Milano, critica la riforma sanitaria di Maroni: l’ospedale lo licenzia Marco Cicardi, ordinario di Medicina alla Statale, rimosso dall’incarico di direttore del dipartimento di Medicina dell’ospedale Sacco da: repubblica.it

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di MATTEO PUCCIARELLI

Milano, critica la riforma sanitaria di Maroni: l’ospedale lo licenzia
Marco Cicardi
In Lombardia, dove nelle strutture pubbliche non si licenzia neanche se una commissione di inchiesta regionale ritiene la condotta di un dirigente “potenzialmente idonea a compromettere i principi di imparzialità, indipendenza e trasparenza della pubblica amministrazione” (fu il caso di Patrizia Pedrotti, allora direttrice amministrativa dell’Azienda ospedaliera di Melegnano sospesa e poi tornata in servizio), basta aver rilasciato una intervista critica riguardo alla riforma regionale per venire licenziati in tronco e a tempi di record. Smuovendo la farraginosa burocrazia interna – diventata improvvisamente lepre – nel mese delle vacanze per eccellenza, cioè agosto.

La vicenda è quella di Marco Cicardi, ordinario di Medicina alla Statale, rimosso dall’incarico di direttore del dipartimento di Medicina dell’ospedale Sacco. Motivo: violazione del “rapporto fiduciario”. Ovvero? Il 18 agosto scorso Cicardi aveva parlato con il Corriere della Sera “senza alcuna preventiva informativa alla direzione generale, come previsto dal codice di comportamento aziendale”. Il professore spiegò che con la riforma “sono cambiate le tessere del mosaico tra direttori generali e direttori sanitari ma tutto è immobilizzato”, “si vive alla giornata contando sulla buona volontà di chi lavora”. Parole che gli sono costate il posto. Nel giro di soli 13 giorni (in pieno agosto, va ricordato) il direttore generale del Sacco, Alessandro Visconti, ha chiuso la pratica, come detto interrompendo il rapporto di lavoro con Cicardi. Il quale ha accolto la notizia con “stupore”, ed è un eufemismo ovviamente.

“Rischia di essere un avvertimento per tutti – dice il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri – In Lombardia se un medico mette in dubbio la riforma sanitaria scatta subito la rimozione forzata. Un provvedimento spropositato e dalla tempestività meritevole di migliori cause”. Secondo Alfieri è “un provvedimento che lascia sbigottiti visto che in altre occasioni, per questioni ben più gravi, non sono stati utilizzati la stessa solerzia e lo stesso metro di giudizio. Conosciamo l’ammirazione della Lega per Putin, ma in Lombardia rimaniamo affezionati ai modelli democratici europei”. Da qui l’invito al governatore: “Si attivi subito per far revocare il licenziamento di Cicardi”.

Maroni risponde via

Twitter: “Sono sorpreso da quello che leggo oggi sui giornali a proposito della vicenda del professor Cicardi, rispetto alla quale la Riforma della Sanità non c’entra nulla: si tratta di una questione organizzativa interna all’ospedale. La decisione è stata presa dal direttore in piena autonomia e io la rispetto. Sono comunque disponibile a incontrare il professor Cicardi e ad ascoltare le sue ragioni”. Sul caso il Pd ha presentato una interrogazione in Regione.

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