Ospedale San Marco a rischio incompiuta, CGIL: “Pianta organica al 10%, intervenga la Regione” da: sudpress.it

ospedale san marco evidenza

La data di consegna dei lavori dell’ospedale San Marco continua a slittare e i continui annunci non fanno altro che offuscare il vero problema: la struttura verrà consegnata, ma non ci sarà personale a sufficienza per riempirlo e renderlo funzionante e funzionale

Un ospedale di ultima generazione, costato oltre 150 milioni di euro che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto.

Gli annunci sull’imminente apertura continuano a susseguirsi, ma le date non fanno altro che slittare. Ancora.

Nell’ultimo annuncio, il Direttore Generale Paolo Cantaro parla del mese di febbraio.
Ci sembra però doveroso ricordare che la data della quale si continua a parlare non è la data di apertura al pubblico del nuovo presidio ospedaliero. A febbraio la Tecnis dovrebbe – e il condizionale è quanto mai d’obbligo – completare i lavori e consegnare al Policlinico Universitario una struttura pronta “chiavi in mano”, comprese le attrezzature mediche di ultima generazione.

Dalla consegna della struttura all’apertura, passeranno tra i 5 e gli 8 mesi: tempo necessario per il collaudo di tutta l’attrezzatura.

Ma un ospedale ha bisogno di personale. Ed è qui che gli annunci cozzano, ancora una volta, con la realtà dei fatti.

A spiegarcelo sono Carmelo Calvagna, medico del Policlinico e responsabile CGIL dell’ Azienda Policlinico, e il Segretario Generale CGIL Funzione Pubblica Gaetano Agliozzo.

“La pianta organica prevista per il funzionamento dell’ospedale San Marco prevede la messa in campo di 822 unità” ci spiega Carmelo Calvagna.

“Nel dettaglio, al San Marco servono: 200 medici, 339 infermieri, 145 ausiliari, 93 tecnici e operatori di comparto, 13 dirigenti sanitari di area non medica, 7 farmacisti, 44 unità del settore tecnico-amministrativo”.

“Il Direttore Generale – continua Calvagna – sostiene che il personale proverrà dalla dismissione di Vittorio Emanuele, Santa Marta e Santo Bambino, ma è impossibile”.

“L’azienda è già adesso sotto organico – interviene Agliozzo – ed è impensabile che si riescano a riempire due grossi presidi con il personale attualmente in funzione”.

“Togliendo il comparto universitario che sarà trasferito al Gaspare Rodolico – aggiunge Calvagna – rimane personale sufficiente a coprire appena il 10% della pianta organica prevista e necessaria per il San Marco”.

Significa che per rendere operativi i tre blocchi di cui si compone l’immensa struttura del San Marco mancherebbero all’appello quasi 750 persone.

“E solo il 5% dei reparti sarà completo, avrà cioè tutto il personale necessario per poter lavorare” chiosa Carmelo Calvagna.

Ma allora perché trasferire tutto al policlinico con un ospedale di ultima generazione pronto per l’apertura?

Per la CGIL la soluzione può arrivare solo dalla politica. E dalla Regione in particolare.

“Vanno sbloccate le assunzioni” ci spiega Gaetano Agliozzo. “E per farlo occorre che la Regione vari prima di tutto la riorganizzazione di tutta la rete ospedaliera regionale: il decreto Balduzzi blocca di fatto i trasferimenti ministeriali” conclude Agliozzo.

Riorganizzazione ferma con le quattro frecce, impantanata tra i cambi di assessori e i giochi di potere dei sindaci per bloccare la chiusura dei piccoli presidi periferici.

Lavori da ultimare, attrezzature da collaudare assunzioni da sbloccare con concorsi da bandire. 

E le elezioni regionali alle porte.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: