Sopravvissuto all’Isis, muore tra scogli di S.G.Li Cuti Il medico Scaravilli travolto da un’onda nel porticciolo da: meridionews

Cassandra Di Giacomo 26 Agosto 2016

Cronaca – Era stato liberato dopo cinque mesi nelle mani di forze dello Stato Islamico, ma non è sopravvissuto a un’onda che lo ha travolto. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari di salvarlo, fatale una profonda ferita alla testa e il seguente trauma cranico. A riconoscere l’ortopedico è stato il fratello

Era stato liberato dall’Isis il 9 giugno dall’anno scorso dopo cinque mesi di sequestro da parte di forze vicine allo Stato islamico. Questo pomeriggio, Ignazio Scaravilli, medico ortopedico di 69 anni, è rimasto vittima di un incidente tra gli scogli del porticciolo di San Giovanni Li Cuti. Secondo la dinamica ufficiale fornita dalla polizia di Stato – intervenuta sul posto insieme ai vigili del fuoco e a una motovedetta della Guardia costiera – l’uomo si trovava sulla scogliera quando è stato travolto da un’onda.

Nel tentativo di mettersi in salvo, considerate le condizioni avverse del mare, avrebbe trovato riparo in un piccola grotta. Lì Scaravilli avrebbe quindi sfruttato una bolla d’aria per riprendere fiato e chiedere aiuto. Poco dopo, richiamati all’attenzione anche da un cane che sul molo abbaiava con insistenza, sono arrivati i primi curiosi che hanno allertato i soccorsi. A nulla sono valsi i tentativi dei soccorritori che sono riusciti a estrarre dagli scogli il corpo del 69enne, ma l’uomo è morto a causa di una profonda ferita alla testa e di un trauma cranico.

Sul corpo – riconosciuto dal fratello -, attualmente a disposizione dei medici, «stanno per essere effettuati gli accertamenti legali», precisa uno dei figli dell’uomo. Il medico abitava a Catania da due anni, pur non essendo ancora residente del capoluogo etneo. L’ortopedico, quando è stato rapito dall’Isis, si trovava nell’ospedale di Dar Al Wafa, nella zona di Suq Talat. All’epoca dei fatti a segnalare la scomparsa di Scaravilli erano stati due colleghi e, dopo il suo rientro in Italia, la procura di Roma aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di terrorismo a carico di ignoti. Il professionista aveva prestato servizio in diverse strutture etnee, tra le quali la clinica Madonna del Rosario. I familiari, contattati da MeridioNews, non sanno ancora quando potranno far celebrare i funerali.

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