Una parte del discorso del presidente Sandro Pertini del 31 dicembre 1979

Noi non siamo Sandro Pertini ma vogliamo difendere la Costituzione quindi facciamo nostro il discorso di Pertini e ci rivolgiamo alle ragazze e ragazzi: Difendete la Costituzione, la Pace e la Democrazia
sandro_pertini_3 locandina-evento

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale, amici che mi ascoltate, stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza, Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. Ma dobbiamo difenderla anche dalla corruzione. La corruzione è unA NEMICA della Repubblica. E I corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti. E l’esempio, soprattutto, in questo deve darlo la classe dirigente, ed in primo luogo, naturalmente, chi vi parla in questo momento.

Ecco perchè noi dobbiamo e vogliamo difendere la Repubblica. La vogliamo difendere, ripeto, per non perdere, perchè il nostro popolo non sia ricacciato indietro di 50 anni, vogliamo difenderla la Repubblica perchè non vogliamo che i nostri giovani debbano conoscere l’amara esperienza che abbiamo conosciuto noi.

Io credo nella nostra gioventù, a differenza di molti anziani che in questo momento mi ascoltano. La stragrande maggioranza della nostra giovenTU’ è politicamente e moralmente sana. Vedete, amici miei, io ho instaurato al Quirinale lo stesso metodo che avevo instaurato alla Camera dei Deputati quando ne ero Presidente. Cioè io ricevo qui al Quirinale scolaresche; giovani ne ho già ricevuti – in questi mesi E in questi anni che sono qui alla Presidenza della Repubblica – diciotto mila studenti, di tutte le classi e di tutte le Regioni.

Ebbene da questi giovani io mi sono sempre sentito e mi sento porre delle domande molto serie. Non faccio loro dei discorsi, intreccio con loro una conversazione, un dialogo, come fossimo antichi amici, e ci riesco sempre. Ed allorA ECCO perchè io mi sono persuaso che la nostra gioventù è molto sana. E’ vero sono giovani, non possono avere la mentalità degli anziani, ed è un errore grave che compiono gli anziani, siano essi genitori o educatori, di voler imporre ai giovani la loro mentalità di anziani. E quindi scavano un solco fra essi e i giovani. Io valico questo solCO E vado INCONTRO AI GIOVANI COMPRENDENDO LA LORO MEntalità di giovani, che è stata la mia mentalità quando giovane ero come loro.

E mi avvicino a loro senza alcuna presunzione, senza alcuna arroganza, come fossi un loro amico da tanto tempo. E dico ai giovani questo: giovani, vedete,voi avete le vostre speranze, le vostre visioni, voi avete un animo puro, noi invece abbiamo la nostra esperienza. E dovete credermi, giovani, se io vi dico che questa nostra esperienza è tessuta di molti sacrifici e di molte rinunce. Abbiamo pagato anche per voi giovani, perchè voi foste veramente liberi.

Bene, io vi dico: camminiamo di conserva, fianco a fianco, camminiamo insieme, voi con LE vostrE visioni, noi con la nostra esperienza. Cerchiamo di camminare insieme sul sentiero della vita. E Finchè, vedete, un alito di vita mi animerà, io sarò al vostro fianco, giovani che mi ascoltate, per aiutarvi a rimuovere dal vostro cammino gli ostacoli che incontrerete, onde voi possiate percorrerlo con passo fermo e sicuro.

Io voglio sottoporre umilmente, senza presunzione come è mio costume, vi voglio sottoporre una mia, alla vostra meditazione giovani che mi ascoltate, una mia esperienza.

Vedete, quando IO ero giovane come voi e mi trovavo in una nuda cella dell’ergastolo di Santo Stefano, e giorno per giorno vedevo sfiorire la mia giovinezza, e con la mia giovinezza i sogni più belli che il cuore di un giovane può tessere, nonostante questo, giovani che mi ascoltate, io mi sentivo fiero e orgoglioso, perchè quella nuda cella era illuminata dalla luce che si irradiava dalla mia fede politica.

Giovani, se voi volete vivere la vostra vita degnamente, fieramente, nella buona e nella cattiva sorte, fate che la vostra vita sia illuminata dalla luce di una nobile idea. Scegliete voi, liberamente, senza lasciarvi suggestionare da qualcuno. Fate voi la vostra scelta, purchè questo presupponga, però, il principio di libertà, altrimenti dovrete respingerla, per la vostra salvezza.

Oh, è vero, giovani, le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l’ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri.

