Truffa sul numero dei migranti, nuova inchiesta sul CARA di Mineo:i nomi dei sei indagati da: sudpress.it

Nuova tappa nella inchiesta sul CARA di Mineo che procede, lentamente, molto lentamente, ma procede. Gli ultimi sospetti riguardano le effettive presenze di migranti sui quali venivano calcolati i rimborsi. SUDPRESS se ne occupa dal 2013.  I nomi degli indagati. 

Si diffonde nelle prime ore della mattinata notizia dell’attività della Squadra Mobile  di Catania con gli uomini del commissariato di Caltagirone che stanno eseguendo perquisizioni e sequestri di atti relativi alla gestione del Cara di Mineo.

Sei le persone raggiunte da avvisi di garanzia per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea.

Si tratta di: Sebastiano Maccarrone, direttore Cara; Salvo Calì, presidente Cda Sisifo, consorzio di cooperative capofila dell’Ati fino a ottobre 2014; Giovanni Ferrera, direttore generale Consorzio ‘Calatino Terra d’accoglienza’; Roberto Roccuzzo, consigliere delegato Sisifo; Cosimo Zurlo, ad ‘Casa della solidarietà’ consorzio coop dell’Ati fino da ottobre 2014 ad oggi e Andromaca Varasano, contabile del nuovo Cara Mineo.

Il provvedimento della Procura di Caltagirone, retta dal procuratore Giuseppe Verzera, scaturisce  risultanze del procedimento “Mafia Capitale”, a seguito delle quali è stata avviata un’attività di investigazione allo scopo di accertare presunti illeciti nella gara d’appalto, indetta in data 24.4.2014, per la gestione triennale dei servizi del C.A.R.A. di Mineo.

La gara fu ritenuta illegittima dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con parere 15 del 25.2.2015.

L’analisi della contabilità relativa alle presenze giornaliere dei migranti ospiti del C.A.R.A. di Mineo, finalizzata alla liquidazione delle somme spettanti al c.d. “ente gestore”, ha evidenziato che sono stati rendicontati e corrisposti, negli anni 2012, 2013, 2014 e 2015, importi superiori a quelli dovuti, per un ammontare di circa un milione di euro.

Sono tutt’ora in corso perquisizioni presso società in tutto il territorio nazionale.

I PROFILI DEGLI INDAGATI

FERRERAGiovanni Ferrera, direttore generale del Consorzio Cara di Mineo, è stato funzionario giudiziario presso il Tribunale per i Minorenni di Catania dal 1976 al 16 dicembre 2011, responsabile della Cancelleria Civile del Tribunale per i Minorenni di Catania dal 1991 al 1993 e dal 2000 al 2004. Assessore ai servizi sociali e sanitari del comune di Catania dal 1993 al 21 gennaio 2000 e coordinatore del forum degli assessori ai servizi sociali dal 1998 al 2000. Fino al 2004 è stato componente della commissione nazionale per le adozioni internazionali, in rappresentanza dell’Anci presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2003Ferrera ha ricoperto il ruolo di docente di “Legislazione minorile applicata ai servizi degli Enti Locali” nei corsi di perfezionamento post laurea, organizzati dalla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Catania edal 2004 al 2011 dirigente dell’Assessorato alle Politiche Sociali della provincia regionale sempre di Catania. Dal 2007 al 2009 è stato responsabile, in qualità di Direttore del “Consorzio Giovanni Verga”, della realizzazione dei progetti finanziati con fondi del Pon Sicurezza alla Provincia e ai comuni di Catania, Acireale, Caltagirone e Vizzini e sino al 2011 responsabile dei progetti sull’immigrazione finanziati alla Provincia dal Ministero dell’Interno a valere sui fondi Pon, Fei e Unra. Componente della “Cabina di Regia” per gli interventi socio sanitari finanziati dalla legge 328 del 2000 presso l’assessorato alla famiglia della Regione Siciliana da febbraio 2009, componente del Coordinamento Regionale sull’affidamento familiare dal novembre del 2009 e componente della commissione nazionale consultiva e di coordinamento per i rapporti con le regioni, gli enti locali ed il volontariato del Ministero della GIustizia dal 2010. Nello stesso diventa componente della Commissione nazionale per le adozioni internazionali in rappresentanza dell’Upi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

calìSalvo Calì, ex comunista ed ex dirigente medico dell’Asp di Catania, fino a ottobre 2014 è stato presidente del consorzio Sisifo (ente coinvolto anche nello scandalo delle docce antiscabbia del Centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa). Tra le cariche ricoperte, Calì annovera inoltre la direzione del Distretto sanitario di Giarre e Paternò, la segreteria del Sindacato Medici Italiani, ed è stato anche consigliere provinciale e consigliere comunale del Pci dal 1980 al ‘90 e dal ’90 al ‘93.

Cosimo Zurlo, amministratore delegato della “Casa della solidarietà” – consorzio di cooperative sociali dell’Ati da ottobre 2014 ad oggi che gestisce anche il Centro di Vermicino – è citato da Repubblica.it come «dipendente della società Auxilium, il 9.2.2010, veniva deferito all’autorità giudiziaria di Bari per inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture, in concorso con Pietro Chiorazzo».

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