Autore: redazione Appalti, la piovra si può sconfiggere. Importante sentenza di reintegro ottenuta dalla Cgil di Parma da: controlacrisi.org

Una sentenza “esemplare” in materia di licenziamenti illegittimi nel tormentato settore degli appalti. Cosi’ la Cgil di Parma definisce il provvedimento emesso lo scorso 22 agosto dalla Corte d’Appello di Bologna che, nel disporre la reintegrazione di un lavoratore ingiustamente licenziato, “fa grande chiarezza rispetto allo spinoso tema della genuinita’ degli appalti di servizio alle aziende”. Stabilendo cioe’ “inequivocabilmente che in tale ambito l’effettivo datore di lavoro e’ colui che esercita il potere direttivo e
organizzativo anche se il lavoratore risulta formalmente dipendente della societa’ o cooperativa appaltatrice”.Nel caso specifico, l’azienda committente e’ stata quindi condannata a riconoscere come dipendente il lavoratore fin dal primo giorno di impiego ed ha dovuto reintegrarlo, essendo stato dichiarato nullo il licenziamento fatto dalla cooperativa appaltatrice e quindi non dal vero datore di lavoro.

La vicenda riguarda un lavoratore ex socio della cooperativa, la Minerva Consulence scarl, a sua volta operante nel Consorzio del pomodoro Casalasco. Un settore, commenta il sindacato, dove “in un sistema produttivo pur avanzato come quello parmense, comprese le filiere a piu’ alta qualita’ e valore aggiunto, non e’ cosi’ infrequente incontrare fenomeni di intermediazione o
interposizione di manodopera tali per cui vengono impiegati nel cuore dei cicli produttivi lavoratori che formalmente non risultano inquadrati in quell’attivita’, ovviamente a scapito di salario e diritti”.

Tutto questo rafforza la convinzione della Camera del lavoro di Parma e delle sue categorie (nello specifico sono coinvolte la Filt per il comparto logistica e la Flai per l’alimentare) “che lo straordinario impegno in corso da parte della Cgil per mettere ordine nel sistema degli appalti, sia pubblici che privati, nonche’ per tradurre in norme le idee contenute nella proposta di legge di iniziativa popolare per una ‘carta dei diritti universali dei lavoratori’ in materia di responsabilita’ solidale negli appalti, debba proseguire e anzi intensificarsi”. E anche le aziende “che vogliono fondare la propria competitivita’ sulla qualita’ anziche’ sulla mera compressione del costo del lavoro non possono piu’ sottrarsi”. A meno che, conclude la Cgil, “non vogliano rassegnarsi al contenzioso legale del quale, in casi come quello di specie, il sindacato continuera’ a farsi promotore”.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: