Autore: fabrizio salvatori Epatite C, la cura low cost per tutti è possibile. La proposta anti-lobby di Giovanni Alleva da: controlacrisi.org

L’epatite C deve essere dichiarata “emergenza nazionale”. La richiesta viene dal consigliere regionale dell’Altra Emilia-Romagna, Piergiovanni Alleva che ha rivolto una interrogazione alla giunta Bonaccini. Il consigliere chiede di schierarsi “a favore della licenza obbligatoria, che si prefigge lo scopo di consentire a tutti i pazienti di accedere a terapie efficaci”. La Regione Emilia-Romagna dovrebbe “dichiarare l’epatite C emergenza nazionale” e quindi “applicare ai brevetti dei farmaci biologici efficaci contro l’epatite C la ‘licenza
obbligatoria per mancata attuazione’ del Codice della proprieta’, che prevede l’uso non esclusivo dell’invenzione medesima, a favore di ogni interessato che ne faccia richiesta, quindi di estendere universalmente le cure a quanti ne abbiano necessita’”.
Alleva sottolinea come in regione le persone affette da HCV, cioe’ l’infezione cronica da virus dell’epatite C, e’ dalle 100.000 alle 130.000, ma a causa dell’elevato costo dei farmaci per il trattamento “l’Aifa ha stabilito delle fasce molto ristrette di cura a carico del Ssn, nelle quali rientrano unicamente i casi piu’ gravi. Da tali fasce- accusa Alleva- sono escluse di fatto dalle cure un numero molto ampio di persone destinate all’aggravamento, mentre con pochi mesi di trattamento farmacologico potrebbero guarire”.Il consigliere chiede quindi alla Regione di attivarsi per sottoscrivere e far sottoscrivere la petizione “a favore della licenza obbligatoria, che si prefigge lo scopo di consentire a tutti i pazienti di accedere a terapie efficaci, a carico del Servizio sanitario nazionale, di produrre
i farmaci anti-epatite C sotto forma di generici, a un prezzo ragionevole e accessibile, prerogativa che e’ consentita dallo stesso trattato che regola i brevetti attraverso il meccanismo della licenza obbligatoria, a cui si puo’ ricorrere quando si verifichi un’emergenza nazionale di sanita’ pubblica”.