Autore: fabio sebastiani Editoria, dopo la stagione delle scalate e delle fusioni ecco l’arrivo delle ristrutturazioni. A rimetterci sono i giornali locali. E la legge di riforma? da:controlacrisi.org

Dovrebbe arrivare in aula il 13 settembre al Senato la legge di riforma dell’editoria. Una legge, a quanto sembra di capire leggendo le cronache di queste settimane, nata “già vecchia”, e sicuramente non adeguata rispetto a quello che sta intanto accadendo nel settore con decine di licenziamenti tra i giornalisti, numerosissime chiusure di edicole, e cronica mancanza di una politica che incentivi la lettura.

Dopo l’annuncio dei licenziamenti in due giornali locali, Il Giornale di Sicilia e “La Provincia Quotidiano”, sono ancora i quotidiani territoriali ad essere nel mirino degil imprenditori del settore. Si tratta di una nicchia di mercato, quella dei fogli locali, vitale per il mantenimento di un minimo di interesse per la carta stampata. Eppure questo non sembra essere motivo di interesse per alcuni big come Caltagirone e De Benedetti. Il primo, che volta le spalle ad un accordo sindacale da lui stesso sottoscritto con il sindacato dei giornalisti, a pochi mesi dal colpo di mano contro i poligrafici che con un colpo di mano si sono ritrovati il loro contratto nazionale “trasmigrato” al commercio.

Il Gazzettino sarà in sciopero per due giorni e così pure altri due giornali legati a Finegil.L’Espresso: Il Centro/Pescara, e “Lacittà di Salerno”. Ma andiamo con ordine, il Cdr del Gazzettino accusa Caltagirone di non rispettare gli impegni ed ha trovato il pieno sostegno della Fnsi.
“Care colleghe, cari colleghi, sapete com’è considerata la redazione di Padova per il nostro editore Caltagirone? – si legge in un comunicato piuttosto aggressivo da parte dei giornalisti -. Marginale. Sapete come definisce il nostro editore Caltagirone le assunzioni previste dagli accordi controfirmati anche in sede ministeriale? Criminali. Sapete, per il nostro editore Caltagirone, dopo anni di sacrifici – gli ultimi due persino umilianti – sopportati dalle redazioni, cosa ci prospetta? Un’altra ristrutturazione. Chiusura di redazioni. Licenziamenti. E’ lo scenario che ci è stato annunciato questa mattina dall’amministratore delegato al tavolo sindacale, tavolo che il cdr ha abbandonato. Ancora una volta i “conti in rosso” sono colpa della crisi globale, dell’economia brutta e cattiva, e non di un’impostazione aziendale appiattita su una mera politica di tagli dei costi, di assoluta assenza strategica, di colpevole mancanza di investimenti. Sapete cosa è successo in dieci anni di gestione Caltagirone? Come un moderno colonizzatore ha dimezzato l’organico, spolpato il patrimonio immobiliare, fatto sparire da territori strategici il giornale, utilizzato i soldi pubblici per due stati di crisi ai quali non è seguito alcun piano di rilancio. E noi giornalisti invece di essere sudditi riconoscenti addirittura ci permettiamo di chiedere una cosa banalissima, scontata, per lo meno fra gentiluomini: il rispetto dei patti, il rispetto degli impegni, il rispetto delle regole”.
E’ questa l’aria che si respira nelle redazioni. E il comunicato del Cdr rende in pieno la realtà dei fatti.Non va poi molto meglio con il “più democratico” De Benedetti visto che Finegil cede Il Centro di Pescara e La Città di Salerno ad un gruppo di imprenditori non certo paragonabili alla forza del suo gruppo editoriale. Anche qui : due giorni di sciopero in tutte le testate del gruppo. La Fnsi ai giornalisti: “Non siete soli”.
La nuova editrice de “il Centro” farà capo agli imprenditori Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Alberto Leonardis e Luigi Palmerini; la nuova editrice de “la Città di Salerno” farà invece capo alla società So.Ge.P.Im S.r.l., holding della famiglia Lombardi-Scarlato. Quello che è più assurdo è che la “cessione”, che a breve potrebbe equivalere a una profonda ristrutturazione, viene giustificata con “i rigori dell legge”. “Le operazioni – spiega una nota del Gruppo Espresso – si inseriscono nel piano di deconsolidamento teso a garantire il rispetto delle soglie di tiratura previste dalla normativa in vigore, nella prospettiva della futura integrazione con la Stampa ed Il Secolo XIX”.

I giornalisti de “La Città di Salerno” esprimono “forte rammarico per la decisione assunta dall’azienda che ha dismesso la proprietà di una testata che nel corso di 20 anni – e sotto la sua gestione – è riuscita ad affermarsi, a conquistare quote di mercato e a imporre la sua leadership a salerno e in provincia, nonostante un contesto di grande contrazione delle vendite e del mercato pubblicitario”. “Con la cessione de “La Città di Salerno ” e de “Il Centro di Pescara”, di fatto il gruppo Espresso – sottolinea la nota – cancella la presenza dei suoi giornali locali nel centro-sud”. l’assemblea dei giornalisti “stigmatizza inoltre le modalità della comunicazione in videoconferenza e manifesta forti preoccupazioni per il futuro della testata”.

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