L’Orgoglio non va in letargo…Onda Pride 2016 di Anna Bonforte

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Stiamo con Orlando, stiamo con Dacca, stiamo con Istanbul, stiamo con Beirut, stiamo con Palmira, stiamo con Bruxelles, stiamo con Parigi, stiamo con i visitatori del Bardo in Tunisia, con l’airbus russo abbattuto sul Sinai in Egitto, lo annuncia Giovanni Caloggero  dal palco del Gay Pride edizione XXIIIesima , giustificando il sindaco Bianco, assente dopo la dichiarazione del lutto cittadino per la morte di Adele Puglisi, catanese, nella strage in Bangladesh.

Ma la scelta di esserci, per rivendicare diritti e memoria, dice Marilena Grassadonia, Presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, significa non smettere di lottare per i diritti di tutti e tutte, per non accontentarsi di quanto finora strappato con leggi insufficienti quando, ormai, tribunali e coscienze invocano matrimonio egualitario, adozione automatica dei figli del/della partner per tutti, il diritto ad avere figli e figlie senza dover chiedere permesso “facendosi chiudere in un cassetto” da cui si è uscite/i da tempo per mai più rientravi: orgogliosa di essere donna, di essere lesbica, di essere madre, di essere siciliana. Orgogliosa di non smettere di “agire la memoria” per le battaglie fatte e per le mete raggiunte, senza accontentarsi delle briciole di una politica inconcludente e che ha perso l’ennesima occasione di riconoscere diritti veri e pieni.

Ancora la memoria e la Pace nelle parole della Presidente Anpi Santina Sconza, e poi la solidarietà della CGIL Catania, da sempre presente al Pride, con il Segretario generale di Giacomo Rota che rivendica la piena attuazione dell’art. 3 della Costituzione, e porta anche i saluti del segreterio UIL che il prossimo anno sarà anche presente ufficialmente al Pride.

Luciana Bova Vespro, con la Collettiva Autonomia di Reggio Calabria. ribadisce la lotta contro il sessismo e il patriarcato: nè uomini, nè Stato né religioni possono dirci cosa possiamo fare dei nostri corpi.

Dario De Felice, Presidente ArciGay Catania, ricorda il primo e lontano gaypride del 1993 con tre persone sul palco e 200 a distanza di sicurezza.

Il giovane Isidoro invoca i coetanei a non tacere e a non lasciare soli chi ancora nel 2016 non viene accettato/a, è oggetto di insulti omofobi e di violenza.

Un GayPride ricco con le giornate e i documenti politici che l’hanno preceduto, la presentazione di libri e spettacoli, il dibattito sulla GPA, fortemente voluto da Sara Crescimone, e poi la Catania raggiante e colorata che a differenza dei carnevali in cui si indossa una maschera al Pride, quella maschera si toglie per rivendicare l’essere sé stessi , nient’altro che se stessi.

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