Smuraglia: “Civile il confronto con Matteo Renzi, ma registro con rammarico e un po’ di indignazione la caduta di stile sulla distinzione tra partigiani del SÌ e del NO” da:anpi.it

16 Settembre 2016

Il commento del Presidente nazionale ANPI per il nostro sito

Devo dire, prima di tutto, che ho trovato alla Festa dell’Unità una accoglienza cordiale e calorosa da parte di tutta la dirigenza del Partito Democratico e particolarmente affettuosa da parte di moltissimi presenti alla Festa (anche da parte di alcuni che si dichiaravano apertamente per il “sì”).

Dopo di che, ritengo che sia stata una serata importante, con un confronto paritario tra il Segretario del PD e il Presidente dell’ANPI (quell’ANPI che alcuni pretenderebbero di considerare ormai estinto).

Ho insistito molto, nel dibattito, sul merito delle riforme (riforma del Senato e legge elettorale) e sul ruolo dell’ANPI. Renzi ha preferito parlare più volte di politica e dei meriti del Governo, anche per riscaldare i suoi fan, peraltro già di per sé agguerriti. Ma alla fine, tutto è stato civile, anche da parte della appassionata (e diversificata) platea; e spero davvero che alcuni dati sulle riforme siano apparsi con chiarezza ed evidenza a tutto l’uditorio come una corretta e composta informazione.

Ho registrato solo, con rammarico e con un po’ di intima indignazione, una caduta di stile e precisamente il riferimento del Segretario del Partito Democratico ai partigiani che votano “sì”, indicati – alcuni – anche nominativamente e segnalati per l’applauso che, ovviamente, c’è stato. Avevo detto poco prima che certamente c’è qualcuno per il “sì” anche nell’ANPI, ma che i dati del Congresso dimostrano che si tratta di una esigua minoranza, a cui è stato riconosciuto il pieno diritto di dissentire, con l’invito, peraltro, a non fare atti clamorosamente contrastanti con la linea approvata dal Congresso; ed avevo assicurato che non vi sono state e non vi saranno limitazioni alla libertà di pensiero e, a maggior ragione, nessuna misura disciplinare per la minoranza. A questo punto, riproporre la stantia distinzione tra partigiani “veri” (quelli che votano “sì”) e partigiani meno meritevoli e meno veri (a cominciare da me) per il solo fatto che votano “no”, è stato di cattivo gusto ed ha irritato molti degli iscritti all’ANPI presenti (non solo i vecchi partigiani ma anche i giovani e meno giovani iscritti). Ero stato tentato di reagire vivacemente sul palco, ma ho preferito evitare di eccitare gli animi, consentendo così che la manifestazione si concludesse serenamente, restando un esempio di confronto civile per tutta la campagna referendaria in corso.

Carlo Smuraglia

Milano, 16 settembre 2016

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: