Autore: fabrizio salvatori Il 21 ottobre sarà sciopero generale. “Il No Sociale” al referendum costituzionale. Lo firmano Usb,Usi e Unicobas da: controlacrisi.org

 

USB ha rinviato lo sciopero generale già indetto per il 23 settembre al 21 ottobre 2016. Uno sciopero generale che, costruito su una piattaforma rivendicativa generale, “assume giorno dopo giorno anche una forte valenza contro le politiche del governo Renzi”, come si legge in una nota.

Lo sciopero generale e’ indetto:

  • per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale;
  • contro le politiche economiche e sociali del governo Renzi dettate dall’Unione Europea;
  • per la difesa e l’attuazione della Costituzione e il NO alle modifiche proposte dal governo;
  • contro l’attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l’abolizione dell’art.18, il contratto a “tutele crescenti”, la precarietà sul lavoro, l’attacco al potere d’acquisto dei salari e al Contratto nazionale;
  • per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l’aumento di salari e pensioni, per il reddito per tutti, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e per la sicurezza sul lavoro;
  • contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione del paese, le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche per il paese;
  • per la scuola e la sanità pubblica e il diritto all’abitare;
  • contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno – contratto di lavoro per garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dalla nazionalità;
  • per un fisco giusto senza condoni agli evasori;
  • per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l’accordo del 10 gennaio 2014.

In sintesi l’obiettivo è promuovere la protesta del mondo del lavoro contro le politiche del governo Renzi “dettate dall’Unione Europea in materia di mercato del lavoro, contratti, pensioni, privatizzazione dei servizi, interventi militari di guerra e di unirla alla contestazione delle controriforma costituzionale”.
Un No sociale al Referendum costituzionale “che vorremmo fosse condiviso da una molteplicità di soggetti sindacali e sociali”.
Lo sciopero generale è indetto anche da Unicobas e USI e la sua preparazione e gestione è aperta a tutte quelle forze sindacali e sociali “che condividono l’urgenza di una forte risposta generale al Governo Renzi”.

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