Chiamata diretta prof: la storia del preside che discrimina i docenti del Sud, la denuncia

Fitzwilliam Darcy
– Esperto di Tv e Gossip

Nuove segnalazioni sulla chiamata diretta docenti: presidi del Nord che discriminano docenti del Sud e altre irregolarità. Occorre denunciare.
Scuola, chiamata diretta: la discriminazione dei docenti del Sud
Scuola, chiamata diretta: la discriminazione dei docenti del Sud
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La chiamata diretta dei docenti scuola si sta svolgendo in un clima molto difficile anche perché la normativa ha previsto una grande libertà per i Dirigenti Scolastici nel definire i criteri in vista della scelta. Le storie che vengono raccontante e, ovviamente, denunciate sono moltissime e raccontano di una situazione sempre più complessa: ad esempio, in Calabria un preside ha richiesto agli aspiranti per la ‘chiamata’ lo svolgimento di una lezione frontale; più o meno dello stesso tenore una richiesta di un Dirigente di Vercelli che ha addirittura messo in campo una commissione affinché il candidato possa essere esaminato nell’improvvisazione di una Unità di Apprendimento, scelta tra quelle predisposte dalla stessa commissione. Ma un’altra storia è ancora più grave: un preside ha cercato di discriminare i docenti provenienti dal Sud in maniera molto ‘creativa’ e ‘fantasiosa’.
La discriminazione verso i docenti del Sud nella chiamata diretta

A denunciare questa situazione è stato il sindacato Anief che invita i docenti vittima di discriminazione o di altri illeciti durante le procedure della chiamata diretta a contattare l’associazione per una tutela legale dei propri diritti. La possibilità è di ricorrere al TAR. La situazione di discriminazione si è verificata in Lombardia, dove un Dirigente Scolastico ha posto tra i criteri per la selezione un titolo molto particolare: si richiede un aggiornamento sulla questione dell’alternanza #Scuola-lavoro gestito dall’UST di Bergamo, per cui, in parole semplici, tutti coloro che non l’hanno svolto perché appartenenti a un’altra regione non possono partecipare alle selezioni. Secondo l’Anief si tratta di un modo per far fuori tutti i docenti provenienti dal Sud.

Occorre ribadire, allora, che il colloquio, secondo le direttive del Miur, deve vertere soltanto sul Curriculum Vitae del candidato, dunque non è lecita la richiesta di svolgimento di prove, mentre per il caso della discriminazione ad intervenire dovrebbe essere direttamente il Ministero. L’unico modo, sottolineato dai sindacati per frenare l’esuberanza dei presidi è quello di denunciare tutte le situazioni di illecito. L’Anief è pronto comunque a portare avanti i ricorsi dei candidati dinanzi al TAR

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