La Casa di Rio Vermelho A cento anni dalla nascita della scrittrice brasiliana Zélia Gattai esce in Italia il Memoriale dell’Amore, i ricordi della sua vita con Jorge Amado da: ndnoidonne

Nadia Angelucci

Zélia Gattai

Zélia Gattai conosce Jorge Amado nel 1945 mentre entrambi lavoravano ad una campagna per l’amnistia ai prigionieri politici. I due non si lasceranno mai più. Quando si conoscono lui è già molto famoso, ha già subito carcere ed esilio e i suoi libri sono stati messi all’indice e bruciati in piazza, ma anche Zélia ha la sua storia di lotte: nipote e figlia di emigranti italiani, il padre Ernesto Gattai è un anarchico, la madre un’operaia arrivata in Brasile al seguito dei genitori per lavorare nelle piantagioni di caffè dopo l’abolizione della schiavitù. Ultima di cinque figli, nata a San Paolo nel 1916, cento anni fa, trascorre i suoi primi anni nei quartieri dei migranti, in mezzo alle manifestazioni operaie ed anarchiche. Suo padre subisce il carcere e le torture durante la dittatura di Getulio Vargas; l’esperienza è così atroce che quando uscirà di galera morirà a soli 54 anni.
Quasi una leggenda la nascita dell’amore tra Zélia ed Jorge: si narra che la scintilla tra i due nacque sulle note di una canzone di Dorival Caymmi e che alla fatidica dichiarazione di Amado assistette nientedimeno che Pablo Neruda. I due vivranno negli anni successivi l’esilio, vari traslochi in differenti paesi, la nascita dei due figli, João Jorge e Paloma, il rientro a Rio de Janeiro fino al progetto di costruire un luogo tutto per loro, una Casa a Salvador de Bahia. Memoriale dell’amore, uscito nel 2004 in Brasile e quest’anno in Italia per la Nova Delphi Libri, racconta la storia di questa casa. Con leggerezza ed allegria narra come venne costruita, come il luogo venne trasformato dalle volontà dei due proprietari, come Zélia e Jorge vissero lì quaranta anni del loro amore. Amado non c’è più, e la saudade prende Zélia che si guarda intorno ed ogni oggetto, ogni angolo parla di lui, delle sue abitudini, degli animali e delle cose che ha amato, degli amici che sono passati a rallegrare le loro giornate, dei momenti di intimità e di agognata solitudine. La descrizione di un vero e proprio “paradiso coniugale”. Scrive nell’Introduzione Paloma, figlia dei due: “Per cinquantasei anni furono solo Lei e il suo amore. (…) Senza perdere l’individualità, si fusero e poi si amalgamarono alla casa: la perfezione. La casa divenne il Memoriale e questa è la sua storia”.
Fotografa, militante sociale, libera pensatrice Zélia si scoprì scrittrice nel 1979, a 63 anni, per caso. La figlia Paloma le chiese di scrivere un ricordo della sua infanzia per le sue nipotine e Zélia si mise a scrivere scoprendo di non poter fermare il flusso dei suoi ricordi di infanzia e gioventù. Nasce così Anarchici, grazie a Dio primo libro di una donna che aveva tanto da raccontare e che non smetterà più di ricorrere alla sua memoria per narrare storie semplici ed emozionanti “da dentro a fuori, con il cuore” come le diceva il suo compagno Jorge Amado. Al grande successo di Anarchici, che vendette in Brasile 200.000 copie, e dal quale venne anche tratta una miniserie per la televisione brasiliana prodotta da Rete Globo, seguirono molti altri romanzi in cui Zélia raccontò le incredibili memorie sue, della famiglia Gattai, della famiglia Amado e di tanti loro amici. 11 libri di memorie, 3 favole, 1 romanzo e una fotobiografia sono il bilancio del suo lavoro di scrittrice. Zélia ci ha lasciato nel 2007, non ha potuto vedere, come aveva progettato, la trasformazione decisiva della casa dove lei e Amado avevano vissuto il loro amore in Memoriale aperto al pubblico. Questo è avvenuto solo nel 2008. Ma chi avrà la fortuna di viaggiare a Salvador de Bahia non dimentichi di recarsi in rua Alagoinhas 33, nel quartiere di Rio Vermelho, dove i due scrittori hanno vissuto il loro amore e dove riposano, vicini, sotto l’albero di mango.

Zélia Gattai

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