Vedete, giovani, io alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie. Fate quindi la vostra scelta, e sia una scelta di libertà, giovani che mi ascoltate.

Ebbene, è con questo animo che io mi rivolgo ai nostri giovani, perchè in loro credo. E se non credessi, oh anziani che mi ascoltate, genitori ed educatori, se io non credessi nella nostra gioventù, dovrei dispErare dell’avvenire della Patria, perchè non lo rappresentiamo più noi questo avvenire, lo rappresentano i giovani che Mi ascoltano. E quindi io penso al loro domani. E vorrei che fosse un domani di tranquillità e di serenità per la nostra gioventù.

Eppure questo domani, non dobbiamo nasconderlo, è minacciato da pericoli di guerra. Sì, si vanno oggi tessendo trattati, si vanno stabilendo, si dice, degli equilibri fRA le due grandi potenze sulle armi, per quanto riguarda le armi nucleari. Ma GLI equilibri, LO STA a dimostrare la storia, non sono mai stati duraturi. Basta un atto di follia di qualcuno, basta un errore di calcolo, che questi equilibri finiscono per crollare.

Ebbene, se questo avvenisse, come io temo possa avvenire, perchè la pace è molto fragile, e gli ultimi avvenimenti internazionali stanno a provare il fondamento di questa mia affermazione, la pace è molto fragile. E se per dannata ipotesi la guerra dovesse esplodere sarebbe la fine dell’umanità intera, del nostro Pianeta.

Se i popoli della terra, coralmente, potessero esprimersi, al di sopra di ogni differenza ideoloGIca, politica, di ogni razza, al di sopra di ogni credo, e di ogni differenza di credo religioso, tutti i popoli della terra si pronuncerebbero per la pace contro la guerra.

Orbene, chi rappresenta questi popoli, chi detiene nelle loro mani i destini di questi popoli, deve raccogliere questa loro volontà e fare in modo che la pace veramente sia duratura. Si spendono miliardi per costruire ordigni di guerra, che se per dannata ipotesi, ripeto, fossero usati sarebbe la fine dell’umanità intera del nostro PiaNETA.

E mentre si Spendono miliardi per costruire ORdigni di morte,vi sono migliaia e migliaia di creature umane che nel mondo stanno morendo di fame. Nel 1979, amici che mi ascoltate, sono morti nel mondo 18 milioni di bambini per denutrizione.

Questa strage di innocenti pesa come una severa condanna sulla coscienza degli uomini di Stato e, quindi, anche sulla mia coscienza.

Io ripeto qui quello che vi ho detto l’anno scorso facendovi il mio saluto augurale: si svuotino gli arsenali, si colmino i granai.

Con questo auspicio io formulo per voi, cari amici, i PIU’ FERvidi auguri. Non dobbiamo disperare. Vedrete che riusciremo ad uscire da questo tunnel della violenza, della disoccupazione, della recessione economica Perchè io credo nel popolo italiano. Noi talvolta bramiamo autodenigrarci. Ma, vedete, cari amici, l’altro giorno io ho ricevuto il Corpo DiplomatIco. E tutti i diplomatici che rappresentano il loro Paese qui in Italia, tutti hanno fatto gli elogi degli italiani che lavorano nei loro Paesi, per l’intelligenza dei nostri connazionali, per la laborìosità ed anche per l’onestà.

Io ricordo che nel viaggio che ho fatto in Germania, ebbi l’occasione di visitare gli Stabilimenti MAN. Ebbene, il direttore generale di quegli stabilimenti ebbe a dirmi questo: “Vede, Presidente, se per caso, improvvisamente, ci dovesse mancare l’opera dei suoi 800 connazionali operai specializzati che lavorano qui, non dico che dovremmo chiudere lo stabilimento, questo sarebbe esagerato, ma ci troveremmo in una seria difficoltà, perchè questi suoi connazionali sono veramente degli operai ammirevoli, noi non ne possiamo fare a meno”.

Dunque vedete che sono gli stranieri ad apprezzarci. Talvolta noi, ripeto, ci disistiMiamo. Io ho quindi ragione di credere nel popolo italiano, un popolo che ha saputo superare situazioni ben più difficili di questa. E saprà superare anche questa situazOne.

Ed allora è al popolo italiano che io mi rivolgo in questo momento. E mi rivolgo esprimendo la mia ammirazione, la mia riconoscenza e l’augurio più fervido. Vedrete che ce la faremo, amici miei, ad uscire da questa situazione.

Ce lA faremo, state certi.

Buon anno amici miei.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: