Autore: fabrizio salvatori Chi fermerà Erdogan contro i Kurdi? Ferrero: “L’Italia, l’Europa, gli Usa non pugnalino alle spalle chi la lotta al terrorismo la fa sul serio” da: controlacrisi.org

Kobane dove in questi giorni l’esercito turco sta picchiando duro contro i Kurdi, dista circa 35 chilometri da Jarablus, la città siriana conquistata dalla mani del sedicente Stato islamico la settimana scorsa.
Un funzionario del comune di Kobane, Anwar Musallim, ha riferito a Reuters che le forze turche avrebbero persino usato proiettili veri. Secondo Musallim, un 17enne è rimasto ucciso e altre 83 persone ferite. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha sede nel Regno Unito, la vittima sarebbe invece un bambino, e almeno 30 le persone ferite.La Turchia fa parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte contro lo Stato islamico in Siria. Ma Ankara considera i combattenti curdi del PYD, il partito dei curdi siriani, un’estensione del PKK, il partito dei lavoratori curdi presente in Turchia e accusato di essere il responsabile di una serie di attacchi terroristici negli ultimi anni, mentre gli Usa vedono nell’YPG un alleato nella lotta all’Isis. Questo non procura alcun problema in occidente ovviamente. Le donne e gli uomini che hanno resistito armi in pugno all’Isis pagando un enorme tributo di sangue e sofferenze ora subiscono l’attacco del secondo esercito della NATO.

“Non essendoci riusciti i suoi amici tagliagole dell’Isis ora Erdogan ha scatenato il suo esercito contro l’eroica citta’ di Kobane e contro l’autogoverno curdo del Rojava”, è il commento del segretario del Prc Paolo Ferrero.

“Quando il governo turco annuncia che sterminerà i nostri compagni del PKK – continua Ferrero – sta in realtà dicendo che vuole scatenare il massacro del popolo curdo che in Turchia e Siria si riconosce nel progetto di confederalismo democratico, pace e convivenza di Abdullah Ocalan come hanno dovuto ammettere tutti gli osservatori internazionali”.

La guerra di Erdogan, come sottolineano in molti e il Prc in modo più esplicito, e’ in corso da tempo perché con il complice silenzio occidentale Erdogan ha bombardato le città curde della Turchia causando migliaia di morti già da mesi. Ora sposta le operazioni nei territori liberati della Siria che nonostante gli attacchi dell’Isis hanno costruito un’esperienza libertaria inedita in Medio Oriente.

“L’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti hanno coperto per anni i crimini dell’alleato turco contro i curdi – continua Ferrero -. Hanno inserito e ancora mantengono il PKK nella lista delle organizzazioni terroriste salvo dover poi ammettere che quei combattenti sono un baluardo di civiltà di fronte al fondamentalismo armato che è accorso con tanto di sostegno occidentale in Siria per rovesciare Assad. L’Italia porta sulla coscienza di non aver dato asilo – come impone la nostra Costituzione – al leader riconosciuto del popolo curdo. Distruggere il PKK, distruggere l’esperienza di democrazia, autogoverno, liberazione delle donne, convivenza e tolleranza nel Rojava significherebbe spegnere la speranza in un futuro di pace in Medio Oriente. L’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti hanno il dovere morale di fermare Erdogan e di non pugnalare alle spalle chi la lotta al terrorismo l’ha fatta sul serio”.

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