Noi non dimentichiamo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa In questa breve clip tratta dall’intervista di Enzo Biagi al generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, viene affrontato un tema di scottante attualità come i rapporti tra mafia e stato.

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http://www.sudpress.it/festa-unita-rosy-bindi-combatteremo-lantimafia-deviata-e-poi-attacca-gli-ordini-professionali/

Simona Scandura

03/09/2016

“Abbiamo sentito gli ordini professionali, tutti tutelano i propri affiliati anche quando sbagliano” dure le parole di Rosy Bindi impegnata a combattere l’antimafia di facciata soprattutto in Sicilia e ricorda i passi importanti di Confindustria. Il procuratore nazionale antimafia Roberti: “L’antimafia non è una mammella da mungere, servono nuovi strumenti per potenziare l’attività investigativa”

 

La festa dell’Unità che sembra non voler decollare registra grandi assenti, questa volta tra le istituzioni, soprattutto ieri sera per uno dei dibattiti più importanti di tutta la kermesse.

Si parla di mafia, di corruzione, ma soprattutto di antimafia di facciata e poi ancora di ordini professionali inermi alla lotta alla mafia che invece di estromettere i loro iscritti nel caso di agevolazione alla criminalità si trincerano in estreme difese dietro la barriera del garantismo.

E poi di antimafia sociale e i casi di deviazione con amministratori giudiziari con provvedimenti di prevenzione lunghissimi probabilmente per profittarne economicamente.

Le parole sono quelle del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e della presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi che insieme alle attrici Vanessa Scalera e Linda Caridi protagoniste del film “Lea” del regista Marco Tullio Giordana, sono intervenuti al dibattito moderato da Lirio  Abate.

Quando si parla di “antimafia di facciata” la prima regione punto di riferimento è proprio la Sicilia.

Rosy Bindy parlando di questo tema ricorda proprio l’inchiesta sull’antimafia fatta dalla commissione da lei presieduta, ma sottolinea anche il passo fondamentale fatto da Confindustria Sicilia per poter sgominare il sistema mafioso:

“Continuo a pensare che le scelte fatte da Confindustria Sicilia e dal loro presidente, in particolare Lo Bello, sono state scelte fondamentali per la lotta alla mafia. Perché nel momento in cui un’associazione decide di estromettere chi collabora con la mafia rappresenta il faro per tutta l’Italia, una scelta importante”.

Non dimentica le vicende e le ombre soprattutto in Sicilia di Confindustria e per questo la presidente Bindy afferma:

“La giustizia farà il suo corso, ma sia chiaro che il nostro obiettivo non è quello di combattere l’antimafia, ma di combattere l’antimafia deviata per riportare nel movimento dell’antimafia la sua limpidezza e la sua forza perché quando la lotta alla mafia diventa non più il fine principalie di un’associazione che si qualifica come tale, ma lo strumento attraverso il quale si persegue prestigio, potere, denaro e ci si serve della bandiera dell’antimafia come una sorta di privilegio su chi deve vincere gli appalti, su chi deve scegliere gli assessori della giunta, allora questo è peggio della mafia”.

Il plauso alle scelte di confindustria viene subito affiancato alle forti critiche lanciate agli ordini professionali in particolare agli ordini degli avvocati:

“Ci sono avvocati che approfittano del sacrosanto diritto alla difesa e alcuni sono i vettori della comunicazione del capomafia che è al 41 bis e i suoi affiliati a i quali continua a mandare ordini, per questo abbiamo chiesto al presidente dell’ordine di intervenire in merito a questi comportamenti, ma  lui ci ha risposto che siamo in uno Stato garantista e finché non c’è la condanna non si può fare niente. Eppure gli ordini professionali non sono fatti per tutelare gli iteressi di chi è iscritto all’ordine, ma sono stati creati per tutelare i cittadini dal corretto esercizio della professione”.

Una critica molto forte poi arriva quasi sottovoce, ma fa più rumore di un boato.

La Bindy ricorda come mentre a Palermo la mafia è stata combattuta e  gran parte dei boss sono stati consegnati alle carceri a Catania ”sono ancora tutti fuori  perché sono imprenditori“.

Il procuratore Franco Roberti durante il suo intervento parla invece della necessità di fare le riforme soprattutto in tema di giustizia e potenziare l’attività investigativa.

“Chiedo per i corrotti e i corruttori gli stessi strumenti di indagine che sono previsti per le mafie, con agenti sotto copertura, sconti di pena per chi collabora con la giustizia, durata delle  indagini e delle intercettazioni di pari misura rispetto quelli previsti per i reati di mafia e possibilità di fare intercettazioni preventive. Inoltre- sottolinea-  sarebbe necessario inserire  nel 416bis un aggravante specifica, se l’associazione mafiosa si avvale della corruzione per  conseguire appalti pubblici e commesse pubbliche. Una semplice modifica che segnerebbe un passo avanti perché sappiamo tutti che la corruzione è lo strumento privilegiato delle organizzazioni mafiose”.

Un passaggio delicato ed arguto viene poi fatto sull’antimafia sociale e su quanto possa essere pericoloso lasciarla allo sbaraglio:

“Ci sono stati diversi casi di deviazione dovuti al fatto che oggi esistono i finanziamenti per le associazioni antimafia e c’è la possibiltà di acquisire posti di potere. L’antimafia è diventata una mammella da mungere per troppe persone e noi apparati investigativi non siamo ancora entrati nella necessità di investigare più a fondo su queste associazioni, quando ci abbiamo provato a Napoli alcuni anni fa scoprimmo che un terreno in provincia di Caserta affidato ad una cooperativa dell’antimafia sociale era gestito dallo stesso mafioso a cui era stato confiscato. Un controllo a questo sistema è necessario”.

Il procuratore Franco Roberti aggiunge un altro caso, quello delle amministrazioni giudiziarie e lancia una provocazione:

”Vi siete chiesti perché nelle amministrazioni giudiziarie i procedimenti di prevenzione durano cosi a lungo? e sempre nella complessità dei beni da gestire o forse più va a  lungo l’amministrazione giudiziaria e  più l’amministratore giudiziario ne profitta economicamente magari in combutta con qualche giudice come abbiamo dovuto in qualche caso penosamente constatare?”

Festa nazionale a Firenze (7-11 settembre) del partito Rifondazione Comunista

Rifondazione CcomunistaDal 7 all’11 settembre si svolgerà a Firenze la nostra festa nazionale. Segnaliamo qualche suggerimento per il pernottamento: tenete conto che già ora è difficile trovare disponibilità quindi prima si prenota meglio è. Ci vediamo a Firenze! Ostello Santo Monaca, via Santa Monaca,6 055 268338 – 055 2396704 info@ostellosantamonaca.com Villa Camerata – Ostello della Gioventù e […]

Programma Festa nazionale 2016

Firenze – 7/11 settembre 2016

Tutte le sere ristorante, birreria, bar, libreria, dibattiti, giochi e molto altro!

Mercoledì 7 settembre 2016 (festa provinciale)

19.15 Firenze Liberata: il contributo dei comunisti e dei sovietici, con

– Partigiano Sugo (brigata Sinigaglia)


– Luigi Remaschi (ANPI provinciale Firenze)


– Ugo Barlozzetti (Sezione ANPI “Potente”)

Introduce e coordina Manuela Ciriello (PRC-SE Firenze)

22.00 saluto del Partigiano Sugo (brigata Senigaglia).

A seguire

concerto dei Malasuerte Firenze-Sud

Giovedì 8 settembre 2016 (festa provinciale)

19.15 Conferenza sulle esperienze di legalizzazione della cannabis, con

– Rita Bernardini, Partito Radicale e Presidente onorario di Lapiantiamo Cannabis Social Club,


– Maurizio Acerbo, Segreteria nazionale PRC-SE
– Osvaldo Giovannini, “Comunisti in Erba”


– Tommaso Grassi, consigliere comunale “Firenze riparte da sinistra”


– Luca Marola, autore di “Legalizzare con successo” e conduttore radiofonico di Non Solo Skunk

Introduce e coordina Monica Sgherri, Segreteria nazionale PRC-SE e promotrice legge sulla cannabis terapeutica in Regione Toscana

21.30 Presentazione del Comitato per il referendum regionale a difesa della sanità pubblica con Giuseppe Ricci (del Comitato) e Paolo Sarti, consigliere regionale Sì Toscana a Sinistra

A seguire

concerto degli Ivanoska

Venerdì 9 settembre 2016

19.00 Apertura festa nazionale: Ribelliamoci!, con

– Dmitrij Palagi, Segretario provinciale PRC-SE


– Nicoletta Dosio, del movimento No Tav


– Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC-SE

21.00 Terremoto: la solidarietà attiva, la ricostruzione, la trasformazione, con

– Vezio De Lucia, urbanista


– Andrea Ferroni, coordinatore PRC-SE intervento su terremoto


– Peter Gomez, direttore de il Fatto quotidiano.it

– Lidia Menapace, partigiana


– Enrico Perilli, consigliere comunale Aquila PRC-SE


– Ilaria Mugnai, Brigate di Solidarietà Attiva

Sabato 10 settembre 2016

21.00 No alla manomissione della Costituzione, con

– Domenico Gallo, Comitato per il NO


– Luciano Guerzoni, vicepresidente nazionale ANPI


– Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale 


– Giovanni Russo Spena, resp. Democrazia PRC -SE


- Massimo Torelli, de l’Altra Europa con Tsipras

Domenica 11 settembre 2016

10.00 Assemblea dei segretari di circolo del PRC Mutamento sociale, rifondazione della politica, con



- Ezio Locatelli, responsabile organizzazione PRC


- Loris Caruso, sociologo


– Carlo Formenti, sociologo


- Silvana Cesani, Lodi Comune Solidale


- Kostas Karras, coordinatore della Solidarietà e direzione Syriza del Pireo

17.00 comizio di chiusura della festa nazionale con

– Dmitrj Palagi, segretario provinciale PRC


- Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC

18.00 presentazione del libro Contro Hitler. Gli anarchici e la resistenza tedesca dimenticata con 

– l’autore Leonhard Schaefer

A seguire

concerto de La mi S’ignora 

Tutte le sere spazi informativi di: ANPI, Associazione di Amicizia Italo Palestinese, Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Emergency, Comitato Stop TTIP, il manifesto, Ireos (comunità quel autogestita), Comunisti in Erba.

Sarà possibile firmare per: la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, il  referendum regionale toscano a difesa della sanità pubblica, la legge di iniziativa popolare per la Buona Scuola della Repubblica.

Sarà possibile contribuire alla raccolta di materiali e fondi delle Brigate di Solidarietà Attiva. 

Turchia, Erdogan come l’Isis cerca di distruggere il popolo curdo da: rifondazione comunista

di Paolo Ferrero –

Non essendoci riusciti i suoi amici tagliagole dell’Isis ora Erdogan ha scatenato il suo esercito contro l’eroica citta’ di Kobane e contro l’autogoverno curdo del Rojava.

Le donne e gli uomini che hanno resistito armi in pugno all’Isis pagando un enorme tributo di sangue e sofferenze ora subiscono l’attacco del secondo esercito della NATO.
Quando il governo turco annuncia che sterminerà i nostri compagni del PKK sta in realtà dicendo che vuole scatenare il massacro del popolo curdo che in Turchia e Siria si riconosce nel progetto di confederalismo democratico, pace e convivenza di Abdullah Ocalan come hanno dovuto ammettere tutti gli osservatori internazionali.
In realtà la guerra di Erdogan e’ in corso da tempo perché con il complice silenzio occidentale il boia turco ha bombardato le città curde della Turchia causando migliaia di morti già da mesi. Ora sposta le operazioni nei territori liberati della Siria che nonostante gli attacchi dell’Isis hanno costruito un’esperienza libertaria inedita in Medio Oriente.
L’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti hanno coperto per anni i crimini dell’alleato turco contro i curdi. Hanno inserito e ancora mantengono il PKK nella lista delle organizzazioni terroriste salvo dover poi ammettere che quei combattenti sono un baluardo di civiltà di fronte al fondamentalismo armato che è accorso con tanto di sostegno occidentale in Siria per rovesciare Assad. L’Italia porta sulla coscienza di non aver dato asilo – come impone la nostra Costituzione – al leader riconosciuto del popolo curdo. Distruggere il PKK, distruggere l’esperienza di democrazia, autogoverno, liberazione delle donne, convivenza e tolleranza nel Rojava significherebbe spegnere la speranza in un futuro di pace in Medio Oriente.

