Autore: fabrizio salvatori Scuola, Gilda pronto a portare il Miur in tribunale per “l’algoritmo killer”. L’Anief propone una soluzione semplice ma, dice, “solo se il Governo la smette di mirare ai risparmi” da: controlacrisi.org

“Se dal Miur non arrivera’ alcuna risposta alla nostra istanza di accesso agli atti, ci rivolgeremo direttamente alla magistratura”. E’ quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alla richiesta inviata al ministero
dell’Istruzione il 5 agosto scorso per conoscere l’algoritmo utilizzato per l’assegnazione delle sedi ai docenti in base al nuovo CCNI sulla mobilita’.
“In base alla normativa vigente, il ministero dell’Istruzione ha 30 giorni di tempo per rispondere alla nostra richiesta, il termine sta dunque scadendo e ad oggi non abbiamo ancora ricevuto riscontro. Il principio di trasparenza amministrativa- conclude
Di Meglio- e’ sancito dalla legge e il Miur e’ tenuto a rispettarlo”.Di contro, secondo Anief, sindacato della scuola, per evitare la mobilita’ forzata di decine di migliaia di docenti, assunti nel 2015 con il piano straordinario della Legge 107/2015, e tra una settimana costretti a spostarsi in province lontanissime c’è un sistema: visto
che il Governo non ha alcuna intenzione di creare di posti aggiuntivi, chiesti a gran voce pure dai governatori, l’unica soluzione attuabile e’ quella di sbloccare da subito gli organici di fatto, ovvero quei posti che da decenni il Ministero dell’Istruzione continua ad assegnare ai supplenti sino al 30 giugno ma che nella realta’ risultano in gran numero privi di un docente titolare di cattedra. Per questo motivo, sono posti trasformabili in unita’ di insegnamento utili per i trasferimenti.

“Tra l’altro – aggiunge l’Anief – il tutto non comporterebbe particolari oneri per lo Stato, visto che per dieci mesi l’anno vengono comunque coperti da un docente precario. Visto che il Miur non vuole attuare alcun monitoraggio per verificare l’effettiva presenza di posti vacanti, sebbene sarebbe bastato che da Viale Trastevere fosse partita una richiesta di ricognizione ai dirigenti scolastici, il nostro sindacato ha stimato che dei 115.823 contratti di supplenza annuale, stipulati subito dopo l’approvazione della Buona Scuola, almeno 70mila possono essere considerati vacanti a tutti gli effetti. Di questi, oltre la meta’ riguardano il sostegno, che per colpa di un vulnus normativo continua ad essere organizzato coprendo un posto su tre con personale precario, penalizzando cosi’ in un colpo solo docenti e studenti disabili”.

Sono cattedre, ricorda Marcello Pacifico, coordinatore di Anief, “a cui non corrisponde alcun docente titolare. E quindi da considerare assegnabili al 31 agosto, pure utili per trasferimenti ed immissioni in ruolo. Basta ricordare, per tutti, quanto e’ avvenuto in questi giorni in Sicilia, dove pur essendovi 4mila posti liberi sono state rispinte le 5mila domande di trasferimento formulate dai docenti inseriti negli ambiti territoriali. Procedendo in questo modo, facendo prevalere la burocrazia sulla praticita’, non solo si procrastina la
supplentite, ma si condannano tanti docenti di ruolo a rimanere lontani da casa e altrettanti a rimanere precari a vita”.

La verita’ “e’ che per assecondare delle esigenze di bassa cassa – continua il sindacalista Anief-Cisal – il Governo sta danneggiano
tanti docenti di ruolo, oggi vittime di trasferimenti forzati e costretti ad improbabili assegnazioni provvisorie. Di conseguenza, sono danneggiati altrettanti docenti specializzati nel sostegno, oppure abilitati sulle discipline con i corsi Tfa, Pas, di scienze della formazione primaria, che per il Miur possono rimanere nelle graduatorie d’Istituto e senza prospettive di stabilizzazione. Andando, in questo modo, anche ad infrangere le indicazioni della Corte di Giustizia Europea e quelle espresse poche settimane fa dalla Corte Costituzionale, che ha decretato illegittime le supplenze reiterate. Dando, tra l’altro, il via libera ai risarcimenti, Ata compresi”.

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