione nazionale. Intanto è partito un appello italiano, che pubblichiamo qui di seguito, che appoggia “il processo di pace e la soluzione politica del conflitto armato”. Conflitto che in cinquant’anni ha provocato più di 200mila morti, senza contare alcune decine di migliaia di scomparsi.
Radioredonda ha raccolto le testimonianze (qui audio) dei colombiani in Italia (Anna Camposanpiero, Miriam Camarillo e Patrizia Tavarez).
Anna Camposanpiero: “Siamo tutti consapevoli che è una pace neoliberista. Gli accordi commerciali con l’Ue prevedono il rispetto dei diritti umani. C’è però molta speranza nel paese. Molti sanno che non bisogna lasciare che la pace sia solo di Santos che è il braccio destro di Uribe”.Noi firmatari uniamo le nostre volontà nell’impegno di contribuire ad una soluzione politica al conflitto che da oltre cinquant’anni affligge il popolo Colombiano.
Coscienti che la pace con giustizia sociale, dignità e sovranità per la Colombia è un tema d’importanza strategica per tutta l’umanità, che è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica assieme al maggior numero di parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ai leader e militanti delle organizzazioni di volontariato, delle organizzazioni sindacali, di tutte le confessioni religiose per appoggiare il processo di pace ed il post-conflitto.
Ci uniamo a quanti nel mondo vogliono una chiara vittoria del SI’ al referendum che si svolgerà il 2 ottobre in Colombia sull’ accordo di pace tra il governo Colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC-EP) sottoscritto all’ Avana Cuba il 26-9-2016.
Dichiariamo il nostro appoggio al processo di pace e alla soluzione politica del conflitto armato, che in 50 anni ha provocato 220.0000 morti, 25.000 scomparsi, oltre 6 milioni di rifugiati interni ed oltre 400.000 esuli.
Appoggiamo la campagna che realizza il Foro Internazionale delle Vittime, in Colombia e in oltre 20 Paesi, per unire i familiari di tutte le vittime, nella costruzione della pace, nella ricostruzione della memoria storica del conflitto e per ottenere una giusta compensazione per i danni subiti.
Per la pace con giustizia sociale in Colombia e nel mondo.

Primi firmatari:Zanotelli Alex, Missionario comboniano.
Agnoletto Vittorio, medico, già parlamentare europeo, prof. Università degli Studi di Milano
Basso Piero, Costituzione e Beni Comuni
Biacchessi Daniele, giornalista, scrittore, autore di cinema e di teatro di impegno civile
Camposampiero Anna, Resp. Esteri Federazione Milano PRC-SE
Ceriani Jorge, Casa del Popolo Torpignattara
Consolo Marco, analista internazionale
Del Roio Jose Luíz, già parlamentare
Ferrero Paolo, Segretario Nazionale PRC-SE
Gesualdi Franco, coordinatore Centro Nuovo Modello di Sviluppo.
Giudici Roberto, Fiom Milano
Grandi Cristina, Radio Redonda
Iacovino Luciano, Ass. La Villetta per Cuba
Limonta Paolo, maestro elementare e Consigliere Comunale a Milano
Mantovani Ramon, già parlamentare
Marcelli Fabio, Associazione Internazionale Giuristi Democratici
Meriggi Maria Grazia, professoressa di storia, Università di Bergamo
Molinari Emilio, Contratto Mondiale per l’acqua
Muhlbauer Luciano
Notarianni Maso, giornalista
Pesce Tiziana
Piccardi Silvano, attore e regista
Pisa Gianmarco, Istituto Italiano di Ricerca per la Pace
Rizzo Basilio, Consigliere Comunale a Milano
Russo Spena Giovanni, già parlamentare
Somoza Alfredo Luis, presidente ICEI
Torelli Massimo, L’altra Europa con Tsipras
Zanchetta Aldo, Presidente Fondazione Neno Zanchetta

Associazione Pisorno
GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)
Gruppo Argentini per la Verità Memoria e Giustizia
Collettivo Beli
Comitato Immigrati in Italia (CII)
Rete Caracas ChiAma

Autore: fabrizio salvatori Migranti, il 3 ottobre Giornata nazionale della memoria. A Lampedusa duecento studenti europei condividono i temi dell’integrazione da: controlacrisi.org

Dalle simulazioni di soccorso, al traffico di esseri umani, dall’etica della comunicazione, ai corridoi umanitari, ai diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Sono alcuni dei temi che stanno affrontando da ieri pomeriggio gli studenti arrivati a Lampedusa da tutta Italia e dall’Europa. Più di 200 alunni, accompagnati dai loro insegnanti, si stanno confrontando concretamente con i “colleghi” dell’isola sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione. È il progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

Gli studenti parteciperanno a workshop, laboratori, seminari, ascolteranno testimonianze e assisteranno a proiezioni video in un luogo simbolo dell’accoglienza, Lampedusa. E lo faranno in occasione di una ricorrenza significativa: il 3 ottobre di tre anni fa al largo dell’isola persero la vita 368 migranti.Per gli studenti si tratta di un’occasione di apprendimento formale e informale che si concluderà con le celebrazioni per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, il 3 ottobre, appunto.

“L’Europa inizia a Lampedusa” è un progetto biennale finanziato con il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) tramite il Ministero dell’Interno (autorità responsabile per la gestione di questo fondo). Il progetto è stato pensato per sensibilizzare e informare gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado con dei percorsi didattici mirati e approfonditi.

Nel corso della Giornata nazionale del 3 ottobre sarà siglato un accordo tra il Miur, il Comune di Lampedusa e Linosa e il Comitato 3 Ottobre, per istituire la sezione “giovani” del Museo della Fiducia e del Dialogo che ha sede nell’isola.

Le attività svolte dagli studenti a Lampedusa sono organizzate con il supporto di organizzazioni nazionali e internazionali che collaborano con il Comitato 3 Ottobre e con il contributo del Prix Italia della Rai, ospite dell’isola negli stessi giorni.

Il progetto proseguirà nel corso dell’anno scolastico e sarà rafforzato anche con un concorso per le scuole – italiane ed europee – che andrà a raccogliere e selezionare le opere che saranno sin da ora prodotte per il Museo della Fiducia e del Dialogo e servirà a individuare i partecipanti all’evento del 2017.