Autore: fabrizio salvatori Caso Regeni, il sit in di lunedì al Pantheon per chiedere una svolta sostanziale al Governo italiano da: controlacrisi.org

Lunedì 25 luglio dalle ore 19.00 in Piazza della Rotonda al Pantheon è in programma una iniziativa per continuare a chiedere la verità su Giulio Regeni a 6 mesi dalla sua scomparsa. All’iniziativa ha dato la sua adesione anche il Prc. Secondo un rapporto diffuso nei giorni scorsi da Amnesty International, intitolato ‘Officially you do not exist’,le sparizioni forzate sono utilizzate in Egitto come strumento per reprimere il dissenso.
Secondo l’ong con sede a Londra, da quando nel marzo 2015 Magdy Abdul Ghaffar e’ divenuto ministero dell’Interno, centinaia di persone, anche minorenni, sono state vittima di sparizioni forzate e torture da parte delle forze dell’ordine. Studenti, attivisti politici e manifestanti sarebbero stati incarcerati per mesi, bendati e ammanettati, senza che le loro famiglie sapessero nulla.
Nel rapporto e’ citato anche il caso del ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso dopo essere stato fermato al Cairo.”Ci stringiamo attorno alla famiglia, agli amici di Giulio, al suo legale, ai tanti e alle tante che non si rassegnano alle bugie di stato imposte dalla real politik”, si legge nel messaggio firmato da Paolo Ferrero, segretario del Prc. Il regime di Al Sisi è secondo Rifondazione Comunista “il responsabile di innumerevoli morti, scomparse, torture; sono tanti i Giulio che hanno perso la vita solo perché anche con la conoscenza, difendevano i diritti di chi lavora”. “L’Egitto resta un paese considerato dall’UE sicuro, in cui anche l’Italia continua a rimandare chi fugge perché non è considerato oppositore politico – continua Ferrero -. L’Egitto dei poteri oscuri non vuole che si scoprano mandanti ed esecutori della morte di Giulio Regeni e di tanti oppositori”.

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