L’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti hanno il dovere morale di fermare Erdogan e di non pugnalare alle spalle chi la lotta al terrorismo l’ha fatta sul serio».

Palermo, l’impegno del Prc per la vittoria di Orlando da: rifondazione comunista

di Raffaele Tecce –

Riteniamo assai importante – ha dichiarato Raffaele Tecce, responsabile Enti Locali della segreteria nazionale del PRC – la scelta del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando di ricandidarsi alle prossime elezioni comunali di Palermo, riconfermando l’originale impostazione programmatica, lavorando al rilancio e all’allargamento della coalizione politica che vinse le elezioni di 4 anni fa e riaffermando l’alternatività alle politiche del Pd e di Renzi (insieme ovviamente a quelle del centro destra ), in Sicilia ed a livello nazionale.

Il Partito della Rifondazione Comunista ha incoraggiato e sostenuto questa scelta essendo stato sin dall’inizio una componente importante al sostegno delle politiche del Sindaco Orlando, che hanno affermato un ruolo del Comune sempre più vicino alle esigenze ed ai bisogni delle cittadine e dei cittadini,  contribuendo, sia a livello politico e sociale nella città sia con l’appassionato e positivo ruolo dei sui assessori Barbara Evola e Giusto Catania, ai tanti successi di questa Amministrazione.

Sono evidenti i punti più importanti del progamma e del lavoro della Giunta Orlando su cui si sono già avuti significativi successi: risanamento delle aziende pubbliche dei rifiuti e dei servizi (4 anni fa già con i libri in tribunale!), senza nessun licenziamento e mantenendo pubblica la proprietà e la gestione dei servizi locali, a partire dalla battaglia per l’ acqua pubblica; messa in sicurezza delle scuole palermitane,  e ricostruzione del  sistema scolastico cittadino; democrazia, difesa della Costituzione ed affermazione della partecipazione; rilancio del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile attraverso un piano di pedonalizzazione necessario per riconquistare luoghi storici della città, salvaguardando l’ambiente e la salute. In questo quadro riteniamo assai importante la scelta recentissima della giunta di rilanciare tale programma di pedonalzzazione  evitando ogni strumentalizzazine pre elettorale e scongiurando, però, ogni rinvio;   importanti scelte sul piano culturale e sull’emergenza abitativa; accoglienza dei migranti valorizzando la cultura della solidarietà a partire dalla Carta di Palermo per  una campagna internazionale per l’abolizione del permesso di soggiorno; iniziative di valore internazionale pacifiste e contro ogni guerra, anche concededo la cittadinanza onoraria a figure come Marwan Barghouti ed Apo Ocalan.

Intendiamo come PRC, insomma, sottolineare la pecularietà programmatica ed il valore politico nazionale di un’esperienza di governo locale come quella palermitana basata sull’ alleanza fra una tradizione civica, democratica ed antimafia espressa da Orlando (e dai movimenti politico culturali che lo sostengono) e le forze della sinisra alternativa come il PRC; un’esperienza autonoma ed alternativa al PD, come a Napoli ed in altri Comuni medi che hanno votato recentemente.

L’ 8 ed il 9 ottobre una rete di amministrazioni, liste e consiglieri delle “Città in Comune“, che sta sperimentando a livello comunale un modello di costruzione dal basso, inclusivo e partecipato di una nuova soggettività  della sinistra alternativa al PD, si vedrà a Sesto Fiorentino per definire prime forme di coordinamento ed alcune campagne  comuni che permettano alle singole iniziative locali per garantire diritti e servizi a tutte le cittadine ed i cittadini di avere un respiro ed una vertenzialità nazionale.

L’esperienza unitaria della giunta Orlando, nel rapporto fra storia, tradizione civica democratica e sinistra alternativa, può essere fra i principali soggetti protagonisti di questa esperienza delle “Città in Comune” che come PRC-SE intendiamo contribuire a costruire.

E’ questo l’appello che rivolgiamo ad Orlando ed a tutte le forze della sinistra sociale e politica che lo sostengono».