Autore: fabrizio salvatori Picchetto di Piacenza, Cgil: “La morte di un operaio durante una manifestazione sindacale è un fatto grave e inaccettabile” da: controlacrisi.org

“La morte di un operaio durante una manifestazione sindacale è un fatto grave e inaccettabile”. E’ quanto esprime la Cgil in merito ai fatti di Piacenza dove ieri un operaio è stato travolto e ucciso da un camion all’uscita di un’azienda di logistica.“La Cgil – prosegue la nota – non solo esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia e ai compagni di lavoro, ma chiede con forza di fare luce sulle cause e le responsabilità di quanto è accaduto, che non può essere considerato tragica fatalità”.

“Non è ammissibile, infatti, – sottolinea il sindacato di Corso d’Italia – che si possa perdere la vita per difendere il proprio lavoro e i propri diritti. Quanto accaduto non doveva accadere e non si deve verificare mai più”. “La Cgil e le sue categorie – conclude la
nota – da tempo denunciano e contrastano quanto avviene in un settore teoricamente strategico come la logistica, che nei fatti, troppo spesso, è caratterizzato da sfruttamento, disapplicazione dei contratti, lesione dei diritti e della dignità del lavoro”.

In risposta al grave fatto di ieri ha provocato la reazione spontanea di molti lavoratori in Lombardia: scioperi in molte aziende
metalmeccaniche di Legnano, Brescia e Mantova. La Fiom Cgil della Lombardia in una nota. “Abdelsselem aveva un contratto stabile e si batteva per fare assumere colleghi precari. Si tratta – dice Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia – di un episodio di gravità estrema, che oltre a farci indignare, dovrebbe fare intervenire le maggiori cariche dello Stato per mettere in evidenza le condizioni in cui molti lavoratori sono costretti a lavorare e lottare per i diritti minimi. In attesa che gli organi competenti accertino le responsabilità soggettive e chiariscano la dinamica dell’accaduto, come Fiom ribadiamo il nostro convincimento per cui a un arretramento in termini di salari e di diritti per lavoratori e lavoratrici, coincide sempre un abbassamento dell’asticella delle condizioni di uguaglianza e un passo indietro nei termini di sicurezza nelle manifestazioni sindacali e nel mondo del lavoro”.

La Filt Cgil della Lombardia in una nota ricorda che da anni vengono denunciate le condizioni di un settore in cui illegalità e logica del massimo profitto costringono i lavoratori a condizioni di lavoro inammissibili per un paese moderno.

Uno stato della Logistica che ha delle responsabilità in capo alle aziende, che consentono appalti e subappalti scaricando i costi
unicamente sul Lavoro e sulla sicurezza dei lavoratori, e delle istituzioni assenti nel presidio del territorio e della legalità.

La Filt Cgil Lombardia si è impegnata in ogni luogo della Logistica per iniziative di mobilitazione in solidarietà alla famiglia del lavoratore ucciso, per chiedere verità su quanto accaduto e un serio e forte impegno delle istituzioni per ripristinare nel settore le condizioni di legalità e civiltà. Nei prossimi giorni verrà costruito assieme alle altre organizzazioni confederali uno sciopero
regionale del settore ed un immediato incontro alla Regione Lombardia e alle Prefetture sullo stato della Logistica della regione.

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